UNA GRAN BUONA NOTIZIA – redazione – sindacato 16/1/012

Le Segreterie Confederali si incontrano Martedì 17 gennaio per definire una piattaforma unitaria con la quale presentarsi al confronto con il Governo Monti nei prossimi giorni. Venerdì scorso c’è stato un preludi importante con l’incontro dei tre segretari generali Cgil, Cisl e Uil e Susanna Camusso non si è tirata indietro davanti alle telecamere per un plateale abbraccio a Bonanni. Se son rose …. Potranno fiorire o evidenziare le spine! Comunque l’anno sindacale, nella difficile situazione che si prospetta, si apre con un fatto di buon auspicio. Sono passati circa quattro anni, dal 2008, dall’ultimo incontro unitario delle segreterie confederali. Era , se non andiamo errati, dal lontano 2008 che le Segreterie Confederali non s’incontravano più  Le speranze sono molte al pari dei timori. Le speranze stano nel pensare che per i nuovi ammortizzatori sociali, da estendere all’universo delle tipologie di lavoro, le confederazioni sappiano definire una posizione unitaria solida, che lasci fuori dalla porta aggiramenti dell’articolo 18, attestandosi sui contratti d’inserimento ( con un tempo massimo di 3 anni) e del nuovo apprendistato. I timori riguardano il capitolo dell’occupazione e della crescita: le Confederazioni sapranno trovare un minimo comun denominare per proporre idee per alcuni settori strategici? Esempio:nuove commesse per la Fincantieri per potenziare il traffico di merci sulle autostrade del mare; investimenti per l’alta velocità su Internet, banda larga e larghissima, prioritaria certamente alla To-Lione. Oppure si fermeranno alla sponda del liberismo, seppur pulito, che intende operare solo sulle regole lasciando campo al mercato di autoregolarsi per il bene comune?

Sul sito della Cisl campeggia una dichiarazione di Raffaele Bonanni sotto il titolo “Patto per la crescita” che riportiamo al termine di questa nota. Contiene affermazioni tipiche del bonannipensiero, a volte non semplici da interpretare, specie in questa fase ( governo Monti) in cui si è notata una particolare effervescenza del Segretario Generale della Cisl. Chi avrebbe trascinato per il capelli la Confindustria a riaprire la questione dell’art.18? Il Bonanni pensiero ci ha abituato a continue , ed anche spericolate allusioni. Speriamo comunque in bene , in questa nuova fase.

 

Dal sito www.cisl.it

PATTO PER LA CRESCITA

Bonanni:"I sindacati pronti al confronto. Ma il Governo non tocchi l’art.18"

Roma, 13 gennaio 2012. "Il sindacato e’ pronto al confronto". Lo ha detto il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine dell’incontro con i segretari generali di Cgil, Susanna Camusso, e di Uil, Luigi Angeletti. "Abbiamo opinioni identiche ed abbiamo messo a punto una posizione unitaria – ha detto Bonanni – andremo alla discussione con proposte di tutte e tre le centrali confederali. Per chi vorrà discutere positivamente è una buona occasione". Bonanni ha aggiunto che "oggi è stato fatto un buon lavoro. Martedì si riuniranno unitariamente le segreterie per coinvolgere i nostri organismi nelle decisioni". Bonanni si è detto poi in disaccordo con la "fretta" con cui il governo sta procedendo. "Gli incontri – ha spiegato – servono per fare emergere esigenze generali e particolari". Secondo il segretario generale della Cisl "quando si va avanti con aut aut si provocano molti danni". Infatti nel caso della liberalizzazione delle licenze dei taxi il leader della Cisl commenta così le proteste in corso ”Quella dei taxi e’ la dimostrazione di come senza discussione si istiga alla rivolta e i tassisti rischiano di avere ragione anche su cose su cui non ce l’hanno”, aggiunge ricordando l’antico adagio popolare ”chi va piano va lontano e invece chi va in fretta rischia di bruciare tutto”. Sulla riforma del mercato del lavoro Bonanni ha soggiunto che "non e’ impossibile un accordo che coinvolga sindacati e imprese. Non ci sono distanze sugli strumenti da utilizzare e sul tema dell’articolo 18 Confindustria e’ stata trascinata per i capelli". In realtà "non e’ tema sentito dagli imprenditori” ma alimentato ”da laboratori culturali e politici

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