• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
redazione
Globalmondo

Stati Uniti:un voto al tramonto dell’impero

Gian Giacomo Migone è ritornato in questi giorni da un prolungato soggiorno negli Stati Uniti. Ha pubblicato, il 20 ottobre, sul sito sbilanciamoci.info l’articolo “Stati Uniti: un voto al tramonto dell’impero!” che riproduciamo. L’Espresso n.42 dedica l’editoriale a “Elon il terribile” e 5 articoli come prima pagina che potete leggere in allegato. Il dataroom di Milena Gabanelli del 7 ottobre è dedicato al sistema elettorale Usa per eleggere il Presidente, che trovate in allegato. Buona lettura.

<< Bassa partecipazione, regole incerte, esiti contestati: la democrazia Usa non è mai stata così fragile, tra le falsità e le minacce di Trump e l’immobilismo di Kamala Harris. Le elezioni del 5 novembre mostrano le pericolose derive della politica, che da Washington arrivano fino a noi.

Di ritorno da un ennesimo soggiorno negli Stati Uniti, ove sono ormai in corso elezioni presidenziali e congressuali che si consumeranno il 5 novembre – in molti Stati è in corso un cospicuo voto postale anticipato – mi sforzo per non cadere preda di un sentimento purtroppo universale di sconforto accompagnato da malcelata soddisfazione per le sofferenze di un potere sempre più ingombrante. Il mitico elefante nella cristalleria. Perchè queste elezioni segnalano la crisi di una democrazia che si riverbera in ogni parte del mondo, compresa la nostra Italia.

Al massimo livello si contrappongono due candidature entrambi foriere di crescenti tragedie di guerra che si traducono in stragi di innocenti. Trump, esplicitamente fascistoide, mente sapendo di mentire ogni volta che apre bocca, ma con credibile sincerità preannuncia l’eliminazione, si spera, soltanto giudiziaria e politica degli avversari sicuramente sconfitti. Gli si affianca ormai Elon Musk, un altro “fuori di testa”, con precisi conflitti d’interesse. La proclamazione eventuale della vittoria della sua avversaria, a suo dire, costituirebbe invece la prova di una truffa analoga a quella subita nel 2020 e meriterebbe a suo avviso, in forma più drastica, la stessa reazione messa in atto in quella occasione con l’invasione popolare del Congresso. Peggiora la situazione il fatto che i meccanismi elettorali vigenti sono tali da rendere plausibili accuse di questo tipo.

Infatti, le regole variano non soltanto Stato per Stato, ma contea per contea. Il voto si svolge in una giornata feriale, in poche sedi tali da determinare lunghe e disordinate code. Latitano i controlli, perchè variano le modalità di accesso al voto, talora previa registrazione, postale anticipato o meno, tecniche elettroniche o scritte, orari elastici, comunicazioni anticipate di risultati parziali, mai sottoposti a verifiche da parte di rappresentanti delle parti contendenti. Se l’esito complessivo dell’elezione presidenziale è comprensibilmente il risultato di un compromesso costituzionale tra piccoli e grandi Stati, l’esperienza del 2020 ha messo in dubbio la regola su cui si fonda: il dovere dei “grandi elettori” espressi dalle urne in ogni Stato, di esprimere in toto l’esito del voto nel proprio Stato.

Si aggiunga, a titolo di controprova, che, nel 2000, il democratico Al Gore dovette cedere la presidenza a George W. Bush Jr. perchè suo fratello Jeb Bush, governatore della Florida, non consentì la riconta delle schede che avrebbe determinato l’esito complessivo di quelle elezioni, consentendo alla Corte Suprema, a maggioranza repubblicana, di scegliere il nuovo presidente. Grava, oltretutto, sulla qualità democratica del sistema elettorale il suo costo economico. Sia Trump che Harris registrano contributi tutt’altro che disinteressati, per circa un miliardo di dollari ciascuno, che consolidano l’egemonia di una esigua minoranza multimiliardaria sulle istituzioni politiche a scapito degli interessi e dei diritti della grande maggioranza non più sovrana. Se poi si aggiunge che il governo di uno Stato straniero, quello d’Israele, controlla i finanziamenti di circa un terzo dei parlamentari nel silenzio acquiescente dei media più importanti, lo Stato di crisi della democrazia, un tempo imperfetta, ma sovrana diventa lampante.

I sondaggi d’opinione registrano ad oggi previsioni incerte negli Stati ritenuti determinanti ai fini delle elezioni attuali. Kamala Harris – candidata democratica dopo la tardiva rinuncia di Joe Biden – deve fare i conti con una situazione di incerta e limitata partecipazione al voto che, negli Stati Uniti come in tutto l’Occidente, rischia di favorire la maggiore capacità di un candidato dell’estrema destra a motivare al voto potenziali astensionisti. Lo spauracchio dell’immigrazione trova pronto e pressoché unanime riscontro nelle schiere di bianchi poveri che ne risultano distratti dalle crescenti di diseguaglianze sociali che Trump si guarda bene di mettere in discussione. Ad oggi, la vice presidente in carica, pur prendendo tardivamente la distanze dalla presidenza Biden, non sembra capace e nemmeno intenzionata a motivare il numero crescente di giovani pacifisti, antiliberisti, ebrei filopalestinesi, minoranze etniche militanti, portati a rifiutare la logica del “male minore”, non votando o, addirittura, preferendo il limpido messaggio politico di Jill Stein – la candidata dei Verdi Usa (qui l’analisi del New York Times ). Per Kamala Harris, l’insistente appello al voto femminile, sicuramente motivato dal diritto di aborto in pericolo, la ripresa economica poco percepita e i flebili richiami a istanze di maggiore giustizia sociale, potrebbero risultare insufficienti.

Quale che sia l’esito finale della contesa, ancora una volta tornano a mente le parole dello storico Edward Gibbon che individuava il declino dell’Impero di Roma nell’incapacità di rispettare le leggi che intendeva imporre al mondo. Tuttavia, tale sviluppo non può essere motivo di soddisfazione per coloro che lo denunciano. I suoi esiti possono risultare catastrofici per tutti. Occorre, quantomeno, iniziare una discussione, ad oggi mancante, su conseguenze, antidoti, possibili rimedi, anche a salvaguardia di valori di una storia anche nostra.>>

Articoli correlati

Il voto negli Stati Uniti tra incertezza, disgregazione sociale e violenza di: Elisabetta Grande https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2024/10/21/il-voto-negli-stati-uniti-tra-incertezza-disgregazione-sociale-e-violenza/

  • Elon il terribile. Un po’ genio un po’ tiranno_Carelli
  • Breve storia di Musk_Romani
  • Operazione icona culturale_Montemagno
  • L’utopista che nacina denaro_Longgo
  • Con Giorgia è questione di Pnrr_Tecce
  • I grandi elettori e la scelta de Presidente_Dataroom_Gabanelli https://tg.la7.it/dataroom-gabanelli
Elon il terribile_CarelliDownload
Breve storia di Musk_RomaniDownload
Operazione icona culturale_MontemagnoDownload
L’utopista che macina denaro_LongoDownload
Con Giorgia è questione di Pnrr_TecceDownload
I grandi elettori Usa e la scelta del Presidente_Data room_GabanelliDownload

21/10/2024/da redazione
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2024-10-21 01:33:522024-10-22 10:25:36Stati Uniti:un voto al tramonto dell’impero

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Neo-schiavismo a Milano
  • Tanti al “concertone” e poi…
  • Indice Ipca e carrello della spesa

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: In ricordo di Emilio Gabaglio Collegamento a: In ricordo di Emilio Gabaglio In ricordo di Emilio Gabaglio Collegamento a: Paolo Griseri non c’è più Collegamento a: Paolo Griseri non c’è più Paolo Griseri non c’è più
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy