• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
redazione
Sindacato italiano

Perché ho lasciato la Cisl

La scelta di Antonello Assogna che ha lasciato la Cisl per proseguire l’impegno sindacale nella Uil dovrebbe fare riflettere nel mondo cislino. Dubitiamo che possa avvenire in forma pubblica ma siamo sicuri che molti lo faranno inseco, sperando che prima o poi si possa  riprendere parola, senza timori, nella Cisl ora governata con un “centralismo”assai poco democratico. Quante sono le storie come o simili a questa…

Pubblichiamo l’articolo “La scelta di Antonello” postato su https://www.il9marzo.it/?p=9310

< La scelta di Antonello – admin 31 dicembre 2022 25 Commenti  – Antonello Assogna ha affidato ad una rivista poco conosciuta ma che arriva a molti nell’ambiente politico-culturale-sindacale da cui proviene (in breve, fra i mariniani) una “pubblica confessione” sui motivi per cui “a malincuore” ha lasciato la Cisl ed ha accettato di proseguire l’impegno sindacale in una federazione della Uil (qui trovate il link a “Democratici cristiani”, l’articolo di Assogna è a pagina 19).

Le cose che dice e la storia che racconta, senza aver mai avuto alcun contatto con lui (tanto meno negli ultimi anni, quelli della sua collaborazione con Giuseppe Gallo, il dante causa di Giulio Romani e intellettuale di riferimento di nonna Anna Maria) corrispondono a molte delle cose che scriviamo e raccontiamo da quasi otto anni su questo blog.

Quando Assogna dice che il distacco sindacale gli è stato revocato dalla Femca via mail senza preavviso perché giudicato “in dissenso”, vediamo la stessa storia di Maurizio Ori (salvo il mezzo di comunicazione, che fu un plico postale invece della mail) cacciato dall’illegittimo comissario della Fai come rappresaglia per aver chiesto il voto segreto sulla delibera di scioglimento della federazione.

Quando Assogna racconta di essersi messo a disposizione per nuove esperienze interne alla Cisl” e di aver atteso invano a noi viene in mente Giampiero Bianchi licenziato dal dottor Sbarra dell’Anas, al quale è stato impedito di trovare un’altra collocazione, anche di tipo impiegatizio, presso qualsiasi struttura o ente o quel che fosse anche vagamente legata alla Cisl; c’era chi sarebbe stato disposto a prenderlo, ma tutto venne fermato dal veto di quel licenziatore di padri di famiglia.

Quando Assogna lamenta che nella selezione dei dirigenti nella Cisl si seguono logiche “finalizzate più alla fedeltà che alla lealtà e alle capacità politico-negoziali” e che questo è legato al “progressivo affievolimento del dibattito interno all’organizzazione e dei meccanismi democratici” noi riconosciamo lo stesso giudizio che ci ha portati a convergere, assieme agli amici di sindacalmente.org ed a Savino Pezzotta per costituire l’associazione “Prender parola”, che è presentata il 31 maggio scorso a Verona, in omaggio a Fausto Scandola.

Quando Assogna riconosce, in senso autocritico, di poter aver avuto “qualche responsabilità”, per piccola che sia stata “per l’involuzione dei processi interni all’organizzazione” sentiamo in queste parole la stessa sensazione che anche molti di noi hanno provato. E diciamo a lui quel che abbiamo detto, in coscienza, a noi stessi, e cioè che rendersi conto del decadimento dell’organizzazione è facile quando ne sei vittima. Ma sarebbe stato più utile farlo prima, e dirlo pubblicamente.

Quando Assogna ricorda lo sceneggiato Rai “E le stelle stanno a guardare” (sotto il post trovate un video per capire meglio il riferimento) per dire che un conto è lasciare un incarico per aver perso le elezioni, un conto è essere buttati fuori perché sgraditi a chi vuole il controllo dell’organizzazione, ci torna in mente il colloquio che un paio di noi ebbero dopo l’illegittimo commissariamento della Fai con uno dei pochi dirigenti della Cisl che ancora ci rivolgevano la parola: “Caro Maurizio – disse a Maurizio Ori quel dirigente – lascia perdere e accetta la situazione, perché è come quando si perde un congresso”. Al che fu facile, ma anche inutile, rispondergli che quel congresso era stato vinto (e il commissariamento era illegittimo, lo ricordiamo, proprio perché serviva a vanificare quel risultato ed a portare la Fai sotto il controllo del gruppo di potere insediatosi a Via Po 21; e non averlo fermato ha poi provocato quello della Fp, l’atto di forza in Campania con motivazioni poi smentite dal giudice e altre cose ancora).

Infine, quando Assogna spiega di aver accettato, preso atto dell’impossibilità di lavorare per la Cisl, “di continuare a rappresentare i lavoratori affrontando una nuova esperienza nella Federazione di categoria della Uil”, riconosciamo in questa decisione la stessa drammaticità ma anche lo stesso valore che abbiamo riconosciuto a suo tempo alla scelta di Pinuccio, quando nel febbraio 2017 abbiamo commentato il passaggio di Pinuccio Rustioni alla Uila scrivendo, fra l’altro:

“il bivio oggi non è tanto se restare in un’organizzazione o andare da un’altra parte, ma fra tornare ad essere sindacato-associazione (dentro a qualsiasi organizzazione ci si trovi), per dare voce ai lavoratori, o trasformarsi definitivamente in una casta, una burocrazia che vive sulle spalle di chi lavora. Quale che sia la sigla, e quale che sia stata la storia”.

Quasi sei anni fa, Pinuccio ha scelto di continuare la stessa esperienza di rappresentanza sotto altre bandiere. Altri l’avevano fatto prima e molti altri l’hanno fatto dopo, come ora fa Antonello Assogna. E la Uil, ancora una volta, ringrazia.

C’è quasi da chiedersi se non sarebbe meglio, invece di procedere con questo sgocciolamento che rafforza la Uil ma non giova alla rigenerazione della Cisl e dei suo valori fondanti, provocare un’adesione collettiva alla Uil e costruire lì dentro una componente di cultura Cisl. In fondo l’unificazione era un progetto che non si riuscì a fare nel 1950 per la paura dei laici di essere schiacciati dalla componente cattolica predominante nella Cisl. Ma oggi che anche la Cgil va a prendersi le benedizioni in Vaticano si potrebbe prendere atto che le carte si sono rimescolate.

O magari è meglio di no, magari è meglio che chi sta nella Cisl con sofferenza tenga le posizioni in attesa che da qualche parte arrivi una svolta.

Ad ogni modo, questo è un tema che dovrà essere ripreso nel 2023. E l’augurio che facciamo è che tutta la gente che, ovunque collocata, sente la necessità di ridare attualità alla storia della Cisl trovi occasioni di incontro e collaborazione

PERCHÉ A MALINCUORE HO LASCIATO LA CISL – Una pubblica confessione di Antonello Assogna

  • Erano gli “anni di piombo”, del terrorismo, delle lotte dei lavoratori e del mondo diviso in blocchi. dichiararsi cattolici nelle scuole superiori e nelle università non era facile
  • È la stessa CISL che mi ha formato così: non essere a tutti i costi “ragazzi del coro” (cito indegnamente Carlo Donat-Cattin)
  • L’esperienza da “contrattualista” è stata quella che più ha caratterizzato il mio impegno-https://www.ildomaniditalia.eu/wp-content/uploads/2022/12/DEMOCRATICICRISTIANI.pdf
Perche-a-malincuore-ho-lasciato-la-Cisl_AssognaDownload
04/01/2023/da redazione
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2023-01-04 16:10:522023-01-04 16:26:03Perché ho lasciato la Cisl

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Accordo unitario…in pejus
  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Lavoro in «paraschiavitù»
  • Tanti al “concertone” e poi…

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: Draghi story Collegamento a: Draghi story Draghi story Collegamento a: Prudenti o imbonitori? Collegamento a: Prudenti o imbonitori? Prudenti o imbonitori?
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy