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redazione
Italia: politica, economia, società

Priorità al Ponte o ai desalinatori?

Torna in pista il Ponte sullo Stretto: la storia infinita di un pozzo senza fondo. Il governo Meloni ha approvato nel Consiglio dei Ministri di metà Marzo, il “ripescaggio della società” (stoppata dal governo Monti) per un aggiornamento del progetto del 2011. Esulta Matteo Salvino…salvo Giorgia.  La Corte dei Conti ha calcolato che in 31 anni (tra il 1981 e il 2012), sono stati spesi oltre 312 milioni di euro in ricerche, studi e progetti. Cresce la presa di coscienza sulle conseguenze dei mutamenti climatici e sulle tragedie e i gravi danni provocati dalla siccità che si accentua nelle aree più calde del Mediterraneo. In Sicilia, per il suo sviluppo, serve più il Ponte e sono più necessari impianti desalinatori per usi civili, industriali e per agricoltura? In Sicilia come in gran parte del mezzogiorno.

Ponte di Messina – Uno dei quattro progetti

La siccità è da tempo una realtà che caratterizza molte are e del mondo dell’Africa, ora diventa un’emergenza che incombe sull’Europa. Maurizio Molinari in “Siccità, la sfida del futuro”, su La Repubblica del 19 marzo, così scrive. < Allarme siccità nel Mediterraneo: è il più recente rapporto analitico di “Copernico”, che monitora i cambiamenti climatici dentro ed attorno allo spazio europeo, a far presente il rischio per i Paesi della regione che viene dalla somma fra un inverno 2022 eccezionalmente caldo, un livello di neve basso senza precedenti nelle Alpi e la previsione di una carenza di risorse idriche nella regione del Mediterraneo.

Il testo redatto da scienziati ed esperti di clima della Commissione europea, pubblicato il 10 marzo, non lascia spazio a dubbi: “Gran parte dell’Europa del Sud e dell’Ovest registra sostanziali anomalie dell’umidità del suolo e del flusso dei fiumi a causa di un inverno eccezionalmente secco e caldo”; “la riduzione record della neve sulle Alpi porterà meno acqua nei fiumi prealpini in primavera ed estate”; “gli impatti di una siccità in arrivo sono già visibili in Francia, Spagna e Nord Italia e pongono serie preoccupazioni su riserve idriche, agricoltura e produzione energetica”; dunque “serve un uso più attento e controllato dell’acqua per affrontare una stagione che si annuncia critica”.

A preannunciare lo scenario in arrivo sulla sponda settentrionale dell’Europa è quanto sta già avvenendo lungo quella meridionale perché in Nordafrica ed in Turchia un insolitamente basso livello di precipitazioni sta causando carenza di acqua per l’agricoltura, l’energia e l’uso da parte delle popolazioni.

Ci troviamo davanti al risultato di due estreme ondate di calore e siccità che, da metà dicembre 2022 a febbraio di quest’anno, hanno colpito più parti del bacino mediterraneo facendo scendere il livello dei fiumi in Tunisia, Algeria e Turchia. E causando già gravi danni nella raccolta del grano in Marocco. La produzione di grano in Maghreb è adesso prevista con un calo fra -15% e -24% rispetto alla media degli ultimi cinque anni mentre nel caso dell’orzo può andare dal -10% al -30%.

Spagna – Ceuta – Impianto di desalinizzazione

L’Algeria è la prima delle nazioni più colpite ad aver già adottato misure di razionamento dell’acqua e presto altri potrebbero seguirne l’esempio. Se anche questa estate, come quella passata, dovesse riproporre lo stesso scenario di temperature record nel bacino mediterraneo, l’allarme per la siccità che arriva dalla sponda Sud potrebbe diventare maggiore, ed arrivare a noi, sommandosi alla situazione che lo “Science Hub” della Commissione europea ha messo nero su bianco. Trovando, ancora una volta, i governi Ue disattenti o poco interessati a mettere rapidamente in . agenda misure urgenti per proteggere la popolazione dall’impatto dei cambiamenti climatici.

È questa cornice che spiega l’importanza del discorso pronunciato pochi giorni fa all’Università di Nairobi, in Kenya, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, proprio sui cambiamenti climatici, descrivendoli una «sfida comune per Africa ed Europa» che vede il Mediterraneo come «uno dei luoghi maggiormente in pericolo» a causa della siccità, imponendo dunque ad ogni Paese «sforzi di unità e indirizzo». «È il momento della coesione, non della divisione, fra Nord e Sud, fra Est e Ovest del mondo», ha sottolineato Mattarella, suggerendo ad Africa ed Europa di darsi un’agenda comune di valori e politiche per fronteggiare i cambiamenti climatici che ci aggrediscono, ponendo a rischio la sicurezza collettiva.

Per avere un’idea delle decisioni che incombono sui governi dei Paesi del bacino del Mediterraneo bisogna partire dalle attività umane che, secondo recenti studi delle Nazioni Unite, contribuiscono ad aumentare il rischio collettivo di siccità. Anzitutto nell’agricoltura dove l’irrigazione è una delle maggiori fonti di dispersione d’acqua a causa di sistemi spesso fatiscenti, se non del tutto antiquati, in Spagna, Italia, Grecia e Turchia. Senza contare che l’eccesso di uso di acque sotterranee per l’irrigazione può portare a ridurre le falde acquifere, con ulteriori effetti negativi. In secondo luogo, c’è l’accelerazione dell’urbanizzazione che con l’aumento significativo di popolazione in città come Istanbul, Il Cairo ed Atene ha portato ad una crescita del bisogno di acqua per fini domestici, industriali e commerciali.

Quindi, la deforestazione che ha vissuto un’accelerazione negli ultimi anni in Grecia e Turchia, portando ad una maggiore erosione del suolo, una minore infiltrazione delle acque ed una ancor più ridotta disponibilità di risorse idriche.

Ultimo, ma non per importanza, anche l’impatto del turismo ovvero un’industria cruciale per il Pil in Spagna, Francia, Italia e Grecia che richiede significanti quantità d’acqua per un’infinità di attività di intrattenimento con il risultato di aumentare ulteriormente la richiesta di risorse idriche in regioni dove c’è minore disponibilità.

Saranno le prossime settimane a dirci se l’allarme siccità in Europa che viene dalla Commissione europea troverà ascolto nelle singole capitali – Roma inclusa – ma possono esserci pochi dubbi sul fatto che ogni centro urbano, piccolo o grande che sia, è chiamato a compiere scelte urgenti e coraggiose per proteggere e garantire il bene più antico e più prezioso che abbiamo: l’acqua.>. Maurizio Molinari

Nota 1- La desalinizzazione nel mondo: un trend in crescita – La desalinizzazione si basa su un processo chiamato osmosi inversa, grazie al quale l’acqua viene forzata attraverso membrane polimeriche che consentono alle sue molecole di passare bloccando i sali e altre impurità inorganiche. Con quasi 16mila impianti attivi o in fase di costruzione, la dissalazione è impiegata in 183 paesi; quasi la metà della capacità totale è installata in Medio Oriente. In Europa soprattutto i paesi mediterranei sono interessati alla tecnologia che, infatti, ha conosciuto un notevole sviluppo soprattutto in Spagna (al 2021 risultano installati circa 765 impianti). Tra questi, anche grandi installazioni al servizio di aree urbane importanti, come nel caso di Barcellona che, grazie a un sistema ibrido fatto di due potabilizzatori e due dissalatori, riesce a garantire l’acqua potabile a 5 milioni di abitanti e a più di 8 milioni di turisti l’anno. Bahamas, Maldive e Malta sono alcuni dei paesi che soddisfano la totalità del loro fabbisogno idrico attraverso il processo di desalinizzazione. L’Arabia Saudita (34 milioni di abitanti) ne ricava circa il 50 per cento della sua acqua potabile, mentre Israele possiede uno dei più grandi impianti a Sorek, in grado di produrre 627mila metri cubi di acqua dissalata al giorno.

Nota 2 – Polesine in emergenza. Contro la siccità ecco il dissalatore – Nel Basso Polesine: il sale del mare ha raggiunto gli impianti che dal Po prelevano l’acqua per l’acquedotto. Il gestore idrico Acquevenete ha attivato il piano di emergenza, è in arrivo un dissalatore – 23/06/2022  Matteo Mohorovicich  https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2022/06/polesine-in-emergenza-contro-la-siccit-ecco-il-dissalatore-6c15eece-b2d6-420e-87fb-c7366002bbd1.html?wt_mc=2.www.tw.rainews24

Per maggiore informazione sui progetti del ponte di Messina e sui desalinatori (costi, dove già sono stati costruiti e altro) leggere gli allegati e attivare questi link

  • https://sindacalmente.org/content/torna-in-pista-il-ponte/
  • https://www.energiamercato.it/notizie/acqua/dissalatori-acqua-potabile-sud-italia
  • https://www.lifegate.it/desalinizzazione-siccita
A-seppelire-il-Ponte-e-il-futuro-delleconomia-circolare_Butera_2021Download
Ponte-sullo-stretto-si-puo-fare-o-no_Marco-Ponti_2022Download
Riecco-il-Ponte-il-regalo-di-Salvini-a-Webuild_FQDownload

19/03/2023/2 Commenti/da redazione
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https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2023-03-19 23:30:272023-03-19 23:34:59Priorità al Ponte o ai desalinatori?
2 commenti

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  1. Sbarra, un sindacalista del Sud? – Sindacalmente ha detto:
    29/07/2024 alle 12:41 am

    […] https://sindacalmente.org/content/priorita-al-ponte-o-ai-desalinatori/ […]

  2. Il Ponte prima del SSN – Sindacalmente ha detto:
    05/11/2023 alle 10:02 pm

    […] correlati pubblicati su questo sito. https://sindacalmente.org/content/priorita-al-ponte-o-ai-desalinatori/ – https://sindacalmente.org/content/torna-in-pista-il-ponte/ – In allegato […]

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