L’esecutivo Ue, per mercoledì 9 dicembre ha all’ordine del giorno il varo della Direttiva che definirà gli impiegati di Uber, Deliveroo e degli altri colossi digitali come lavoratori subordinati: non solo per loro, ma per tutti i lavoratori delle piattaforme digitali. Mercoledì 9 dicembre la Commissione Ue ha all’ordine del giorno l’approvazione delle norme definite  dal Commissario lussemburghese Nicolas Schmit. E tra le misure principali è il riconoscimento che le piattaforme digitali che regolano una prestazione lavorativa determinano un lavoro subordinato a tutti gli effetti. Quindi i lavoratori dovranno essere assunti come lavoratori dipendenti e non più autonomi. In Italia si stima che siano un milione e mezzo i lavoratori cosiddetti “autonomi” coordinati, controllati e diretti da logaritmi. Lavoratori spesso “invisibili” che sono fortemente aumentati nel corso della pandemia Covid.

Gig Economy a due velocità: corrono i profitti per le piattaforme ma non i guadagni dei lavoratori.

In questi anni i profitti delle grandi industrie della Gig economy sono quintuplicati e i salari sono aumentati di poco.

Claudio Tito, Valentina Conte, Valerio De Stefano e Flavio Bini descrivono, su La Repubblica. questa realtà di lavoro che rimane alquanto lontana dai sindacati storici, che non riescono ancora ad adeguare la loro struttura organizzativa che tenga conto della mutata realtà dei lavori.

I sindacati hanno rincorso quanto di positivo ha saputo fare prima la giurisprudenza (sentenze) e ora la normativa europea. ecependo nei contratti in passi in avanti.

Rivendicare il primato della contrattazione e nel contempo rimanere “in attesa” della legge è un gran problema per comprendere il mondo del lavoro chè già cambiato e continua a cambiare. E’ importante che il sindacato rifletta e metta in discussione antichi dogmi sul tema conrttazione/legge, anche per quanto riguarda il salario minimo.

Franco Astengo in “Ricostruire la coscienza di classe” così commenta l’iniziativa europea” così commenta : “…Oggi è necessario comprendere, prima di tutto, la reale condizione che si è verificata di arretramento sul piano dei rapporti di forza e della strategia dei diritti; in secondo luogo debbono essere considerate le difficoltà del sindacato nel riuscire ad esprimere una strategia di lungo periodo con il rischio di corporativizzazione della confederalità; in terzo luogo è emersa da tempo la totale assenza di una soggettività in grado di offrire un quadro complessivo di organizzazione utile al riconoscimento della “classe” con lo sviluppo di una funzione concreta di pedagogia politica. La prospettiva della ricostruzione della coscienza di classe, attraverso una vera e propria rielaborazione teorica sulla base della quale offrire una adeguata piattaforma di iniziativa di lotta e di rappresentanza appare come la sola frontiera possibile per proporre l’esercizio di un efficace contrasto all’egemonia del potere capitalistico sul lavoro esercitato attraverso imperscrutabili algoritmi (e più avanti con la necessità di recuperare coscienza di ciò che ci riuscirà a imporre l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella sostituzione delle forme tradizionalmente considerate di “lavoro vivo”). Il capitalismo sta evolvendosi nell’utilizzo delle piattaforme digitale in funzione del perpetuare l’esercizio del proprio dominio: dobbiamo cercare di far capire che dietro di esse ci sono persone in carne e ossa, uomini e donne che hanno diritto alla loro vita. (…) in allegato il testo completo .

Il 25 febbraio 2021 veniva eletto alla Just Eat il primo delegato rider. In poco tempo molta strada è stata fatta... (vedi allegato)

Per saperne di più leggere gli allegati.

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