Terza puntata a cura di PierLuigi Ossola: LA RIVOLUZIONE DIGITALE

Il mese di febbraio è il più corto dell’anno per cui vi propongo di rùminare  due sole parole ‘rivoluzione digitale’ e la seguente frase di  Stewart Brand:Molte persone provano a cambiare la natura degli umani, ma è davvero una perdita di tempo. Non puoi cambiare la natura degli umani; quello che puoi fare è cambiare gli strumenti che usano, cambiare le tecniche. Allora, cambierai la civiltà”. (…) Stiamo vivendo tutti la rivoluzione digitale e quindi tutti abbiamo in materia molte cose da brucare nella nostra vita di tutti i giorni e da rùminare. Sarebbe molto bello condividerne almeno alcune. (…) 

Nell’allegato metto in evidenza alcune delle cose che ho brucato sulla rivoluzione digitale nel libro “The Game” di  Alessandro Baricco, pubblicato da Einaudi nel 2018. Mi scuso per la lunghezza del testo. Purtroppo non sono stato capace di comprimere le annotazioni che seguono in un … dado vegetale.  (…)

In coerenza con l’assunto che la rivoluzione digitale è una rivoluzione fatta di strumenti, Baricco ci propone di considerare il suo simbolico momento di lancio nella presentazione che Steve Jobs fece dell’iPhone il 9 gennaio 2007, a San Francisco.

Scrive Baricco: “Steve Jobs in quell’occasione non espose delle teorie: fece vedere un tool. Ma in quel tool uscivano allo scoperto e trovavano forma i tratti genetici dell’insurrezione digitale.  In quel telefono – che non era piú un telefono – si leggeva la struttura logica dei videogame (brodo primordiale della rivoluzione)”.  Nel 1972 comparve il primo videogame posto in commercio, si chiamava Pong ed era un simulatore di ping pong estremamente semplificato. Nel 1991 è nato il web, nel 1998 Google e nel 2004 (2008 in Italia) Facebook. L’iPhone riconduce a unità questi oggetti rendendoli disponibili in un unico strumento,  piacevole e facilmente gestibile. (…)

La metafora del “game” usata da Baricco è una rappresentazione della civiltà dell’età contemporanea. Dai tratti genetici che la rivoluzione digitale ha trasmesso alla nostra società conseguono alcune conseguenze fondamentali. Ne richiamo soltanto tre, tra quelle citate da Baricco:

  • La post-esperienza;
  • la fine del dominio delle ‘caste sacerdotali’ degli esperti;
  • La post-verità e la verità-veloce che si affiancano ai tradizionali concetti di verità e di menzogna.

Le due precedenti puntate:

Rùmine gennaio 2021Presentazione della rubrica a cura di PierLuigi OssolaI due commensali https://sindacalmente.org/content/i-due-commensali/

Rùmine gennaio 2022 – L’utopia nell’età dell’incertezza di Zygmunt Baumann  – https://sindacalmente.org/content/rumine-gennaio-2022/

Per proseguire e leggere i tre capitoli in cui trovate le domande poste per “ruminare” aprire l’allegato

4 commenti
  1. redazione
    redazione dice:

    da Adriano Serafino – Carissimo PierLuigi, in sei cartelle hai impostato un’ interessantissima tesi di laurea sulla “rivoluzione digitale”. Molte le domande implicite a cui hai dato risposta. Alcune le hai lasciate aperte e a queste voglio rispondere, sollecitando altri a farlo, ricordando quanto sia difficile come Tu hai ben sottolineato “Pensate all’insofferenza che sempre di più sentiamo verso testi che superano la lunghezza di una pagina, tanto più se offrono ragionamenti, cose da rùminare e non giudizi da approvare o da combattere…”
    Ci solleciti a dire la nostra su poche domande. La prima: “Si chiede Baricco, ed io con lui: “Può un processo di liberazione, quale quello portato dalla rivoluzione digitale, disorientare talmente gli umani da spingerli a tornare, volontariamente, nelle gabbie dei confini e dell’autoritarismo? È quello che ci sta succedendo ?”
    Non penso ci sia la richiesta di un neo-autoritarismo ma che si sia generato qualcosa di ben diverso: per un verso la formazione di tante “verità individuali” (che frenano l’interesse al confronto) per l’altro la richiesta-pretesa di soluzioni definite dall’alto, dalle istituzione, in base alle proprie individuali “verità”. Un mix preoccupante che separa sempre pù il percorso per trasformare l’indignazione individuale in collettiva e poi in proposta.
    Baricco invita a chiamare la post-verità (a mio avviso meglio definirla verità virtuale) “con il suo vero nome che è menzogna”: penso che più una “menzogna” – facile da controbattere – si tratti di un gran flusso d’ informazioni e di verità ingannevoli, di tante mezze verità che deformano la realtà materiale.
    Penso che sia necessaria una straordinaria iniziativa pubblica per recuperare “l’analfabetismo funzionale e di ritorno”condizione, a mio avviso indispensabile, per ridare uguaglainza ai cittadini e riportare la rivoluzione digitale al significato che avevano in testa alcuni pionieri, penso per tutti ad esempio a Tim Berners-Lee inventore del World Wide Web lasciando libero il brevetto.
    Alla domanda finale rispondo così: quanto hai scritto ha molto a che fare con la mia esperienza personale e la mia cultura e la mia formazione scolastica acquisita nell’era dell’automazione meccanica.
    Infine m’interrogo sull’affermazione di Stewart Brand citata all’inizio del tuo articolo: “Molte persone provano a cambiare la natura degli umani, ma è davvero una perdita di tempo. Non puoi cambiare la natura degli umani; quello che puoi fare è cambiare gli strumenti che usano, cambiare le tecniche. Allora, cambierai la civiltà”.
    Non mi convince questa perentoria affermazione perché considera un solo aspetto, quello degli strumenti e delle tecniche. Penso che la vita delle persone cambia anche grazie all’incontro personale, con il tuo prossimo, con il confronto di esperienze vissute, con gli ideali e l’immaginazione, la curiosità, il senso di solidarietà e di fratellanza, cambia con un gesto e con l’amore. In fondo gli stessi strumenti dell’era digitale sono il risultato della curiosità e della ricerca.
    Ti propongo due idee per proseguire con la sperimentazione di Rumine che mi pare risulta per ora indigesta ai nostri lettori.
    La prima è semplice, pubblicare i testi di Rumine con primi commenti alcuni giorni prima dell’’invio della newsletter dell’aggiornamento di Sndacalmente.org in modo che i lettori trovino già alcuni commenti (da noi sollecitati ai simpatizzanti di E’mai tardi);
    la seconda – Evidenziare le domande già all’inizio del testo, nel catenaccio sotto il titolo ( oltre ad essere contenute nel testo stesso) incentivando così l’interesse già prima della lettura del testo che ha volte è complesso e necessariamente lungo come nel caso della “Rivoluzione digitale”
    Grazie Pierluigi e un saluto e un augurio per il tuo ritorno, il 18 febbraio, negli Stati Uniti. E grazie al Web che consentirà di proseguire la tua interessante sperimentazione della rubrica “Rumine”.

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  2. Pierluigi Ossola
    Pierluigi Ossola dice:

    Grazie Adriano !
    Il poco interesse e la sensazione di fastidio che spesso proviamo nel confrontarci con la complessità sono purtroppo una delle caratteristiche del nostro tempo. Ci siamo abituati alle ‘verità veloci’ e ci adeguiamo ad esse accontentandoci di esprimere ‘giudizi veloci’.
    Concordo con te nel credere che un ruolo importante nel frenare il nostro interesse per il confronto sono le “verità individuali” in cui ci rifugiamo come in una corazza, per difenderci dal grande marasma che ci circonda.
    Non mi perdo di coraggio se non ci sono commenti. Il mio impegno nella redazione di rùmine è pienamente ripagato dalla speranza che ci sia qualcuno che dedica un po’ del suo tempo a leggere quanto scrivo e a farne oggetto di qualche riflessione personale. Non nascondo inoltre che facendo lo sforzo di avvalermi di scritti di persone che ne sanno più di me, per esporre nel modo più semplice di cui sono capace temi oggettivamente complessi, imparo molte cose che mi sono utili per capire meglio il mondo in cui vivo. In rùmine non propongo infatti mie riflessioni e ‘verità personali’ ma cose che ho brucato e sulle quali sto anch’io ruminando con gusto.

    Grazie per le tue proposte. Le terrò in considerazione per le prossime puntate.
    Aiuterebbe molto avere il parere ed il contributo per migliorare rùmine anche di altre persone che “frequentano” sindacalmente e magari la disponibilità di qualcun* a ricevere i rùmine in anteprima ed a scrivere commenti da pubblicare in contemporanea ai rùmine per stimolare la discussione, come proponi tu Adriano.

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  3. Graziano
    Graziano dice:

    Caro PierLuigi, ho trovato interessante questa puntata di rumine e penso che su questo argomento della rivoluzione digitale dovresti insistere con un’altra puntata. Ci sarebbero molte cose da approfondire e da imparare. Sono ancora uno di quelli che non si spaventa della lunghezza degli articoli e ancora legge libri. A proposito quello di Baricco, su cui ci fai ruminare, l’avevo letto quando era uscito e onestamente mi era apparso un po troppo entusiasta delle meraviglie del nuovo mondo. Sopratutto dove dice che basta un computer o un telefonino e poi non ci sono ostacoli perché il movimento nell’ oltremondo e libero e gratuito e uno può muoversi volando alla velocità di Superman. Forse le cose sono un poco più complesse e non ho voglia di tornare in gabbia. Per quanto riguarda la fine degli esperti non sono proprio convinto. Anzi mai come adesso sono gli esperti che ci stanno organizzando il futuro. Quelli che usano i Big data per fare I.A. Per quanto riguarda la verità. Credo che non ci sia una verità, ma tante verità secondo i vari punti di vista. L’ altra sera su Rai Play ho ascoltato un podcast sul Web 3.0 molto interessante e dove si comprende meglio quali interessi sono in ballo e che la rete e uno spazio aperto al conflitto e lo dovrebbe essere anche per noi. Saluti e buon lavoro.

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  1. […] Per leggere la puntata precedente sull’Intelligenza Artificiale di Rumine febraio 2022 utilizza questo link https://sindacalmente.org/content/rivoluzione-digitale/ […]

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