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INVITO A TUTTI VOI CHE CI LEGGETE – redazione allargata – 24/1/11

Noi continuiamo. Voi sostenetici. Aiutatateci con scritti ed estendendo i collegamenti. Passate parola. Come proseguire per migliorare ed estendere l’attività di Sindacalmente? Su quali temi offrire un’informazione che solleciti il senso critico? Con quali criteri ordinare la messa in rete degli articoli per sollecitare l’interesse e l’iniziativa? Cioè dare forza al nostro primario scopo: fare riprendere l’unità d’azione, passo dopo passo, a partire da dove è deflagrata. A Torino, alla Fiat, a Mirafiori. Il tipo di rottura che si è determinata, oltre ai dissensi sul merito, sta trascinando il discredito e la disistima tra dirigenti sindacali, Rsu e militanti di base.

Un danno quest’ultimo che può permanere a lungo. L’obiettivo dell’unità è lontano e per questo dobbiamo rimetterci subito in cammino. Lunedì 17 gennaio ci siamo ritrovati a discutere di questo nella redazione allargata di Sindacalmente. E’ stato un’incontro proficua al termine del quale abbiamo precisato alcune priorità per i prossimi aggiornamenti del nostro Sito Web. Insistere nella strada che abbiamo intrapreso, ricercare nuovi collegamenti, sviluppare e migliorare quel «tipo d’informazione» che aiuti ad individuare i punti deboli e quelli di forza, presenti nelle tesi, nelle strategie, nelle elaborazioni di ogni forza sindacale. Non un generico dare un colpo a destra ed uno a sinistra. Ma svolgere un ruolo di stimolo a riflettere con maggior rigore su quelle linee strategiche e tattiche che Cisl, Cgil, Uil ( e Fim, Fiom,Uilm)  propongono con ostentata sicurezza e che così profondamente dividono i lavoratori.

 

Per meglio farci capire ricordiamo una sequenza di quel bel film con Robin William “L’attimo fuggente” quando il professore per abituare i suoi allievi al senso critico, all’autonomia di pensiero e di giudizio che richiede spesso un qualcosa di trasgressione al conformismo, li sospinge con determinazione a salire sui banchi della loro aula. Gli allievi sono perplessi ma alla fine provano di fronte all’insistenza di quel docente alternativo che vuole abituarli ad « osservare da un punto di vista diverso». L’aula nel caso, ma ogni accadimento della vita.  

 

Ci siamo assunto l’impegno di proseguire la discussione per intanto nei prossimi aggiornamenti ritorneremo sulle conseguenze del “ciclone” Marchionne e la divisione dei sindacati.

 

In particolare vorremmo affrontare da più punti di vista le caratteristiche della globalizzazione e le conseguenze che comporta per le multinazionali (capitale e progetti) e per i lavoratori ( salari e condizioni di lavoro). Ovvero conoscere e capire le grandi questioni che stanno alla base del continuo rincorrere sindacale e della non tenuta dell’unità dei lavoratori dei sindacati. Sorretti da queste analisi insisteremo per raccogliere informazioni sulla Fiat in Europa (Polonia, Serbia, Turchia) per sollecitare l’iniziativa sindacale a ricercare ( chiamando in causa la la Federazione Europea Metalmeccanici – Fem)  una convergenza dei sindacati per quanto riguarda l’utilizzo impianti e straordinari. Un primo passo. Altro versante di problemi europei per ridare forza al lavoro riguarda l’iniziativa ( chiamare in campo deputati europei) per contenere il cosiddetto dumping sociale tra i paesi europei, cioè le diverse normative per la sicurezza sanitaria, per la previdenza. Ed un terzo ordine di problemi riguarda la tassazione dei salari e delle imprese.

 

E poi? Fare informazione sul grande assente, la mancanza di un piano di sviluppo per il nostro paese, un piano industriale ed in esso un progetto per l’auto in Italia, o meglio per una mobilità sostenibile. Riprendere gli articoli di Guido Viale ed altri.

 

E poi ancora, raccogliere i diversi ( e contrapposti) commenti all’accordo di Mirafiori, e quelli che hanno contrassegnato con il termine “responsabilità” la vittoria del Sì referendario e con la parola “dignità” la sconfitta del NO, che ha raggiunto numeri ben elevati. Questi termini sono stati una sorta di lente di lettura dei commentatori per individuare le identità collettive che si sono contrapposte. Si è fatto ricorso anche a ben altri termini…!

 

Continueremo a ricercare ed ordinare notizie sul modello sindacale Usa ( un sindacato che raccoglie poco più del 7%, presente qua e là in grandi aziende) ) e su quello tedesco, a partire dall’auto. Siamo convinti che il sindacalismo italiano, se ricompone la sua unità, ha molto ancora da dire anche perché l’esempio del sindacalismo Usa ( a cui s’ispira Marchionne) non è così eclatante.

E poi…farci conoscere sui luoghi di lavoro per alimentare il Sito con una rete dal basso, da chi ha un lavoro stabile, precario o sta da molto tempo in cassaintegrazione. Da chi un lavoro non c’è la più o la mai trovato.

 

Nel breve cercheremo di portare a confronto Fim, Fiom e Uilm Torinesi sul tema della rappresentatività, del referendum per certificare un contratto con validità erga omnes, per un sistema elettivo delle Rsu e di utilizzo delle assemblee retribuite.

 

Vorremo anche dare continuità a servizi per le primarie per la scelta dei candidati sindacia a Torino, individuando, se possibile, le diversità programmatiche e di rapporti che si voglioni sviluppare con i cittadini.

 

Ai nostri lettori chiediamo di darci una mano. Bisogna trovare più persone disposte “a remare” con Sindacalmente per la direzione qui indicata. La meta è lontana, per questo bisogna mettersi subito in marcia. Si può.

 

La Redazione di Sindacalmente

 

 

 
25/01/2011/0 Commenti/da
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