Quindici..centodue vs E1 e Israele
L’ermetico titolo si riferisce a due iniziative internazionali, inaspettate e in parte clamorose, che si sono concretizzate, in Agosto, nel cuore delle vacanze estive. La prima, riguarda la dichiarazione congiunta di 15 paesi, più la Commissione Europea, che ha definito inaccettabile la decisione del governo di Israele sul progetto E1 in Cisgiordania. La seconda, richiama la lettera congiunta senza precedenti, di 102 ex-ambasciatori francesi e inglesi che accusano Israele di pulizia etnica e propongono sette azioni sanzionatorie.
La dichiarazione congiunta internazionale dei 15 governi, più la Commissione Europea, contro la decisione del governo israeliano di avviare i bandi di gara per il progetto di insediamento E, con la finalità di dividere la Cisgiordania, è stata pubblicata il 20 agosto 2026. [1] Dichiarazione congiunta dei leader di sette Paesi sul piano di insediamento E1 in Cisgiordania – Gazzetta diplomatica

Sintesi della dichiarazione congiunta
- Iniziativa originale: Il documento è stato rilasciato inizialmente giovedì 20 agosto 2026 dai leader di un primo gruppo di grandi nazioni, tra cui Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia e Canada. [1, 2]
- Allargamento del fronte: Nelle ore successive, in particolare il 21 agosto 2026, la Commissione Europea e numerosi altri Stati (tra cui Grecia, Austria, Spagna, Australia, Nuova Zelanda, Svezia e Belgio) si sono progressivamente uniti alla condanna ufficiale, portando la coalizione internazionale di coordinamento a espandersi ulteriormente. [1, 2, 3]
- Il contenuto: I Paesi firmatari hanno definito “inaccettabili” e illegali secondo il diritto internazionale i piani edilizi nell’area E1, sottolineando come tali insediamenti compromettano definitivamente la continuità territoriale di un futuro Stato palestinese e la soluzione a due Stati
La lettera aperta firmata da 102 ex ambasciatori e diplomatici britannici e francesi è stata resa pubblica sul quotidiano britannico The Guardian e sul quotidiano francese Le Monde, sabato 22 agosto 2026. [1, 2]
Sintesi del documento
- I firmatari: La coalizione comprende 102 alti funzionari a riposo (50 britannici e 52 francesi), tra cui spiccano ex ambasciatori presso le Nazioni Unite e storici consoli generali a Gerusalemme. [1]
- I destinatari: La lettera è indirizzata direttamente al Presidente francese Emmanuel Macron e al Primo Ministro britannico Andy Burnham. [1]
- L’accusa principale: I diplomatici accusano esplicitamente il governo israeliano di attuare politiche di “pulizia etnica” nei territori occupati, denunciando la demolizione delle case palestinesi, le violenze dei coloni e la progressiva cancellazione della Palestina. [1, 2]
- Tempismo politico: La lettera è stata pubblicata solo quattro giorni dopo l’avvio formale dei bandi di gara israeliani per il controverso progetto di insediamento edilizio nell’area E1 a est di Gerusalemme. [1]
- Le richieste formali: Il testo esorta i due governi a imporre sanzioni congiunte, tra cui: la sospensione degli accordi commerciali (incluso l’accordo di associazione UE-Israele), il blocco totale del trasferimento di armi e della cooperazione militare bilaterale, il divieto di commercio con gli insediamenti e l’illegalità per i cittadini occidentali di acquistare proprietà nei territori occupati. [1, 2]
Esortano i ggoverni di Francia e Inghilterra a intraprendere azioni per sette misure politiche:
- Sostenere le decisioni della corte internazionale di giustizia e della corte penale internazionale.
- Sospendere l’accordo di associazione UE-Israele e l’accordo commerciale e di partenariato tra Regno Unito e Israele per violazione delle disposizioni in materia di diritti umani.
- Sospendere i trasferimenti di armi da e verso Israele e tutta la cooperazione militare bilaterale.
- Insistere sull’accesso illimitato agli aiuti a Gaza, guidato dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione, da altre agenzie delle Nazioni Unite e ONG internazionali, con conseguenze per la non conformità e anche per giornalisti, diplomatici e parlamentari.
- Vietare tutti gli scambi commerciali con gli insediamenti, compresi beni, investimenti, assicurazioni e altri servizi finanziari.
- Avvertire i potenziali offerenti per l’insediamento E1 “linea rossa” o altro finanziamento / costruzione di regolamento che i loro interessi in e con il Regno Unito e la Francia soffriranno.
- Rendi un reato per i cittadini britannici e francesi acquistare proprietà su terreni palestinesi rubati e rimuovere lo status di beneficenza dagli insediamenti di finanziamento di “enti di beneficenza”.
I diplomatici bilanciano le loro critiche nei confronti di Israele dicendo che i palestinesi “devono garantire che lo Stato riconosciuto da oltre due terzi del mondo sia democratico e rispettoso della legge, nonostante l’occupazione. Gaza e la Cisgiordania devono essere riunite politicamente, amministrativamente ed economicamente. La leadership politica della Palestina non è rappresentativa e disfunzionale. Le elezioni di novembre [in Palestina] devono portare al rinnovamento democratico”.
In allegato
- il testo della dichiarazione congiunta dei 15 governi più la Commissione Europea
- il testo della lettera dei 102 ex-ambasciatori inglesi e francesi come riprodotta su The Guardian;
- notizie sul progetto E1 che divide la Cisgiordania
- note su articoli recenti di Francesca Mannocchi, reporter e free lance sul fronte delle guerre e degli stermini

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