Tra tante brutte e preoccupanti notizie che provengono dal Mondo iniziamo con una bella notizia, ricordando la vittoria dei socialisti di Antonio Costa in Portogallo. Nel primo allegato di questa rubrica trovate anche “Un occhio ad altri siti”, nel quale si segnalano articoli pubblicati su www.savinopezzotta.wordpress.comwww.il9marzo.it www.volerelaluna.it www.eguaglianzaeliberta.it www.sbilanciamoci.info www.nuovi-lavori.it (aprire con un clic il primo allegato, il file che appare in questa schermata è solo di lettura senza possibilità di attivare i link dei siti; aprendo il secondo allegato in Word tutti i titoli sono attivabili con ctrl-clic).

Sorpresa portoghese, socialisti alla riscossa – Elezioni. Trionfo del premier Costa, il Ps al 41,68% conquista la maggioranza assoluta e potrà gestire i fondi del Piano di ripresa e resilienza. Sconfitti gli ex-alleati: Bloco de Esquerda al 4,46%, comunisti fermi al 4,39%. Recuperano le destre, ma non basta. I populisti di Chega salgono al 7,15%  Goffredo Adinolfi   su Il Manifesto 01.02.2022  così inizia. LISBONA – La tornata elettorale portoghese di domenica scorsa sarà una di quelle che passerà alla storia. Con una partecipazione che sale dal 48% al 57% e i socialisti che ottengono il 41,68% e la maggioranza assoluta dei seggi il parlamento ne esce molto trasformato. António Costa, leader socialista e primo ministro dal 2015 verrà riconfermato nel suo incarico collezionando così il terzo mandato consecutivo. Dietro il Partido Social Democrata (centro destra, Psd) con il 27,8%, Chega (destra populista) che sale al 7,15%, poi Iniciativa Liberal (Il) con il 4,98%, il Bloco de Esquerda (Be) al 4,46%, il Partido Comunista Português (Pcp) al 4,39%, Pessoas Animais e Natureza (Pan) all’1,53% e il Livre l’1,28. (…) per proseguire aprire l’allegato

Bimbi, neve e fame a Kabul

Tre reportage sull’Afghanistan di Francesca Mannocchi su La Stampa .

1 – Kabul, il prezzo della pace: a 5 mesi dalla conquista dei taleban mancano pane e medicine – Francesca Mannocchi – La Stampa 16 Gennaio 2022 – Nella capitale domina il silenzio. Gli ospedali si riempiono di bimbi denutriti: «Le strade sono libere e arrivano pazienti da tutte le province». C’è più sicurezza ma il governo è paralizzato: pagano i deboli (…) vedi allegato

2 – Pane e neve, i bambini afghani muoiono di fame – Francesca Mannocchi  –  22 Gennaio 2022   La Stampa – Gli abitanti piegati dalla diplomazia delle sanzioni non hanno più cibo né stipendi, il blocco degli aiuti alimenta rabbia ed estremismo. E i taleban vanno a Oslo a negoziare. Le fotografie di questo reportage sono di Alessio Romenzi (…)

3 – Le prigioni di Kandahar – Francesca Mannocchi La Stampa 23-1-22   Kandahar – Fazal Mohammed vive nel distretto di Zhari, lungo la strada che da Laskargah arriva a Kandahar, con la moglie e i suoi cinque figli. La casa è umile, sono di fango e paglia le mura delle stanze così come le scale che conducono alle strutture dove Fazal tiene i frutti del suo raccolto. Quando un razzo ha colpito la stalla in cui teneva il bestiame, uccidendo tutte le mucche che aveva, Fazal che non aveva soldi per ricomprarle, né risparmi per mandare avanti la famiglia, ha cominciato a coltivare papaveri d’oppio. Più economico, più sicuro. (…) aprire l’allegato

EMERGENZA umanitaria a Kabul – Fame e morbillo fanno centinaia di morti i più piccoli le prime vittime della carestiaI taleban al potere in Afghanistan hanno un disperato bisogno degli aiuti occidentali per affrontare la catastrofe umanitaria che rischia di coinvolgere oltre la metà della popolazione. Secondo l’Unicef, «24,4 milioni di persone affrontano la fame estrema e 9 milioni sono a rischio carestia». Sono i bambini a pagare il prezzo più alto, «con 3,9 milioni che già soffrono di malnutrizione» e «più di 13 milioni che hanno un disperato bisogno di aiuto». I fondi internazionali rappresentavano il 75% del bilancio afghano prima del ritorno dei taleban, ma la condizione per riaverne almeno una parte è il rispetto dei diritti umani. Come se non bastasse un’epidemia di morbillo ha contagiato decine di migliaia di persone e ne ha uccise solo a gennaio più di 150, praticamente tutti bambini sotto i cinque anni. L’Oms teme un ulteriore aumento delle vittime in un Paese dove i bambini sono già indeboliti dalla malnutrizione. —

Yemen, orrore infinito quei duemila bambini morti combattendo – di Francesco Semprini e Giordano Stabile   31-1-222  La Stampa – Gli occhi di Basam, neri e profondi, sono fissi verso il cielo, mentre la striscia di sangue dalla bocca scende velocemente sul collo. La polvere sollevata dagli anfibi dei compagni d’armi copre le lisce guance ocra, rimanendo attaccata al grasso del fucile che gli camuffa il volto. (…) aprire l’allegato

1 – Tra Ucraina e Russia, un conflitto con le braci mai spente – Poiché la Russia ha ammassato 100.000 soldati al confine con l’Ucraina, gli occidentali temono un’imminente invasione. Il conflitto cristallizza le tensioni derivanti dalla fine della Guerra Fredda nella regione. Leo Durin ,   https://www.la-croix.com/ per proseguire aprire l’allegato 2 – Elisabetta Grande in “L’Ucraina, gli Stati Uniti e l’industria bellica” così inizia. Recentemente Tucker Carlson, popolarissimo conduttore del canale di destra Fox News e fiero sostenitore di Trump, nel dialogare con Mike Turner – il più importante repubblicano all’interno dello House Intelligence Committee, nonché uno dei 15 firmatari della lettera indirizzata a Joe Biden con cui si richiede un’immediata azione a sostegno dell’Ucraina contro la Russia – ha preso una netta posizione contro lo sbandierato necessario intervento militare degli Stati Uniti in Ucraina (https://www.mediaite.com/tv/tucker-carlson-mike-turner-argue-over-ukraine/). Perché mai dovremmo impegnare i nostri ragazzi in un’operazione di difesa di un territorio che la stragrande maggioranza degli americani neppure sa identificare su Google maps? Non ci è bastata la recente vergognosa ritirata dall’Afghanistan? Per quale ragione dovremmo stare dalla parte dell’Ucraina e non della Russia, giacché avere dalla propria parte la Russia significa avere un possibile alleato contro la vera minaccia per gli Stati Uniti, rappresentata dalla Cina? (…) proseguire con questo link https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2022/02/01/lucraina-gli-stati-uniti-e-lindustria-bellica/ 3 – Articolo correlato sulle fonti energetiche per l’Europa (gasdotto in costruzione) che arriva da Est –“L’ex-cancelliere Schroeder nel cda Gazprom” di De Biase su Il Manifesto (vedi allegato)

La polveriera Sahel   – Dal Burkina Faso al Mali il duello tra Russia e Francia per il dominio della regione africana lascia campo libero agli jihadaisti. Si rischia un nuovo Afghanistan. Domenico Quirico, su La Stampa, inizia così. Sentite: «Francesi, toglietevi dai piedi!». Perentorio, chiaro, comprensibile. I popoli, gli affamati, i dimenticati, gli sfruttati sanno ben trovare le parole giuste quando non ne possono più di decenni di prepotenze. Nel Sahel uno dei colonialismi più loschi, predatori, capace di eternizzarsi attraverso un uso subdolo di forza e stomachevoli mimetismi, quello francese, perde i pezzi. Una rabbia atmosferica che scoppia qua e là, incontenibile, lo sfascia davanti ai nostri occhi in un puzzo di marciume, disperazione e impotenze (…) per proseguire aprire l’allegato..

Siria-UkrainaIl lugubre luna park siriano, con l’occhio a Kiev Antonio Negri, su Il Manifesto, così inizia. Lo strabismo di Biden. La parabola di Qurayshi è emblematica dell’ambiguità americana. Ha vissuto alcuni anni tranquillamente in Turchia dove reclutava i jihadisti che affluivano dal mondo arabo. Gli Stati uniti conoscevano perfettamente la situazione perché l’allora segretario di Stato Usa Hillary Clinton incoraggiava Erdogan a usare i jihadisti contro Damasco (…) per proseguire aprire l’allegato.

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