La produttività è come l’Aspirina, la si propone come soluzione tampone per tanti malesseri dell’economia e dello sviluppo economico. Chi vuole mettere in imbarazzo l’interlocutore con i numeri cita spesso il Clup (Costo del lavoro per unità di prodotto) che però non misura la produttività di un’impresa ma la competitività della stessa. Altri confondono la saturazione degli impianti ( flessibilità orari e turni), infine c’è chi semplifica il tutto con una “paccata” di orari straordinari da concedere alla gestione unilaterale dell’azienda, in barba al ruolo delle Rsu e delle norme contrattuali nazionali.

Circa 13 anni fa, nel 1999, il rapporto dell’Ocse indicava l’Italia tra i Paesi più competitivi dell’Unione europea, quasi “a pari merito” con gli Stati Uniti. Fatto 100 il Clup statunitense, secondo il Rapporto Ocse quello italiano era  pari a 101, quello inglese a 148, quello francese a 163 e quello tedesco a 166.

Alleghiamo l’articolo “Il Clup e la vera competitività di un paese” pubblicato da DC-Comunicazione nel 1999 che spiega cosa è il Clup e commenta il rapporto Ocsce.

In un recente articolo “Fumus productivitatis” di Rosita Donnini e Valerio Selan  inizia così: “ Il dibattito in corso su produttività e Clup (costo del lavoro per unità di prodotto) prosegue nel consueto caos informativo lamentato in un precedente articolo. Dati diversi vengono gettati in un frullatore, con un pò di olio antisindacale e di aceto neoliberista: ne vien fuori una maionese francamente immangiabile. Il tutto per concentrare l'attenzione sull'organizzazione del lavoro o addirittura sulla "neghittosità operaia" (termine coniato agli albori della rivoluzione industriale) consistente nel non essere entusiasti dei turni di notte e di dover andare alle toilettes alla velocità di un centometrista. In realtà la produttività del lavoro ed il Clup che ne rappresenta il risvolto quantitativo si prefigurano all'interno di un sistema a costi e ricavi congiunti. Conseguentemente i tentativi compiuti, anche dall'Istat, per "isolarla" non hanno dato risultati definitivi, perché la clausola del ceteris paribus  ( ndr. a parità di condizioni) rappresenta una astrazione algoritmica e, quindi, poco realistica”.

Gli autori proseguono analizzando il problema del Clup in tre ipotesi che potete leggere nell’allegato tratto dal sito www.eguaglianzaeliberta.it

 

 

 

 

 

 

 

Allegato:
cose_il_clup_nel_1999.doc
fumus_productivitatis_donnini-selan.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *