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TASSE:FORTE DISCUSSIONE NEL PARTITO DI OBAMA – T.Ferigo – globalmondo 16/12/10

Discussione forte, aspra e dura nel Partito democratico USA. Una parte dei democratici al congresso hanno votato contro il taglio delle tasse sostenuto dal Presidente in accordo con settori repubblicani (.Per una chiara e dettagliata informazione si veda l’articolo di A.Stille sulla Repubblica del 19 Novembre). Non si tratta di un nuovo provvedimento ma più semplicemente se abrograre o accettare il taglio mastodontico varato da Bushl. Si tratta di quasi quattro trilioni di dollari nei prossimi dieci anni.

I repubblicani in materia fiscale sostengono, coerentemente con la loro campagna elettorale “tagli per tutti o per nessuno “. L’amministrazione di Obama sostiene che il 2% più ricco del paese, quello che guadagna più di 250.000 dollari/anno debba, proporzionalmente, pagare di più.

Dopo le elezioni il Partito Democratico si trova, di nuovo, ad un bivio. Quale politica fiscale tenere? Mantenere fermi i capisaldi enunciati in campagna elettorale? Trovare un compromesso con i repubblicani? Vecchie questioni che tengono aperta una discussione serrata nella sinistra USA.

Ne file allegato riportiamo due diversi pareri pubblicati negli USA da “The Nation” il giornale più diffuso della sinistra dell’area Democratica.

In allegato  

Le scelte di Obama minacciano la sicurezza sociale di William Geider

Obama  minaccia la sicurezza sociale

 

William Greider

 

The Nation Decembre 9

 

La cosa più pericolosa nella proposta fiscale del presidente non è il taglio di 700 billioni di $ per i bilionari , ma  che questo può diventare il cavallo di troia per minare alle basi il sistema di sicurezza sociale ( pensionamenti e assistenza sanitaria agli anziani ). Come ? Rendendolo insolvente.

Obama ha proposto di abbassare del 2%  la tassa imposta dal governo federale sull’impiego : lavoratori ed imprese contribuiscono in modo paritario al finanziamento di un fondo per pensionamenti e medicare:( una delle Leggi prodotte dal new deal nel 1935 ).

Certamente la proposta di Obama suona attraente per i lavoratori che avrebbero a disposizione denaro liquido ma le conseguenze possono essere mortifere nel breve periodo per il più popolare programma di Governo.

Senza dubbio non è intenzione di Obama di smantellare il trust found ( così si chiama il fondo per le pensioni ), ma il Presidente rischia di essere impigliato nelle proposte dei repubblicani che farebbero qualsiasi cosa per distruggere questa creazione del New Deal.  Si calcola infatti, e i repubblicani lo sanno bene, che la riduzione delle tasse toglierebbe al fondo 120 Bilioni di $ all’anno. Dove si troveranno i soldi necessari a colmare questa entrata mancante ? ‘ Vi immaginate i repubblicani del congresso alla ricerca di 120 Bilioni di $ per la sicurezza sociale in aggiunta a tutte le altre pressioni fiscali ?

 

E vi immaginate che il Congresso limiti questa misura ad un solo anno quando messa in azione ? Se pensate che possa succedere è come credere che Obama proponga   il recupero dei 700 Bilioni di $ dai super ricchi proprio nel mezzo della campagna presidenziale.

 

Nancy Altman, una esperta di lunga data di protezione sociale, teme che questa politica “ porterà inesorabilmente alla scomparsa dell’assicurazione sociale “. La destra agitatoria rinnoverà le sue richieste di privatizzazione. Queste sono le ragioni che hanno portato la sinistra “liberals” dei democratici a opporsi alla proposta del Presidente.

 

 

Obama tradisce sulle tasse? Calma !

 

Michael Meeropol

 

The nation  Dicembre 8

 

Adesso che il Presidente Obama ha raggiunto un accordo con i repubblicani per estendere il taglio delle tasse proposto da Bush per tutti ,per due anni,e ridurre la tassa per il finanziamento del fondo assistenza  ( trust),mi trovo, in quanto economista progressista ,in una posizione strana. Sono sorpreso con piacere per quanto il Presidente ( e di conseguenza il popolo di questa nazione ) è riuscito ad ottenere nella trattativa con i repubblicani che parecchie persone hanno definito un “cedimento”. Dopo tutto ha convinto i repubblicani a sostenere un’estensione dell’assicurazione di disoccupazione e ( sorprendentemente) un allargamento della EITC ( crediti d’imposta per famiglie a basso reddito ).In passato la destra ha attaccato la EITC come una forma di assistenza e ora ne approvano un’estensione.

E’ certamente vero che  sul piano dell’equità fiscale  la parte dell’accordo che mantiene i tagli di Bush per il 2% della popolazione ( i super ricchi) e taglia l’entrata fiscale federale  è fortemente negativo. I repubblicani hanno detto chiaramente che intendono procedere nei tagli e non intendono estendere sostegni alla disoccupazione: provvedimento che molti economisti considerano necessario. Ma guardiamo l’accordo nel suo insieme.

Il piano ha un costo di 900 bilioni di $. Solo 120$ saranno spesi per i tagli di Bush ai superricchi , il resto del piano dovrebbe avere carattere di stimolo. Secondo i primi calcoli nel prossimo anno si dovrebbe avere un calo della disoccupazione  da 0,5 a 1 punto. La differenza tra 8,5 a 7,5% non è molto ma neppure insignificante. Obama ha disperatamente bisogno di ottenere qualche risultato sulla disoccupazione. E poi c’è la situazione politica.

 

Consideriamo le alternative: lasciare che i tagli di Bush abbiano il suo corso e trasformare la prossime sedute del congresso in uno scontro per forti stimoli all’economia. Il problema è che al Senato i repubblicani hanno un forte potere di condizionamento e la maggioranza alla camera. Ogni provvedimento sull’occupazione e il reddito  diventerebbe ostaggio di chi vuole a tutti i costi tagli al bilancio. Sarebbe in linea con l’ austerity proposta dalla commissione al bilancio del congresso. Una insensatezza in tempi di crisi occupazionale . Il fatto che Obama non abbia tagli contrattato tagli di  bilancio e non ne abbia molti da offrire per finanziare il suo piano di 900 milioni di $ è un fatto positivo.  Fin dai tempi di Keynes  ogni decente economista sa che gestire una politica economica con un po’ di debito per creare lavoro, nel mezzo di una crisi senza precedenti è meglio che tagliare budget ad ogni costo e ovunque.

Con questo accordo Obama e i repubblicani hanno tacitamente concordato con questo argomento – i falchi tagliatori usano il deficit per attaccare le spese che non gli piacciono. Invece bisogna scegliere e anche spendere  nei campi necessari .Non è poca cosa nel dibattito sulla politica economica. Di fatto smentisce lo slogan che spendere oggi vuol dire disastro domani.

E’ inoltre mia opinione che un disastro ci sia sul piano morale più che economico.Estendere i tagli di Bush non farà molto danno. Anche quando Clinton persuase il congresso  ad aumentare le tasse ai redditi più alti e molto prima che fosse approvato il taglio al fisco federale  nel 2001 , i super ricchi continuavano ad allargare la forbice di reddito rispetto al resto della popolazione. Un lungo periodo di crescenti ineguaglianze non dipende solo dalle politiche fiscali, ha molto a che fare  con il declino dell’affiliazione ai sindacati, la deregolazione della finanza e protezionismo per le professioni ben pagate ( dottori, avvocati,docenti) e la lacerazione della rete sociale di protezione. Tutte riforme bloccate o a mezza strada.

Se noi della sinistra vogliamo sostenere Obama  sulla base di un programma di cambiamento dobbiamo costruirlo. Se ci fosse stato come nel 1930 un forte movimento  in favore della riforma sanitaria  universale, una diversa legislazione dei rapporti sindacali,aumento salario minimo, energia verde nei trasporti, e , infine, una politica fiscale progressiva , non avremmo bisogno di questa discussione oggi. Invece di lamentarci con Obama dovremmo tutti essere impegnati nella costruzione di un movimento reale che spinga lui e un recalcitrante congresso a fare le cose giuste.

 

 

 

Obama tradisce sulle tasse? Calma !  di  Michael Meeropol –

 
16/12/2010/0 Commenti/da
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