• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
redazione
Italia: politica, economia, società

Il futuro della sanità

Silvio Garattini, over 90, è forse il più anziano sostenitore di un sistema nazionale sanitario che recuperi ciò che da decenni è dimenticato, la culura della prevenzione. Recentemente il Manifesto ha pubblicato «Alla nostra sanità serve una rivoluzione culturale», una sua intervista a cura di Andrea Capocci, nella quale il prof. Garattini espone con grande chiarezza il suo pensiero su prevenzione, cura sul territorio, vaccini.

Silvio Garattini, presidente dell’Istituto M.Negri

L’istituto di farmacologia “Mario Negri” è oggi uno dei centri di ricerca più autorevoli in ambito biomedico e farmacologico, con una particolare attenzione all’integrità delle ricerche, alla trasparenza e ai conflitti di interesse; non brevetta le sue scoperte. «Lo facciamo soprattutto per essere liberi» spiega il “manifesto” dell’istituto. «Se invece l’obiettivo fosse il brevetto e il suo sfruttamento, sarebbe inevitabile orientarsi verso ricerche economicamente sfruttabili».

Questa interpretazione rigorosa della professione medica è dovuta in gran parte al fondatore, direttore e oggi presidente dell’istituto Silvio Garattini, classe 1928.

Durante la pandemia, il bergamasco Garattini ha schierato la sua competenza a difesa della sanità pubblica. Tra i primi a denunciare i ritardi nei provvedimenti di Alzano e Nembro, ha promosso molti appelli a favore di una moratoria sui brevetti farmaceutici anti-Covid. Da qualche settimana è in libreria il suo ultimo libro, Il futuro della nostra salute. Il Servizio Sanitario Nazionale che dobbiamo sognare (San Paolo edizioni), una riflessione sul ruolo della sanità pubblica, ma anche una denuncia di chi vorrebbe trasformarla in un mercato. Una lettura utile per il governo, che pone la sanità tra i pilastri del piano nazionale di ripresa e resilienza.

Prof. Garattini, nel piano di Draghi si parla di una prossima riforma della prevenzione sanitaria. Ne condivide l’urgenza?

Nel mio libro racconto i benefici del servizio sanitario nazionale ma anche i suoi punti deboli. Una delle debolezze consiste nell’aver ignorato la prevenzione. C’è bisogno di una rivoluzione culturale per rimetterla in primo piano. Oltre il 50% delle malattie ce le procuriamo attraverso le abitudini di vita. Il 70% dei tumori è evitabile, ma di cancro muoiono 160 mila persone l’anno. Questo perché la prevenzione è in conflitto di interesse con il grande mercato della medicina. Difficilmente lo stato farà un’importante campagna contro il fumo, finché incassa 13 miliardi di euro l’anno di tasse sul tabacco. Se sparissero malattie croniche come diabete, insufficienze renali e altre patologie che dipendono in gran parte dallo stile di vita, il mercato dei farmaci diminuirebbe del 50%. Il servizio sanitario nazionale è un bene comune da proteggere, e tutto quello che grava su di esso non giova alla sua sostenibilità.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza intende riformare la sanità territoriale, con la creazione delle “case della comunità”. È un’idea che la convince?

Non è più pensabile che un solo medico possa occuparsi di tutto ciò che serve al malato. Quindi sono favorevole all’idea della casa della comunità: 6-8 medici che lavorano insieme tenendo aperto l’ambulatorio 7 giorni su 7. Aprire queste case significa organizzarle, con un sistema informatico, segreteria, psicologo, infermiera, apparecchiature diagnostiche. Ed è importante la telemedicina: andare dal medico non sempre è necessario e aiuta a tenere i collegamenti con gli ospedali. La casa della comunità deve essere un filtro importante per evitare l’affollamento nei pronto soccorso e negli ospedali, il cui ricorso dovrebbe limitarsi ai casi acuti.

Dovrebbe cambiare anche la figura del medico?

Nel futuro che immagino, il medico non dovrà solo prescrivere farmaci, ma anche trattamenti non farmacologici: stili di vita, pediatria scolastica, tutto questo fa parte della medicina del territorio. Ma occorre che i medici di medicina generale siano dipendenti del servizio sanitario nazionale, non liberi professionisti. E anche la pratica dell’intramoenia deve finire. Saltare le lunghe liste d’attesa grazie alle proprie disponibilità economiche non è accettabile. Chi lavora nel settore pubblico deve limitarsi al servizio pubblico.

Di quali altri interventi ha bisogno la nostra sanità?

Dobbiamo sottrarre il servizio sanitario nazionale alle regole della Pubblica amministrazione: leggi, circolari, decreti imbrigliano il servizio, che non è abbastanza flessibile né tempestivo. Meglio fare i controlli necessari a posteriori, sui risultati: un medico va valutato sul tempo atteso prima di occuparsi di un infarto, sul numero di fumatori che è riuscito a far smettere o degli obesi convinti a curarsi. Inoltre, manca una “scuola superiore di sanità”: oggi i dirigenti derivano dall’appartenenza politica. Invece serve una cultura comune che rispecchi i principi fondamentali del servizio sanitario nazionale. Infine, serve un’attività di ricerca indipendente, che si occupi dei temi che non rientrano tra le priorità dell’industria. Faccio alcuni esempi: per la maggioranza dei farmaci oggi non sappiamo nemmeno se hanno gli stessi benefici per uomini e donne. Oppure non ne conosciamo il dosaggio ottimale negli anziani, di solito esclusi dai test. C’è molto da fare in termini di studi clinici controllati per fornire agli ammalati il servizio migliore, e non quello più vantaggioso per l’industria.

Oggi però l’industria farmaceutica detta le regole, a partire dalla disponibilità dei vaccini. Come si aumenta la capacità di produrli?

Insieme a Medici Senza Frontiere avevamo invitato i governi a prenotare i vaccini già il 4 aprile del 2020. Spiegando che bisognava pensare a vaccinare tutti, anche nei paesi a basso reddito. Non si tratta di beneficenza, è nostro interesse: se non vacciniamo tutti, le varianti torneranno, saranno insensibili ai vaccini e ci costringeranno a ricominciare da capo. Per questo dobbiamo produrre vaccini noi stessi, e se necessario istituire licenze obbligatorie (cioè i permessi di non rispettare i brevetti in caso di emergenze sanitarie, un diritto riconosciuto anche dal Wto, ndr). Di fronte a 3 milioni di morti dobbiamo rispettare i brevetti? Dobbiamo produrre i vaccini per metterli a disposizione degli altri. In Italia però non possiamo istituire le licenze obbligatorie nemmeno se volessimo, perché ci vuole una legge che affermi questo diritto, e noi non ce l’abbiamo. In Parlamento giacciono proposte in questo senso dell’ex-ministra della salute Giulia Grillo, ma è un problema da risolvere a livello europeo.

Lei ha criticato il green pass, il passaporto per chi, come lei, è vaccinato. Perché?

Ritengo che sia discriminatorio finché non siano vaccinati tutti. Perché chi ha quarant’anni non può muoversi mentre altri sì? E poi sono critico perché pone la vaccinazione allo stesso livello del tampone negativo, che al massimo vale per la giornata. Vaccino e tampone negativo non possono essere messi sullo stesso piano di sicurezza.

C’è chi pensa che anche i vaccini non siano abbastanza sicuri ed efficaci. Le agenzie regolatorie hanno fatto bene il loro lavoro?

Considerando il contesto, tutto sommato i vaccini hanno superato le tappe fondamentali di valutazione in modo adeguato. Ne abbiamo avuto la prova sul campo, da Israele al Regno Unito. Il problema non è l’autorità regolatoria, che anche sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca ha detto cose vere. Il problema è che poi i governi, a casa loro, fanno quel che vogliono, e da qui nasce la confusione. Se certe scelte non vengono spiegate, non bisogna meravigliarsi se poi la gente ha dubbi.

Il Manifesto edizione del 28 aprile 2021

07/05/2021/0 Commenti/da redazione
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2021-05-07 15:38:572021-05-07 15:48:49Il futuro della sanità
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Accordo unitario…in pejus
  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Lavoro in «paraschiavitù»
  • Tanti al “concertone” e poi…

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: Licenze free per vaccini Collegamento a: Licenze free per vaccini Licenze free per vaccini Collegamento a: Working papers Collegamento a: Working papers Working papers
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy