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Italia: politica, economia, società

Evasori..è finita!

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha realizzato una campagna di comunicazione per contrastare l’evasione fiscale. Nello spot si vede una persona ben vestita sedersi al ristorante e ordinare le portate più costose: ostriche, tagliolini al tartufo, due aragoste e lo champagne più caro. “Tanto non paga lui, paghi tu”, recita la voce fuori campo, che poi aggiunge: “Ma da oggi la bella vita è finita. L’evasione si paga. Da oggi ancora più controlli e sempre meno evasori“. https://youtu.be/L5Msy7KCd-8 – tasto dx mouse e clic su apri link in nuova finestra –

Con i tanti condoni varati da questo governo questo spot è alquanto umoristico tanto da quadagnarsi un esilerante articolo di Nicola Borzi sul Fatto Quotidiano del 27 ottobre << SITUAZIONE ROVENTE – ieri davanti alle sedi dell’agenzia delle Entrate di mezza Italia. In molte città sono dovute persino intervenire le forze dell’ordine per fermare i cittadini in preda al panico che avevano preso d’assalto gli uffici pubblici. Nonostante il giorno feriale, in più punti la folla chiedeva a gran voce l’apertura degli edifici per poter entrare e costituirsi. Ma grazie ad alcune cariche di alleggerimento della Celere, disposte d’urgenza dai prefetti, gli assembramenti sono stati dispersi e l’ordine ristabilito. Un imprenditore ha spiegato: “Ho visto in anteprima sul web il video realizzato dal ministero delle Finanze che inaugura la nuova campagna di comunicazione contro l’evasione fiscale. Mi sono spaventato e sono venuto subito ad autodenunciarmi, prima che arrivi la Guardia di Finanza”. Una partita Iva ha rincarato la dose: “Quando ho sentito lo slogan ‘Da oggi la bella vita è finita, l’evasione si paga’ sono andato in crisi. Ma come: il governo Meloni nei suoi primi due anni ci ha illuso con 20 condoni e poi cambia le carte in tavola? Son corso ad aderire al concordato fiscale!”. Ma sul più bello, il viceministro Leo si è destato dal sogno: alle Entrate non c’era nessuno, torme di evasori se la ridevano dello spot.>>

Su sito ITALIAOGGI – quotidiano economico giuridico e politico – si legge <<Concordato preventivo biennale col fiato corto. Concordato preventivo biennale col fiato corto. Anzi, cortissimo. La soglia delle adesioni potrebbe fermarsi (ottimisticamente) a quota 500 mila su una platea di potenziali interessati di 4.700.000 contribuenti. Un 10%, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, perché la percentuale, nel girone dei commercialisti pessimisti, scende drasticamente verso il 5%. Tutto ciò mentre il tool messo a disposizione da lunedì da Sogei e dall’Agenzia delle entrate, con il foglio precalcolato per l’adesione allo scudo sanatoria dagli accertamenti per gli anni 2018-2022 se possibile fa agitare ancora di più gli animi.

Proroga esclusa, il vice ministro Leo spiega perché – Anche perché aria di proroga non ne tira proprio. Glaciale a tal proposito la risposta di Maurizio Leo alla lettera inviata dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ai vertici dell’amministrazione. “Se dipendesse da noi, vorremmo dare una proroga all’infinito del concordato preventivo perché siamo ben consapevoli dei problemi dei professionisti e le imprese”, ha dichiarato ieri il viceministro all’Economia. Ma, ha aggiunto, “siamo nell’impossibilità oggettiva di farlo, abbiamo dilatato al massimo i tempi di presentazione ma ora siamo nella sessione di bilancio. Dobbiamo anche dare segnali di credibilità all’Europa”. Si deve approvare la legge di bilancio e occorre avere tutti dati certi e chiari entro il 31ottobre, ha spiegato il numero 2 del ministero dell’economia. Questo è il motivo per cui tecnicamente la proroga non si può fare, perché tutto è legato ai tempi della presentazione in consiglio dei ministri della legge di bilancio e all’approvazione poi nelle fasi parlamentari. “Questo è il motivo per cui quella data purtroppo deve rimanere ferma”. (…) L’articolo prosegue con questi brevi capitoli che potete leggere con questo link: https://www.italiaoggi.it/news/concordato-flop-dietro-l-angolo-202410111755225518

  • Informazioni nel cassetto
  • I commercialisti non ci stanno
  • Anche i forfettari dicono “no, grazie”
  • AAA risorse cercasi

Questo concordato preventivo biennale è stato giudicato da esperti fiscali e da economisti come un invito legalizzato ad evadere un parte dei guadagni, dilatando così l’economia sommersa. L’Istat ha comunicato il balzo a 200 miliardi dell’economia in nero. (vedi allegato). Più severamente si è anche detto che è “uno strizzare l’occhio all’evasore…”. Si prospetta un FLOP…per poi rivendicare ancora di più a favore del sommerso!

Nella Cisl qualcuno (sono quasi 35.000 i dirigenti sindacali a tempo pieno) si sveglierà in tempo per chiedere al segretario generale Luigi Sbarra se anche questo”bel pacchetto” di norme pro evasori fanno parte delle richieste importanti della Cisl che sarebbero state accolte dal governo Meloni. E se non fanno parte perché la Cisl non le contrasta!

Balzo dell’economia in nero vale 200 miliardi_Conte_RepDownload

28/10/2024/0 Commenti/da redazione
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