RASSEGNA CAMBIA PELLE – T.Tarquini – editoria 3/1/012

Rassegna Sindacale e Rassegna.it avviano un nuovo progetto editoriale che cambierà, migliorandolo e rendendolo più efficace, il sistema di informazione e comunicazione della Cgil. Questo progetto, che ha ricevuto il via libera della segreteria confederale, riguarda anche RadioArticolo1, la webtv Cgil (che si integrerà con la web radio), il sito della Confederazione e il suo ufficio stampa, ciascuno con la sua autonomia e specificità, ma anche con l’esplicito obiettivo – tradotto in conseguenti scelte di tipo organizzativo, economico ed editoriale – di partecipare a una identica missione: quella di portare nell’ecosistema dell’informazione del nostro paese – e attraverso di esso all’intera opinione pubblica perché lo conosca e ne tenga conto nel maturare i suoi convincimenti – il punto di vista del lavoro e del sindacato, che oggi incontra troppo spesso difficoltà nell’essere rappresentato compiutamente, e quando lo è subisce distorsioni, qualche volta persino caricature e spettacolarizzazioni non meno preoccupanti e censurabili del silenzio. Il cuore del progetto è la "crossmedialità", una nozione che affronta insieme il tema dei nuovi media e quello dei nuovi lettori (non si parla solo dei giovani che pure ne costituiscono il "tipo" più definito).

La notizia viene diffusa attraverso molteplici canali perché i destinatari (tanti e differenziati, ma pure le stesse persone, in momenti diversi della stessa giornata) sono in grado di riceverla senza preferenza da numerose emittenti, tendenti, dal canto loro, a convergere sempre più su alcune piattaforme che puntano a utilizzare in pieno le potenzialità di comunicazione e condivisione del web. Questa linea di sviluppo costringe tutti a profondi cambiamenti; impone ai media tradizionali di trovare una nuova collocazione e a quelli nuovi di cercarla, individuando una presenza che li distingua all’interno dell’impressionante e caotico flusso informativo che si distribuisce ogni minuto nella rete.

 

L’esigenza di ristrutturare il sistema informativo e di comunicazione della Cgil nasce da qui, con profili e soggetti nuovi, ma senza lasciare in disparte nessuno degli strumenti che ne hanno scritto la storia più o meno recente: semmai, ridistribuendo i compiti e mettendo insieme le forze. La "crossmedialità" riguarda, però, anche il lavoro dei giornalisti, la loro professionalità, il modo di organizzarsi e funzionare delle redazioni nelle quali tutti debbono essere in grado (e disponibili) di operare su diversi desk. Ne esce rafforzata (e non sminuita, come teme qualcuno) la qualità del lavoro, con una consapevolezza maggiore della destinazione delle news, dell’articolo, dell’audio o del video che si produce, e quindi della funzione assolutamente centrale del lavoro giornalistico, che sceglie le notizie, le spiega, le approfondisce mettendo in gioco, in questa operazione di lettura dei fatti e delle priorità, la sua credibilità, con la quale conquista il rispetto e la fiducia del lettore.

 

È un progetto necessario ma ambizioso, ed è reso più urgente dalla crisi di tutta l’informazione italiana e non solo, di cui anche i nostri media sentono gli effetti. Non si parte da zero. Negli ultimi tre anni abbiamo cominciato a ragionare in termini di sistema, disegnando una mappa nuova degli strumenti di informazione Cgil e prolabour. C’è stata qualche incertezza di troppo, e non solo per l’allucinante vicenda dei fondi dell’editoria che ha costretto la nostra cooperativa – segmento essenziale del disegno complessivo – allo stato di crisi. Non si è tuttavia mai smarrita l’idea di fondo di costruire, cogliendo le opportunità che ogni tempo – anche il più drammatico – porta con sé, un sistema editoriale e informativo moderno. Oggi siamo a un passaggio decisivo. Il nostro settimanale affronta un nuovo restyling, accentuando la sua funzione di approfondimento giornalistico e culturale sui temi del lavoro e del sindacato e meglio specificando la sua informazione di servizio, in una parola diventa più settimanale e meno quotidiano. Rassegna.it si espande e specializza rendendo più evidente il "core business" della sua informazione (già di grande qualità, come è riconosciuto dentro e fuori il sindacato) e si colloca nell’ottica di diventare, con la gradualità imposta dal rigoroso bilancio a disposizione, una agenzia di informazione del lavoro, verso cui confluirà l’attività dei diversi media (in aggiunta agli altri già ricordati, il periodico della sicurezza sul lavoro 2087) e che si avvarrà della collaborazione dell’ampia rete di giornalisti degli uffici stampa territoriali della Cgil, tutti di provata professionalità.

 

Fonte della rinnovata Rassegna.it saranno anche tutte le pubblicazioni del mondo Cgil (a cominciare dalle più prestigiose, I Quaderni di Rassegna Sindacale, La Rivista delle Politiche Sociali) ricche di argomenti di discussione da rilanciare e valorizzare, così come le analisi e i rapporti dei suoi autorevoli istituti di ricerca, cui si deve, in questi anni, la tempestiva lettura della crisi che squarcia l’economia e la società italiana. Il successo del progetto dipenderà, per una quota non marginale, dalla nostra capacità di diventare produttori di contenuti multimediali da offrire, da una parte, alle testate mainstream, che sui temi del lavoro sono in tanti casi al di sotto del minimo informativo, e da distribuire, dall’altra, attraverso i social network sollecitando partecipazione, discussione, condivisione.

 

Tutto ciò, comunque, senza dimenticare che la Cgil stessa in quanto tale è una enorme "agenzia" di informazione e comunicazione che ha nei milioni di nodi della sua rete, fatti da strutture e persone, i suoi punti più sensibili ed efficaci. È questa, del resto, la vera risorsa che con il nuovo progetto mettiamo in gioco. Alla quale noi dobbiamo appena limitarci ad aggiungere il nostro mestiere; o, meglio, la passione per il nostro mestiere e il mondo di interessi e sentimenti per il quale lavoriamo, che assegnando un orizzonte al nostro impegno ha sempre facilitato il raggiungimento dei risultati. Sarà così anche stavolta.

 

di Tarcisio Tarquini     02/01/2012

 
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