Il senso critico e il pluralismo sono lievito per la democrazia partecipata, per una cultura antagonista al dominio della finanza sull’economia reale, per perseguire un nuovo ordinamento economico. Per una società solidale, fondata sull’eguaglianza dei diritti mai disgiunti dai doveri, serve una democrazia partecipata a livello popolare, un sindacato che ridia “un volto e un’anima alle tessere”, una rappresentanza radicata e determinata a misurarsi con le innovazioni; una rete attiva di cittadinanza nel territorio e nelle periferie capace di dialogare e di dare risposte agli interrogativi di sguardi che già parlano, di percepire la realtà anche con gli occhi degli ultimi, dei tanti lavoratori invisibili e precari. Per essere protagonisti nelle scelte, non spettatori tifosi. Per nuove frontiere di solidarietà.

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La sconfitta del vero dissenso

Guerriglia, la sconfitta del vero dissenso Alberto Riccadonna        Il tempo e la voce     8 febbraio 2026   Torino è offesa dai furiosi scontri di sabato 31 gennaio attorno ad Askatasuna, due ore di guerriglia scatenata da…

Firenze: idee per rigenerare sindacato e democrazia

RIGENERARE IL SINDACATO E LA DEMOCRAZIA. TRA CRISI DEI CORPI INTERMEDI ED ECLISSI DELLA PARTECIPAZIONE A Firenze, sabato 31 gennaio, un incontro nazionale per rivitalizzare la democrazia, la rappresentanza, il sindacato. In allegato curriculum…

“Pacco” o patto sociale?

Il significato sindacale di “pacco” è ben noto, in particolare quando si commentano accordi con le controparti raccontando di  mediazioni positive quando non lo sono, oppure quando si “lasciare fare” per tacita intesa. La manovra…

Il mondo in mano ai gangster

Piero Sansonetti, su L'Unità del 15 genaio, titola il suo editoriale così: IL MONDO IN MANO AI GANGSTER . In sottotilo esplicita i nomi: Khamenei, Trump, Netanyahu, Putin, i re della guerra. Parole che vanno oltre il "politicamente corretto"…

Il lavoro impoverito

« Di lavoro povero si discute molto, ma non vengono varati provvedimenti per affrontarlo. Anzi, il governo Meloni si oppone all’introduzione del salario minimo e il suo provvedimento di politica economica più rilevante è stato la cancellazione…

Il maggior pericolo!

Il maggior pericolo per i valori dell'occidente non proviene da "nemici" esterni ma dall'interno dei principali suoi paesi. Il grande nemico di questi valori è il capo di governo degli Usa, il paese che tanto ha dato, 80 anni fa, per costruire…