Babele e Gerusalemme
Il sito Nuovi-lavori.it dedica la newsletter del 7 luglio a 17 articoli di commento alla Magnifica Humanitas, i cui contenuti più radicali sembrano già scivolar via dal dibattito sociale e politico, in quanto se accolti impongono grandi cambiamenti nell’orientamento dei governi, dei partiti politici e anche nel sindacalismo italiano e mondiale.
Il primo articolo “Parole come pietre d’angolo, per un mondo migliore” è di Raffaele Morese che così inizia:
<< Con questa Enciclica, Leone XIV definisce il suo pontificato. Si mette in continuità soprattutto con il suo predecessore, spazia sulle prospettive future del mondo, colloca la Chiesa cattolica in una posizione di interlocuzione dialettica con le altre religioni ma anche con quanti sono agnostici o atei e soprattutto chiama i cattolici “ad assumere un ruolo attivo, senza rifugiarsi nello spiritualismo o nei nostri piccoli mondi” (paragrafo 236).

La caratteristica del suo dialogare è la radicalità. Non ci sono giri di parole attorno alle questioni cocenti che affronta e nello stesso tempo schiva la logica più immediata degli schieramenti politici. La sua forza è l’autorevolezza morale che traspira dal suo argomentare. E lo si capisce ancor più se ci concentriamo su alcune parole chiave del suo messaggio.
Sicuramente continueremo ad ascoltarle nel corso del suo pontificato, specie se il mondo non si decide a trovare un nuovo equilibrio per la sopravvivenza umana in questa Terra, per una energica redistribuzione della ricchezza accumulata e prodotta, per assicurare la convivenza pacifica tra i popoli.
Dentro ciascuna di queste emblematiche parole, non c’è soltanto memoria dell’insegnamento ecclesiale – nello specifico, risale soprattutto alla Rerum Novarum di Leone XIII (15 maggio 1891) – ma anche profezia per il divenire. Il Papa non dimentica che non basta sottolineare le ragioni del passato e uscire dal confronto storico a testa alta; sa perfettamente che ciò che conta è saper indicare una prospettiva convincente, mantenendo salda l’unità dei cattolici.
“Tre cose non possono essere nascoste a lungo: il sole, la luna e la verità” (generalmente attribuita a Buddha). La martellante insistenza nel sottolineare l’esigenza di corrispondere al vero per giudicare il mondo, per fare scelte giuste, per assumere responsabilità coscienziose ha fondamento nella consapevolezza che essa possa essere manipolata, edulcorata, sfregiata e finanche stravolta.
Riguarda tanto la verità teologica, riferimento che apre e chiude l’Enciclica, quanto la verità circa le scelte da compiere, i fatti da commentare, le comunicazioni da diffondere che attengono alla vita delle comunità ecclesiali, dei popoli e degli Stati. Infatti, qualche giorno dopo l’uscita dell’Enciclica, il Papa ha detto definitivamente no alla richiesta degli scismatici lefevriani di rinnegare il Vaticano II e qualche giorno prima ha risposto alle critiche volgari di Trump nei suoi confronti, ricordando che ha come punto di riferimento il Vangelo e di certo non le convenienze da potenza a potenza (…)
Morese prosegue soffermandosi e commentando i seguenti capitoli: Verità (103 e seguenti); Limite (118 e seguenti); Potere (188 e seguenti); Lavoro (148 e seguenti); Educazione (139 e seguenti); Partecipazione (240) – Per proseguire aprire l’allegato o attivare questo link https://nuovi-lavori.it/index.php/parole-come-pietre-angolo/
La newsletter Approfondimenti n.379/380 del 07/07/2026 contiene altri 16 articoli che trovate con questo link https://nuovi-lavori.it/?na=view&id=365 oppure con un clic sul titolo.
Una nuova visione e un nuovo stile pontificio Leonardo Boff*
La odierna questione sociale alla luce della ”Magnifica Humanitas” Stefano Zamagni*
Chiamata alla responsabilita’ Tiziano Treu*
Ricostruire l’ordine mondiale dal basso, per garantire la pace Innocenzo Cipolletta*
Il manifesto della speranza, per costruire il futuro Antonio Romano*
Un potente messaggio contro la rassegnazione Giorgio Benvenuto*
Avere regole, visione, coraggio politico Cesare Damiano*
Sfide ”improrogabili” al mondo della scuola Ivana Barbacci*
Il lavoro e l’IA hanno bisogno di più sindacato Ferdinando Uliano*
Mezza: «Una sfida agli imperi digitali» Pierluigi Mele
NOI, grazie Leone Manlio Vendittelli*
Intelligenza artificiale, lavoro e salute Marco Frey*
Disarmare l’Intelligenza Artificiale Giulio De Petra*
Un Papa che crede nell’uomo e nel futuro del lavoro Paolo Iacci*
Due evidenze e un dubbio Chiara Tintori*
Più domande che risposte Giorgio Tonini*

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