Adriano Sofri è libero per aver finito di scontare la pena. Il provvedimento per l’ex leader di Lotta Continua, condannato a 22 anni per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, è stato firmato sabato 14 gennaio dall’ufficio di sorveglianza di Firenze. Sofri era da tempo agli arresti domiciliari a seguito della grave malattia contratta in carcere. Non ha rilasciato dichiarazioni rispondendo così ai giornalisti: "Come sto? Sto a modo mio, ma non parlo. Magari tornate fra qualche giorno, ma solo per offrirvi un caffè, mi spiace". Poi se n’è andato all’Isola del Giglio dove ha assistito al dramma del nauvragio della Costa Concordia. La lunga vicenda giudiziaria di Adriano Sofri, con Pietrostefani e Bompressi, è stata contrassegnata da ben 15 sentenze in 12 anni. Ha diviso gli italiani in modo trasversale e non già tra destra e sinistra. A favore si sono schierati persone oggi agli antipodi come scelta politica come Dario Fo e Giuliano Ferrara. Adriano Sofri ha sempre rigettato l’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio Calabresi, non ha mai voluto richiedere la grazia, ha più volte dichiarato di avere responsabilità morali e politiche per quanto accaduto in quegli anni e per l’omicidio del Commissario Calabresi. L’anomalia di fondo di quei processi sta nel fatto che l’accusa a Sofri di essere il mandate era formulata da una sola persona, Leonardo Marino, ex-militante di Lotta Continua che sostenne anche di essere l’autista di quell’operazione. Adriano Sofri – in carcere, agli arresti, ed ora – ha continuato a scrivere, a tutto campo. I suoi ultimi due articoli, da uomo ritornato libero, sono sul dialogo-confronto con i taxisti ed il racconto del naufragio al Giglio. Alleghiamo i testi unitamente alla scheda storica delle 15 sentenze.

 

 

 

Allegato:
Il bimbo davanti alla balena spiaggiata_Sofri.doc
Taxisti in dibattito con Sofri_Il Foglio.pdf
Processo Calabresi 15 sentenze.doc

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