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Sindacato italiano

Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale

Per il terzo anno consecutivo La Miniera Culturale, diretta da Franco Aloia, ha ricordato – venerdì 5 giugno – la figura e il ruolo di Bruno Buozzi, promotore e primo segretario generale in pectore della Cgil unitaria, costituita a Roma il 3 giugno 1944. Un’iniziativa per togliere quell’oblio sulla sua figura di padre dell’unità organica dopo la caduta del fascismo, lasciato un po’ nell’ombra, forse, perchè l’unità sindacale è uscita dall’orizzonte delle confederazioni sindacali che viaggiano separate incurante di cosa pensano i lavoratori e gli iscritti.

E’ stato un grande sindacalista e un grande socialista che si è battuto per un sindacato riformatore che ponesse al centro della sua azione la praticabilità di risultati concreti su obiettivi di giustizia, di libertà e dignità del lavoro, di solidarietà superando il pesante lascito delle corporazioni fasciste. Ricercando questi risultati con coerenza nei principi e nella lotta. Un’iniziativa, quindi, per approfondire la sua testimonianza civile, sociale, politica a tutti i cittadini che amano la Liberta’, la Giustizia sociale e la Democrazia.

Per un contrattempo su lavori di ristrutturazione della Sala delle Colonne, comunicato a poche ore dall’inizio, l’incontro si è svolto nella sala Urban Lab, di fronte al Comune, limitando l’affluenza. Peccato. Dell’incontro disponiamo solamente del testo scritto della presentazione di Tommaso Panero, presidente dell’Associazione Vera Nocentini, che così inizia « Buonasera. Diamo  inizio al nostro incontro per ricordare Bruno Buozzi, padre del sindacato riformista italiano. Si tratta del terzo appuntamento consecutivo organizzato nella nostra città nell‘anniversario del suo assassinio da parte dei nazifascisti avvenuto il 4 giugno del 1944.

Voglio salutare e ringraziare tutti i partecipanti e tutti coloro che hanno organizzato questa iniziativa. In primo luogo la Fondazione nazionale Bruno Buozzi ed il suo presidente, l‘onorevole Giorgio Benvenuto già segretario generale della UILM e della UIL Significativa la presenza oggi di Gaetano Sateriale già segretario nazionale della FIOM e già sindaco della città di Ferrara che saluto e ringrazio. Buozzi infatti nasce a Pontelagoscuro in provincia di Ferrara il 31 gennaio del 1881. A proposito di nascite oggi è il compleanno di Sateriale! Facciamo a lui i nostri migliori auguri.

Saluto Stefano Musso, storico dell‘Università di Torino che per la seconda volta porta il suo contributo a questi incontri torinesi su Buozzi. E saluto ancora tutti i parenti di Buozzi che anche quest’anno sono presenti alla nostra iniziativa

Poi le segreterie di CGIL, CISL e UIL e l‘insieme delle associazioni culturali che hanno aderito all‘iniziativa: la Fondazione di studi storici Gaetano Salvemini, la Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci, la Fondazione Pierre Carniti e l‘Associazione culturale Vera Nocentini.

Ad un secolo esatto dal suo esilio in Francia il nostro appuntamento intende proseguire nella conoscenza della parabola sindacale del segretario generale della federazione italiana operai metallurgici. Buozzi è nato – come ho detto – a Pontelagoscuro. Figlio di un panettiere restò orfano a dieci anni ed interruppe gli studi alla terza elementare.

Nel 1905 si iscrisse alla federazione degli operai metallurgici e al partito socialista molto diviso facendo riferimento alla corrente riformista di Turati.  Fu un autodidatta con la passione per la conoscenza e la formazione che cercò di trasmettere ai lavoratori.

Il 25 luglio 1909 venne eletto a soli 28 anni segretario generale della federazione degli operai metallurgici la cui sede fu spostata da Milano a Torino che Buozzi considerava la capitale dell‘industria e città meno politicamente litigiosa di Milano

Guidò nella nostra città le lotte operaie e le conquiste sindacali del primo dopoguerra culminate con l‘occupazione delle fabbriche del 1920, dimostrando una grande capacità di contrattazione e cercando di concludere sempre le lotte con accordi. La sua importanza risiede nella visione del sindacato come strumento di emancipazione evolutiva non solo economica ma anche civile e democratica. (…) per proseguire aprire l’allegato

Audio – video dell’incontro Un clic per avvio

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Giorgio Benvenuto nel suo appassionato intervento ha ricordato che Bruno Buozzi, non aveva potuto – come molti ragazzini d’allora – terminare le elementari e per recuperare il terreno perduto era diventato un grande autodidatta che studiava di notte (di giorno lavorava) e con Giuseppe Di Vittorio ripeteva ai lavoratori che: “dobbiamo lottare e studiare, conoscere un libro più dei padroni …”. – un concetto che ricorda il richiamo di Don Milani :”…conoscere una parola più dei padroni”. Benvenuto ha aggiunto che Buozzi ripeteva che come lavoratori si doveva essere diversi dal passato corporativo fascista per abbracciare la cultura della solidarietà, insistendo – citando esempi – che è stato un grande sidacalista realizzatore alternativo al ruolo dell’agitatore, orientando le lotte sindacali e concludendo accordi coerenti con gli obiettivi posti. Un realizzatore, un vero riformatore attento a sensibilizzare i lavoratori nel partecipare alla soluzione di problemi connessi alla produzione e all’aorganizzazione del lavoro.

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Bruno Buozzi (1881-1944) è stato uno dei più importanti sindacalisti e politici antifascisti italiani. Operaio metalmeccanico autodidatta, fu storico segretario generale della FIOM (1911-1926) e leader della CGdL, distinguendosi come convinto socialista riformista e battendosi per conquiste epocali come la giornata lavorativa di 8 ore. 

Il 9 agosto 1943, il Ministro dell’Industria e Lavoro del Governo Badoglio, Leopoldo Piccardi, commissariò le strutture corporative fasciste e nominò Buozzi al vertice dell'”Organizzazione dei lavoratori dell’industria” (che, come tutti i sindacati di origine corporativa, il governo Badoglio intendeva ricostruire affidandola alle forze democratiche): Buozzi divenne commissario, il comunista Giovanni Roveda[7] e il democristiano Gioacchino Quarello[8] vicecommissari[1]. Giuseppe Mazzini fu nominato commissario della Confindustria. Buozzi e gli altri commissari sindacali accettarono l’incarico a condizione di mantenere la propria indipendenza politica rispetto al governo, nei confronti del quale rivendicarono l’immediata scarcerazione dei detenuti politici, il ripristino della piena libertà di stampa e la sollecita conclusione di un armistizio con gli Alleati.    https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Buozzi 

Introduzione di Tommaso PaneroDownload
08/06/2026/0 Commenti/da redazione
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