In pochi si decide prima e meglio? Spesso sono proprio i vertici a non trovare intese per mesi e mesi… e definire compromessi poco onorevoli.

Guida al Referendum a cura di Laura Melissari sul sito Internazionale

Quali benefici? Carlo Galli, su Il Mulino, inizia così “La riforma del numero dei parlamentari non nasce da ansia riformatrice, ma dal malumore anti-casta degli italiani, raccolto da una forza politica, il M5S, e da un’altra forza politica, la Lega, per indurre i grillini a stipulare l’alleanza di governo con cui si è aperta la diciottesima legislatura, e accettato infine dal Pd che, dopo aver votato contro tre volte, ha voluto indurre il M5S alla seconda alleanza, per dar vita a un governo e non andare a quelle elezioni anticipate da cui si temeva potesse uscire vincitrice la destra (…) .

“Referendum senza democrazia”, Piergiorgio Oddifredi, su La Stampa, inizia con questa constatazione. “Il referendum costituzionale del 20 settembre si avvicina, fra l’apparente disinteresse degli elettori e il reale imbarazzo dei politici. Paradossalmente, una modifica costituzionale approvata in quarta lettura quasi all’unanimità dalla Camera (553 sì, 14 no e 2 astenuti) dovrebbe essere in teoria sostenuta quasi all’unanimità dai partiti, che in pratica invece si defilano e se ne distanziano. Stanno infatti venendo al pettine i nodi non risolti di quest’ennesima revisione costituzionale raffazzonata, che segue degnamente la via segnata dalle precedenti “(…).

Tito Boeri e Roberto Perotti, sul sito la voce.info, riassumono le motivazioni in “Perché un Parlamento più piccolo funziona meglio” e iniziano così “Non è vero che con la vittoria del “sì” l’Italia avrebbe il minor numero di parlamentari per abitante fra i paesi europei. E se il loro numero diminuisce è più facile monitorarne attività e partecipazione alla vita della camera cui appartengono. Una statistica fuorviante Un recente dossier del servizio studi di Camera e Senato viene spesso citato dai sostenitori del “no” al referendum sul taglio dei parlamentari per mostrare che, dopo la riforma, l’Italia avrebbe il minor numero di deputati per abitante fra i paesi europei. Ma questa statistica è fuorviante per due motivi. (…)

Enzo Paolini, su Il Manifesto, in Referendum, tutte le ragioni del Sì per votare convintamente No” evidenzia i tre punti principali del Sì ( si risparmia, si rende più snello e efficiente il funzionamento, la nuova legge elettorale), li contesta per motivare il suo No.

Luciano Canfora in “Tagliare e la più stupida delle riforme” su La Repubblica, motiva questa sua drastica affermazione e per quanto riguarda il problema di contenere i costi del Parlamento afferma “Meglio ridurre gli stipendi che il numero dei rappresentanti”.

Gianfranco Pasquino, in Meno parlamentari, meno efficienza” ribalta le motivazioni dei Sì “Coloro che voteranno “sì” alla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari, poiché vogliono un Parlamento più efficiente con meno parlamentari per fare più leggi e più rapidamente, sbagliano alla grande almeno su due punti assolutamente discriminanti (…)”. 

Sul Referendum, potete leggere altri interventi, pubblicati il 26 luglio, con questa introduzione. La politica proposta quotidianamente sui media (TG, giornali, social, talkshaw) è confezionata sostanzialmente sul cosiddetto “panino”, intendendo per questo un companatico fatto dalle dichiarazioni di giornata dei principali esponenti politici (TV e partiti), con in primo piano i tradizionali abbonati alla citazione e/o immagine televisiva! A prescindere se la prima dichiarazione che innesca il “panino” sia una bischerata o sia l’ennesima riproposta di un argomento trito e ritrito (es. Mes Sì o no). Così il “panino” mette nell’ombra, se non nel dimenticatoio, temi di rilevanza come il referendum sul taglio dei parlamentari (vedi articoli  di GianGiacomo Migone e Franco Astengo), la nascita della rete ecosolidale (v.Daniela Preziosi), l’Europa oltre i ristretti confini della sinistra (v.Luciana Castellina).

1 commento
  1. GIULIO COMETTO
    GIULIO COMETTO dice:

    ALLA REDAZIONE DI SINDACALMENTE
    Mi permetto di far notare che in questa panoramica di opinioni sulle ragioni del SI e del NO alla riduzione del numero dei parlamentari contenuta nel Referendum confermativo, votata a stragrande maggioranza da questo Parlamento circa un anno fa, che le ragioni del SI, a dispetto di quello che dicono i sondaggi,a favore del SI , sono nettamente minoritarie rispetto alle ragioni del NO..
    Tra l’altro In questi giorni illustri giuristi e costituzionalisti si sono espressi a favore del SI, ignorati da grande parte dei giornali italiani,, evidentemente schierati per il NO,, anche se questo,, come è già successo in passato può essere, a seconda di come la pensiamo di buon o cattivo auspicio per la vittoria, in questo caso del SI
    Cordialmente
    Giulio Cometto

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