La lezione di Keynes dall’Aldilà. “La politica torni a comandareMario Deaglio in un colloquio immaginario con il grande economista inglese: “Bisogna che a spendere sia lo Stato. In Italia il settore pubblico si blocca da solo”. Era una sera d’aprile di sette anni fa. In poco più di sei mesi la disoccupazione negli Stati Uniti era raddoppiata; la produzione industriale dei paesi ricchi aveva preso la peggior batosta dalla fine della Seconda guerra mondiale. Banchieri centrali, ministri, capi di governo delle venti maggiori economie del mondo si erano da poco riuniti a Londra ed erano tornati a casa ripetendo come un mantra tibetano «il peggio è passato, il peggio è passato», ma senza saper bene che cosa fare.

E proprio a Londra, in quella sera d’aprile, uscii dal British Museum dopo una giornata di studio: aleggiava una bruma sottile d’altri tempi, poche le auto in circolazione, di foggia antiquata, la luce dei lampioni era fioca; e, mentre percorrevo Gordon Square, vidi un’ombra che sembrava famigliare uscire da una bella e solida casa borghese. Faccia lunga, baffetti, capelli radi, l’aria svelta, un misto di simpatia e di arroganza. Giacca, cravatta, ombrello nettamente fuori moda. Quella faccia l’avevo già vista molte volte in fotografia, apparteneva a uno dei «padri fondatori» dell’economia moderna. Fu più forte di me, lo chiamai. (…) per proseguire aprire l’allegato

Allegato:
la_lezione_di_keynes_colloquio_immaginario_deaglio.doc

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