• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
stefano19

SUSANNA E I VECCHI MARPIONI : V. Rieser – sindacato – 8/9

 Prima degli incontri con il governo in Agosto, c’era stato un breve documento congiunto delle “parti sociali”,dalle associazioni imprenditoriali ai sindacati dei lavoratori, in cui si diceva che era necessaria una”discontinuità” se si voleva realizzare un’efficace politica contro la crisi, che rilanciasse la crescita e l’occupazione. Naturalmente il documento non diceva come ciò poteva essere fatto – comunque era un “segnale” al governo, generico per forza di cose ma senza nulla di scandaloso. Al primo incontro col governo, invece, la Marcegaglia ha letto – a nome di tutte le parti sociali, quindi anche della Cgil – una dichiarazione ben più impegnativa.Di questa, diversamente dalla prima, i giornali non hanno pubblicato il testo, ma solo riassunti – sufficienti per far rizzare i capelli.

 

Sono 6 punti, i primi due dei quali chiedono l’inserimento nella Costituzione dell’obbligo del  pareggio di bilancio e l’accelerazione delle privatizzazioni, incluse quelle dei servizi in mano agli enti locali.

Questo samizbar anticipa alcuni dei possibili sviluppi di tale impostazione.

 Le autorità monetarie europee furono benevole con l’Italia: malgrado i poor standards della sua performance economica, decisero di aiutarla, a condizione che accelerasse le misure volte alla riduzione del debito. Venne quindi assunta come piattaforma di riferimento la proposta in 6 punti presentata dalle parti sociali all’incontro col governo: era quella che dava maggiori garanzie, sia per la radicalità dei contenuti, sia perché era stata approvata anche dalla segretaria della CGIL – cioè dell’organizzazione più antagonista esistente in Italia.

 Venne quindi inserito nella costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio. Questa misura suscitò le solite obiezioni di qualche intellettuale di sinistra (specie di “vetero-economisti”) e di qualche oppositore interno in Cgil; la segretaria Susanna ribadì il suo consenso “purchè essa non si traduca in misure che penalizzino i lavoratori”. Qualche perplessità ci fu inizialmente nel PD, soprattutto da parte della “corrente Penati” (“se si riduce la capacità di spesa degli enti locali, si riducono anche le nostre entrate”); ma le obiezioni rientrarono a fronte dell’impegno del governo ad approvare urgentemente le misure che permettevano (anzi imponevano) agli enti locali la vendita del loro patrimonio immobiliare e la cessione ai privati dei servizi ancora in mano pubblica. Così, il voto favorevole del PD permise di raggiungere il quorum necessario alla modifica della Costituzione.

 Prima di vedere le altre misure rapidamente approvate, vediamo alcuni importanti “corollari” della modifica costituzionale. Essa comportò alcune leggi specifiche che ne proteggessero e rafforzassero l’applicazione: furono quindi approvate leggi che definivano e perseguivano i reati di “apologia del keynesismo” e di “ricostruzione del fronte keynesiano”.

In base a queste norme furono immediatamente denunciati, tra gli altri, ToninoLettieri e Pierre Carniti, noti esponenti dell’organizzazione sovversiva “eguaglianza e libertà”. Inizialmente fu proposto l’arresto immediato, ma poi questo fu trasformato negli arresti domiciliari,sia in considerazione della veneranda età dei due imputati, sia perché – mentre il reato di apologia era chiarissimo –erano deboli le possibilità che essi potessero ricostruire un qualche tipo di organizzazione. Su questi provvedimenti emersero alcuni dissensi nel fronte sindacale: la Camusso li giudicò “forse eccessivi”, mentre Raffaele Bonanni espresse la sua “profonda soddisfazione”.

Le misure repressive contro i nostalgici del keynesismo  si susseguivano, anche se raramente portavano all’incarcerazione, data l’età in genere assai elevata dei colpiti dai provvedimenti. Tra questi, invece, erano relativamente giovani Riccardo Bellofiore e Joseph Halevi, per i  quali si chiese l’arresto immediato, anche per le loro evidenti propensioni a frequentazioni sovversive;  ma questi controbatterono di non essere keynesiani, anzi di essere feroci critici di Keynes, sia pure da sinistra – e quindi il provvedimento di custodia cautelare verso di loro è al momento sospeso, in attesa dell’esito del ricorso.

Come episodio marginale, si può citare un rogo di libri di Keynes promosso da Nicola Rossi, che però ha registrato reazioni di distacco da parte degli economisti e sociologi del PD (“Keynes è morto, non c’è bisogno di bruciarlo”, ha detto Tito Boeri).

 Ma veniamo ad aspetti più sostanziosi delle misure di risanamento.

La vendita di beni immobili pubblici è sembrata avviarsi con grande slancio, testimoniato da alcune cessioni di grande rilievo. A Roma il Comune ha venduto il Colosseo allo IOR, che vi organizza rievocazioni del martirio dei primi cristiani, con grande afflusso di pubblico.  A Firenze, il sindaco

Renzi ha venduto palazzo Strozzi al dr. Milanese, che l’ha ceduto in comodato al ministro Tremonti. A Torino, il sindaco Fassino ha venduto il Palazzo di Città alla Fiat, che vi ha stabilito il suo ufficio di rappresentanza per l’Italia – gli uffici del Comune si sono trasferiti a Mirafiori, valorizzando così quell’area da tempo dismessa. “Un esempio significativo delle positive sinergie che possono stabilirsi tra Ente Locale e impresa” ha sottolineato il sindaco.

Tuttavia, dopo questi “casi-pilota”, e vendite sembrano essersi arenate. Quanto alle privatizzazioni dei servizi pubblici, esse sono al momento bloccate dai ricorsi al TAR del Lazio promossi dai referendari, in particolare sulla questione dell’acqua. (Ad essi è venuto un indiretto appoggio della Camusso, che ha detto “quando abbiamo approvato la proposta sulle privatizzazioni, ci riferivamo solo all’acqua gasata e non a quella naturale”).

Una prima sentenza del Tar in proposito, riguardante l’acquedotto pugliese, annulla il contratto di vendita stipulato dal governatore Vendola con una finanziaria israeliana, e stabilisce che nelle operazioni di vendita ha diritto di prelazione il “proprietario originario”, qualora esista; in questo caso esso è stato identificato nell’Impero Romano SpA (una sigla dietro a cui qualcuno ipotizza che ci sia il noto imprenditore romano Caltagirone).

 

         V.R                                                                                       (1 – continua?)

11/09/2011/0 Commenti/da stefano19
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 stefano19 https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg stefano192011-09-11 08:41:572012-01-27 16:27:24SUSANNA E I VECCHI MARPIONI : V. Rieser – sindacato – 8/9
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Accordo unitario…in pejus
  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Lavoro in «paraschiavitù»
  • Tanti al “concertone” e poi…

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: LA BEFFA DEI TAGLI ALLA POLITICA – Rizzo e Stella – manovra 10/9/11 Collegamento a: LA BEFFA DEI TAGLI ALLA POLITICA – Rizzo e Stella – manovra 10/9/11 LA BEFFA DEI TAGLI ALLA POLITICA – Rizzo e Stella – manovra 10... Collegamento a: AFGANISTAN LA STORIA DI DUE LEADER: T. Ferigo – globalmondo- 11/9 Collegamento a: AFGANISTAN LA STORIA DI DUE LEADER: T. Ferigo – globalmondo- 11/9 AFGANISTAN LA STORIA DI DUE LEADER: T. Ferigo – globalmondo- 11...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy