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SE DESTRA E SINISTRA PERDONO SENSO – dibattito post elettorale – Renzi “pro causa sua” –

Il dibattito sul risultato delle elezioni amministrative ha assunto un risvolto nazionale, anche per i frettolosi commenti “pro causa sua” di Matteo Renzi, che ha chiuso gli occhi di fronte alla realtà. Walter Veltroni e Romano Prodi, seppure fuori dalla vita di partito, hanno rilasciato interviste e dichiarazioni destinate a lasciare il segno: “Renzi deve cambiare passo, il Pd non ha più un’identità” (Veltroni),“sposto la mia tenda, è leggera è già nello zaino” (Prodi). Probabilmente qualcosa cambierfà anche nelle confederazioni sindacali, sia nella Cisl molto filo-governativa renziana, sia nella Cgil più vicina agli antirenziani e critica verso il governo.

Nell’articolo “L’assedio al fortino di Matteo” Federico Geremicca, La Stampa, riassume con chiarezza il sobbalzo nel Pd, richiamndo le prese di posizione di Veltroni, Prodi e Franceschini. 

L’intervista di Walter Veltroni (allegata) rilasciata a Stefano Cappellini, La Repubblica, delinea quanto oggi manca all’iniziativa del principale partito di governo che rischia di perdere la sua identità, inoltre sottolinea quanto molti esponenti di partito dimenticano “..I dati elettorali vanno presi nella loro essenzialità. L'errore peggiore oggi sarebbe quello di aggrapparsi a giustificazioni e confronti del genere "ma abbiamo un avanzamento sui risultati del 1968". Il problema più drammatico si chiama astensione. Abbiamo sindaci eletti con il sostegno del 20 per cento del corpo elettorale. Milioni di cittadini che non sono andati a votare e tra questi una grande parte di elettori di centrosinistra". (…)

L’articolo “Se destra e sinistra perdono senso” di Franco Bruni, La Stampa, potrebbe contribuire ad una svolta per qualificare il dibattito sia sui contenuti programmatici sia sulle alleanze conseguenti. Inizia con questa domanda: distinguere «destra» da «sinistra» è ancora utile in politica?  Elenca alcune grandi questioni sull’economia, sull’immigrazione, sul lavoro e sulla finanziarizzazione, proseguendo con questo commento. Bastano elementi come questi a mantenere significato e utilità alla distinzione fra destra e sinistra. Si tratta però di una distinzione fra idee, non necessariamente fra partiti o governi. Nelle loro versioni radicali sono idee che possono venir coltivate da movimenti animati sia da chi ha interessi particolari (ad esempio i più «poveri» a sinistra e i «capitalisti» a destra) sia da chi mira all’interesse generale. Ma partiti e governi, considerando i problemi di un dato momento dell’economia, possono combinare variamente quelle idee e caratterizzarsi per convinzioni e valori che lo schema destra-sinistra non cattura.(…) per proseguire aprire l’allegato.

PS – A proposito di risultati elettori. Sul sito www.il9marzo.it si legge questo commento per l’elezione del nuovo sindaco ( lista di centro-destra) di La Spezia, Pierluigi Peracchini.

Oggi è un bel giorno perché una delle persone emarginate dalla Cisl in Liguria ha trovato una nuova dimensione lavorativa nella società spezzina. Pierluigi Peracchini, già Segretario Generale della Ust La Spezia, persona capace, autonoma dai dettami della Segretaria nazionale e con idee diverse dal pensiero unico dominante nell’organizzazione, fatto trasferire dalla signora Furlan nella Segreteria regionale ligure e qui emarginato e relegato in un ufficio con poche ed inutili deleghe (forse il sistema che voleva adottare con Faverin) alla fine ha ceduto e ha deciso di dimettersi e di rientrare in azienda. Oggi leggo che ha vinto il ballottaggio per le elezioni del sindaco nella città spezzina. Ogni tanto ciò che è scartato dalla oligarchia che regna nella Cisl trova stima e conferme nella società civile. http://www.il9marzo.it/?p=9592

Per saperne di più aprire gli allegati

Allegato:
renzi_deve_cambiare_passo_veltroni_repubblica.doc
lassedio_al_fortino_di_matteo_geremicca.doc
se_sinistra_e_destra_perdono_senso_bruni.doc
la_rotturatra_renzi_e_prodi_martini_stampa.doc
casaleggio_aprire_il_dialogo_con_sindacati_e_corporazioni.doc

28/06/2017/1 Commento/da
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1 commento
  1. Rodolfo Vialba
    Rodolfo Vialba dice:
    01/07/2017 in 7:46 am

    Non ci sono soluzioni semplici a problemi difficili quali sono, sicuramente, quelli che sta vivendo il PD. Non compete a me indicarli e proporne le soluzioni. Però quattro cose mi sembrano importanti:
    1) non sono iscritto al PD ma solo elettore e il problema Renzi è di chi alle primarie del PD lo ha votato, dunque non un problema mio. Se poi tutti i problemi del centro sinistra e della sinistra fossero riconducibili a Renzi, sarebbero preso risolti ma purtroppo non è così, anche perché, in politica, nessuno ha il diritto di definire come e da chi deve essere rappresentata una parte diversa dalla sua.
    2) continua ad esistere, e vive una vita nuova, il neoliberismo, mentre a sinistra prevale l’idea che destra e sinistra non esistono più, che è una delle ragioni per le quali il popolo della sinistra è confuso, non vota e vince il centro destra;
    3) a parte la necessità di riflettere sullo strumento delle primarie nel PD, in quanto prima ci rende conto che la “voce del popolo non è la voce di Dio” meglio è, ciò che occorre alla sinistra è “qualcuno o qualcosa che sappia costruire ponti, rinunciare a qualcosa di se stessi per puntellare il tessuto che tiene insieme una società attraverso il riformismo umile, tenace e paziente” (Marco Damilano, Processo al nuovo, Laterza), Se questo non avviene il “nuovo” ha solo un grande futuro alla spalle.
    4) continuare a dividere il mondo, o più precisamente l’area del centro sinistra e della sinistra, in due parti: quella dei “buoni” a prescindere, e quella dei “cattivi” già condannati, comporta, inevitabilmente, che vincono gli avversari come dimostrano le elezioni amministrative. Resta il fatto che il centro sinistra e la sinistra hanno un grande problema di credibilità di tutto il loro gruppo dirigente prima ancora che delle loro politiche. Se di questo il centro sinistra e la sinistra non si rendono conto saranno condannati all’opposizione per almeno una generazione. Rodolfo Vialba

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