Ilvo Diamanti pubblica periodicamente “Mappe”. L’ultima è “La solitudine del sindacato” su La Repubblica del 31 agosto. Riporta sondaggi sul sindacato. Dal 2009 al 2015, infatti, la quota di popolazione che esprime (molta o moltissima) fiducia nella Cgil è scesa di circa 13 punti. (Da qui in poi: dati di sondaggi Demos-Coop). Dal 37% al 24%. Mentre la Cisl è passata dal 28% al 20%. È interessante osservare, inoltre come il clima d'opinione peggiori proprio nella base naturale del sindacato. Gli operai. Fra i quali il grado di fiducia verso la Cgil è ridotto al 21,3%. Verso la Cisl e Uil: al 18,7%.

Ricorda le recenti pesanti critiche che giungono dall’esterno del sindacato (Matteo Renzi, Giorgio Squinzi) ma segnala anche il disagio che proviene dal corpo degli iscritti e dai lavoratori che si rappresentano. Scrive. Ma le occasioni di polemica hanno, spesso, origine tutta interna al sindacato. Come dimenticare le perplessità (per non dir di peggio) sollevate dalla pensione percepita dal precedente segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni? Oltre 8 mila euro lordi al mese. Conseguenti a uno stipendio salito, negli ultimi anni (non per caso), da 118mila a 336mila euro. Ma anche le retribuzioni di altri dirigenti nazionali della Cisl sembrano (un poco…) "esagerate". Il segretario nazionale dei pensionati, per esempio, incassa più di 200mila euro lordi l'anno. Tutto regolare, sicuramente. Ma parecchio, se pensiamo a questi tempi "magri" per i lavoratori. E i pensionati.

Unico a pagare, in questa vicenda penosa: Fausto Scandola, il sindacalista veronese "colpevole" di aver denunciato i (mis)fatti. Espulso per aver leso – lui, non i dirigenti ultra pagati – la reputazione della Cisl. Così si spiega la reazione di Gigi Manza, vicentino, dirigente della Cisl Scuola, oggi in pensione. Il quale, dopo oltre 50 anni di militanza, comunica, pubblicamente: «Ho deciso con amarezza di ritirare la mia adesione alla Cisl, sperando di ritornarvi quando rinascerà il sindacato dei lavoratori che ho conosciuto, perché ce n'è bisogno». Non credo, peraltro, che si tratti di un caso isolato.(…)

Il fatto è che tra i cittadini e i lavoratori si è fatta largo la convinzione che il sindacato serva soprattutto a chi ci opera. Ai sindacalisti. In primo luogo: ai gruppi dirigenti.

Tuttavia, non credo vi sia di che rallegrarsi. (…) Perché il sindacato è "servito" a tutelare gli ultimi e i penultimi. Quelli che da soli non ce la possono fare. E, per difendersi, hanno bisogno di unirsi agli altri, che condividono la loro condizione. Ormai non è più così. Il sindacato rappresenta i garantiti. Mentre la questione dei "diritti", posta da un grande leader sindacale come Bruno Trentin, – ha osservato Bruno Manghi –  è «brandita per la difesa della rivendicazione specifica, mai per quelle altrui». Ma a quel punto "i diritti" perdono valore. E ciò costituisce un problema. Per i lavoratori, per gli "esclusi", ma anche per il sindacato.

Tuttavia, non hanno di che rallegrarsi nemmeno Squinzi e Confindustria. Il "sindacato degli imprenditori" ha perduto a sua volta credito. Dal 32,9% nel 2009 al 25,2% registrato alcuni mesi fa. (E quando si utilizza esplicitamente la denominazione "Confindustria" i valori scendono ulteriormente.) Le polemiche e le tensioni, comunque, si sono allargate anche all'interno. Molte imprese  –  soprattutto le più grandi – si "tutelano" e si rappresentano sempre più da sole. A partire dalla Fiat di Sergio Marchionne. "Il tempo è scaduto anche per Confindustria", ha affermato Alessandro Barilla due anni fa.

Conclude Ilvo Diamanti. Neppure questa, però, è una buona notizia. Per nessuno. Perché, nell'epoca dei partiti personali e personalizzati, al tempo dei partiti senza società, dove avanzano leader "soli" e da "soli": la burocratizzazione del sindacato e delle organizzazioni imprenditoriali, lascia i cittadini ancora più "soli". Più lontani dalla politica e dalle istituzioni.

Così, senza mediazione e mediatori, la democrazia rappresentativa diventa sempre più incolore.

Una parola insignificante.

In allegato il testo completo dell’articolo

 

Allegato:
la_solitudine_del_sindacato_diamanti.doc

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