La volpe e l’uva
Le Poste Italiane rinnovano il Cda il 28 aprile, il Tesoro ha comunicato le sue scelte che sono commentate da Carlo Di Faggio, su il FQ del 4 aprile come “uno schiaffo in faccia della premier alla Cisl” (vedi allegato). Ridimensiona invece il significato di tali scelte il segretario generale Slp Cisl Raffaele Roscigno in un lunga e interessante intervista su Il Dubbio del 16 aprile: a precisa domanda risponde che la presenza di un sindacalista in un Cda non è la partecipazione a cui pensa il Slp Cisl (vedi allegato). Leggendo attentamente il testo, e ricordando quanto afferma la Cisl sulla Legge di partecipazione, la 76/2025, viene alla mente la famosa favola “La volpe e l’uva” di Fedro. Pensiamoci sù!
Poste, lo schiaffo della premier alla Cisl – Carlo Di Faggio Il FQ del 4-4-26
<< La faccenda farebbe sorridere se non fosse che di mezzo c’è Poste Italiane, colosso da 27 miliardi di valore in Borsa, 13 di fatturato e 120mila dipendenti. La prima tornata di nomine nelle grandi partecipate pubbliche è stata trasformata in un regolamento di conti, con Palazzo Chigi che nel lottizzare ha usato il colosso pubblico anche per rifilare un ceffone alla Cisl, sindacato dominante nell’azienda e finora molto in sintonia con Giorgia Meloni. Finora, appunto. Perché nella lista per il consiglio di amministrazione appena depositata in vista dell’assemblea del 28 Aprile, il ministero dell’Economia, azionista di controllo di Poste, ha indicato Salvatore Muscarella segretario generale della Ugl comunicazioni. (…)
È una mossa che sicuramente fa infuriare gli altri sindacati, anche perché l’Ugl ha il 4,7% delle adesioni in azienda, la Cisl il 66%. Per quest’ultima è uno smacco, visto che il sindacato guidato da Daniela Fumarola s’è fatto promotore negli scorsi mesi di una legge per la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, invero approvata dal Parlamento in una forma molto annacquata. (…) Magari è un caso, ma ieri Fumarola ha rilasciato una dura intervista ad Avvenire contro il governo Meloni, accusandolo di essersi “incartato”e chiedendo “segnali nuovi”dopo “una delle campagne referendarie più tristi degli ultimi anni, per povertà di argomenti”. Proprio il referendum è uno dei tasti dolenti nel rapporto del sindacato con la premier, che – a quanto filtra – si sarebbe infuriata per il mancato supporto alla campagna per il Sì da parte della Cisl, che nell’esecutivo esprime il predecessore di Fumarola, Luigi Sbarra, come sottosegretario al Sud. (…).
Nota – Nella lista per il rinnovo del Cda di Poste, il Tesoro ha confermato i vertici: la presidente Silvia Rovere (vicina a FdI) e l’ad Matteo Del Fante. In Cda, oltre Muscarella (Ugl) e Scacchi anche la dirigente del Tesoro Cuccurullo e Wanda Ternau (vicina alla Lega)

La metafora della “volpe e l’uva”, tratta dalla celebre favola di Esopo , descrive l’atteggiamento di chi sminuisce un obiettivo che non è riuscito a raggiungere per la propria incapacità.
Alessandra De Stefano in Roscigno: “Bisogna tenere insieme crescita, innovazione e coesione sociale” – Il Dubbio 16-4-26 – così inizia << Se il costo della riorganizzazione e delle sinergie con Tim dovesse ricadere sui servizi si aprirebbe un periodo di forte conflittualità. « «La riconferma dell’Ingegner Matteo Del Fante come Amministratore Delegato e del Dottor Lasco come Direttore Generale è una scelta che apprezziamo, segno di continuità con un lavoro eccellente svolto nell’interasse dell’azienda e dell’Italia intera. Ora però è il momento di guardare avanti insieme e per farlo occorre partire da una base solida: il rispetto dogli accordi già sottoscritti». Un messaggio chiaro e forte quello che Raffaele Roscigno, segretario generale del Slp Cisl, spedisce in questa intervista a il Dubbio ai riconfermati vertici di Poste Italiane, la più grande azienda pubblica del Paese. «Non si può costruire il futuro se il presente è fatto di impegni disattesi. Ciò che chiediamo è che ogni accordo firmato con le organizzazioni sindacali venga onorato pienamente e nei tempi previsti. Solo su questa base di fiducia e credibilità reciproca ò possibile riaprire il confronto sul Piano Industriale precedente -che ha ancora capitoli importanti da completare – e affrontare insieme le nuove sfide che il mercato e il contesto economico ci pongono. Slp Cisl è pronta a fare la sua parte con responsabilità e spirito costruttivo. Abbiamo la rappresentanza più ampia tra i lavoratori di Poste e vogliamo metterla al servizio di un progetto condiviso, ma la collaborazione si costruisco sui fatti, non sullo intenzioni». (…) Consigliamo la lettura del testo completo che così si chiude:
<< Un’ultima domanda, come giudicate la scelta del Tesoro di includere nel CdA di Poste anche esponenti di un sindacato minoritario? Qual è la vostra valutazione?
Vogliamo essere chiari su un punto preliminare: la presenza di esponenti sindacali nel Consiglio di Amministrazione non è partecipazione, almeno non nel senso che Slp Cisl attribuisce a questa parola. Non la consideriamo tale e non vogliamo che si faccia confusione, perché si tratta di esponenti sindacali non scelti dai lavoratori, ma designati dal Governo. La partecipazione che vogliamo in Poste Italiane è quella economica, quella che mette i lavoratori nella condizione di condividere concretamente i risultati dell’azienda. La nomina in un CdA è una decisione del Governo, non cambia di un centesimo la vita di chi ogni mattina smista pacchi, consegna raccomandate o serve allo sportello. Preferiamo |non alimentare polemiche e chiudere il discorso augurando comunque buon lavoro ai colleghi certi che svolgeranno il loro compito con serietà e correttezza. Cisl Spd ha già dimostrato negli anni la propria capacità di partecipare alla vita dell’azienda in meno responsabile e costruttivo. Abbiamo sviluppato e avviato forme concrete di partecipazione organizzava e negoziale che hanno accompagnato le grandi trasformazioni di Poste Italiane. Quella storia c’è, è documentata.
Dunque quale rimane il vostro obiettivo?
È arrivato il momento di portare a compimento il percorso con la partecipazione economica. I lavoratori sono stati protagonisti silenziosi di ogni stagione di crescita di questa azienda. I ricavi crescono, i dividendi agli azionisti crescono. Ma i lavoratori non possono continuare a restare a bocca asciutta mentre l’azienda che costruiscono ogni giorno distribuisce ricchezza solo in cima. Non è giusto, e non è nemmeno lungimirante. La partecipazione economica non è una concessione: è un riconoscimento dovuto. Siamo pronti. Ora tocca all’azienda fare la sua parte. >>.
ARTICOLI ALLEGATI

Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!