• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

LA SCUOLA CENERENTOLA – B.Simili – dibattito elettorale

La scuola, la vera emergenza: in Italia, anche il pessimo stato dell'edilizia scolastica è prova della scarsa attenzione rivolta al sistema formativo, quasi del tutto assente del resto nel dibattito elettorale. Sono trascorsi ormai più di dieci anni da quando, il 31 ottobre del 2002, crollò l’edificio che ospitava la scuola elementare di San Giuliano di Puglia, l’unico a cedere di schianto durante il terremoto del Molise.Quel giorno a scuola, con i quattro insegnanti e i due bidelli, c’erano cinquantotto bambini.Ventisette, insieme a un’insegnante, morirono. Sei anni dopo, a Rivoli. Questa volta senza scosse di terremoto, crollò il soffitto dell’aula di un liceo scientifico, il Darwin, e lì perse la vita David, diciassette anni, in classe insieme ai suoi compagni della quarta A.

Il ministro dell’Istruzione di allora, la non dimenticata Mariastella Gelmini, parlò di “tragedia incomprensibile”. Ma sono poche, in questo nostro Paese che rincorre sempre le stesse “emergenze”, le cose davvero “incomprensibili”. Come nel caso dell’edilizia scolastica, dove le emergenze sono ben note, almeno da quando, nel 1996, venne istituita un’Anagrafe apposita (a tutt’oggi in verità non ancora completa).

Qual è, quattro anni dopo la tragedia di Rivoli, lo stato dell’edilizia scolastica in Italia? Resta pessimo, nonostante i finanziamenti che di tanto in tanto arrivano (l’ultimo, pari a 111 milioni e 800mila euro, è contenuto nel DM del 3 ottobre 2012) ma di cui spesso si perdono le tracce. Con le consuete, enormi differenze territoriali, soprattutto tra Nord e Sud, lo stato delle scuole frequentato dai nostri bambini e ragazzi resta in larga parte pessimo. Come riporta la XIII edizione di “Ecosistema scuola”, si tratta di “un patrimonio edilizio vetusto che per quasi il 60% è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica [1974, N.d.R.], che per il 33,70% si trova in aree a rischio sismico e per il 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico; e che gli enti locali proprietari dichiarano che per quasi il 36% ha necessità di interventi di manutenzione urgenti”. La prima necessità rimane ancora quella della messa a norma: quasi metà degli edifici “non possiede le certificazioni di agibilità e sono ancora tantissime, più del 65%, le scuole che non possiedono il certificato di prevenzione incendi”.

Anche questa è crisi della scuola, messa in dubbio del mandato costituzionale, conferma dei presupposti che continuano a fare del nostro sistema formativo uno dei più arretrati. Come sempre con le eccezioni, certo. Ci sono le “eccellenze”, di cui di tanto in tanto ci vantiamo. Ma nel complesso, al di là dell’aspetto fondamentale legato alla sicurezza, anche i dati concretissimi relativi allo stato di cattiva manutenzione se non di vero e proprio abbandono di molte classi, delle palestre, dei cortili confermano un’attenzione del tutto insufficiente (per usare un eufemismo) verso la prima delle priorità di qualsiasi azione di governo responsabile.

La scuola è nei programmi elettorali, certo. Ma spesso e volentieri resta sfumata nelle indicazioni di principio, sacrosante ma largamente insufficienti. E resta, soprattutto, al di fuori del vorticoso dibattito elettorale di queste settimane. E ciò, senza pregiudiziali di alcun tipo, non può che portare a mettere in dubbio che il funzionamento del nostro apparato formativo possa costituire un problema centrale per il governo che verrà, a differenza di quanto accade nei Paesi che ci piace citare come esempio per molti altri aspetti della vita pubblica. In uno Stato declinante, alla ricerca di nuova legittimità ma ancora preda delle peggiori cattive intenzioni di una larga fetta della classe politica, niente può davvero essere ricostruito senza un investimento serio e programmato, anche di lungo periodo, su un sistema formativo che appare ogni anno più debole e la cui debolezza viene confermata da tutte le evidenze empiriche.

Se chi si candida a guidare la prossima legislatura ne tenesse conto e ne parlasse in campagna elettorale con argomenti convincenti, saremmo un passo avanti. Se si abbandonassero stili di comunicazione demagogici come quelli ostentati dal governo uscente, che per promuovere la scuola pubblica ricorse a spot patinati come quello della campagna “Porta a scuola i tuoi sogni” raccontando una scuola che non esiste, famiglie, studenti e insegnati, almeno, non si sentirebbero presi in giro.

Bruno Simili, 21 gennaio 2013  da www.rivistailmulino.it

 

 

21/01/2013/0 Commenti/da
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 2013-01-21 08:15:002013-01-21 11:33:46LA SCUOLA CENERENTOLA – B.Simili – dibattito elettorale
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Neo-schiavismo a Milano
  • Tanti al “concertone” e poi…
  • Indice Ipca e carrello della spesa

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: MALI: UN NUOVO AFGHANISTAN? – T.Ferigo – globalmondo Collegamento a: MALI: UN NUOVO AFGHANISTAN? – T.Ferigo – globalmondo MALI: UN NUOVO AFGHANISTAN? – T.Ferigo – globalmondo Collegamento a: MEGLIO SOLI CHE MAL ACCOMPAGNATI? – M.Dellacqua – recensione Collegamento a: MEGLIO SOLI CHE MAL ACCOMPAGNATI? – M.Dellacqua – recensione MEGLIO SOLI CHE MAL ACCOMPAGNATI? – M.Dellacqua – recensione
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy