• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
redazione
Sindacato italiano

Dopo 7 anni…!

Incontro del 26 giugno tra Confindustria e Sindacati dopo sette anni. Si è parlato di lavoro, dei salari e del caro vita e caro energia, della sicurezza, del rinnovo dei contratti e della rappresentanza, della politica industriale e del costo dell’energia e altro. Un lungo elenco. Ma non esiste ancora una piattaforma unitaria di Cgil,Cisl e Uil: è urgente ridefinire un percorso di unità d’azione.

Da una nota di Prendere parola https://www.prendereparola.it/2025/07/04/dopo-7-anni-riparte-un-confronto-tra-confederazioni-e-confindustria/ scritta sulla base di dichiarazioni rilasciate dopo l’incontro si legge << In questa estate rovente che ben evidenzia che la crisi climatica è una realtà e non una fisima di studiosi e ambientalisti, anche sul fronte delle relazioni sociali qualcosa si “scongela”, come l’importante l’incontro tra Confindustria e le confederazioni sindacali che si è svolto il 26 giugno a Roma dopo tanto tempo di vuoto relazionale [1] ci si rimettere a confrontarsi su temi importanti per i lavoratori e per il paese. Ma attenzione: non tutto è oro quel che luccica. Dietro la facciata di un dialogo riaperto si nascondono e non sono superate le profonde divergenze tra le sigle sindacali, e se non verranno mediate rischieranno di rallentare o far fallire il confronto. Di seguito una schematica sintesi dell’identità delle Confederazioni.

CGIL: LINEA CONFLITTUALE E NEGOZIALE

La CGIL, guidata da Maurizio Landini, ha scelto una linea netta: alzare la voce, portare il conflitto sociale dentro e fuori dai tavoli, denunciare il sistema degli appalti, rilanciare la battaglia per la sicurezza e pretendere regole certe sulla rappresentanza sindacale. Nella discussione avviata al tavolo romano, la CGIL ha riproposto con forza:

  • l’abolizione degli appalti selvaggi, restituendo la piena responsabilità alle aziende capofila;
  • un sistema nazionale di certificazione della rappresentanza sindacale per evitare accordi a ribasso firmati da sigle con chi ha pochi iscritti, i cosiddetti contratti pirata.
  • sanzioni serie per chi viola le norme sulla sicurezza sul lavoro.

Una linea che punta a ridare al sindacato un ruolo di mobilitazione continua, con i rischi conseguenti.

CISL: IL DIALOGO COME PRIORITÀ

La CISL, oggi guidata da Daniela Fumarola, adotta un’altra postura: la priorità è mantenere il confronto con le imprese e con il governo, anche a costo di fare rilevanti-compromessi sul merito delle richieste avanzate. Su alcuni punti, la distanza con la CGIL è evidente:

•  sugli appalti, la CISL non chiede l’abolizione ma una regolazione più severa, lasciando spazio alla flessibilità della contrattazione articolata, che nel caso della catena degli appalti e sub appalti – ricordiamo – è risulta debole e precaria;

•  sulla rappresentanza, è tuttora sfuggente: Luigi Sbarra ha difeso l’autocertificazione degli iscritti, il mix iscritti e voti delle RSU previsto nel Patto della fabbrica del 2018, e poi una norma legislativa per la validità erga omnes dei contratti firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative;

•  sulla sicurezza, spinge per la prevenzione più che per la logica sanzionatoria.

Per la CISL, il metodo concertativo resta fondamentale: privilegio del tavolo negoziale con una crescente refrattarietà a sostenerlo con mobilitazioni e assemblee dei lavoratori. Occorre però che venga evitata la grande illusione che il conflitto sia superabile, anche in uno schema partecipativo la differenza degli interessi tra chi possiede la proprietà e chi offre le sue capacità lavorative resta ed è insuperabile. Gli interessi, anche in uno schema partecipativo continuano a permanere, sono per loro natura conflittuali, il problema è come governare il conflitto evitando che dia vita a forme violente.

UIL: POSIZIONE INTERMEDIA, MA ATTENTA ALLA CONCRETEZZA

La UIL, con Pierpaolo Bombardieri alla guida, si muove in bilico tra i due poli. Spinge perché si trovino risposte concrete per i lavoratori, ma evita sia i toni di rivolta sociale di Maurizio Landini sia la ritrosia alla mobilitazione della Cisl guidata da Sbarra che è auspicabile non prosegua con la neosegretaria Daniela Fumarola.

•  Sugli appalti, chiede più tutele e insiste sul reato di omicidio per le morti sul lavoro;

•  sulla rappresentanza, è favorevole a una regolazione ma vuole criteri chiari e condivisi;

•  sulla sicurezza, punta su formazione, vigilanza e assunzione di responsabilità.

La UIL resta attenta alla base, specie nei settori privati, ma mira a giocare un ruolo negoziale forte.

CONTRATTI: SI RIAPRONO LE TRATTATIVE CON TANTI RISCHI …

Dell’incontro del 25 giugno sottolineiamo i commenti positivi, seppure con accenti diversi, di tutti i partecipanti al tavolo; il lungo elenco di temi discussi (politiche industriali, salute e sicurezza sul lavoro, dazi, Europa, relazioni industriali, rappresentanza, contratti, salari, energia, crisi industriali, e altro ancora. Si è dichiarato che sui temi condivisi sarà costruito un percorso di incontri per analizzarli, si definirà un’agenda per i prossimi appuntamenti. Auspichiamo che – dopo tanto ottimismo – non si rimandi la definizione dell’agenda a settembre!

Il tema più immediato che può segnare un passo di unità – oppure dividere ancora di più – è quello dei rinnovi contrattuali, con al centro la difficile vertenza dei metalmeccanici e la crisi di importanti settori della manifattura.

Al di là dei linguaggi dei leader Cgil, Cisl e Uil su come aggettivano gli aumenti salariali la posta in gioco sta nel definire aumenti e provvedimenti governative che salvaguardino per un verso il potere d’acquisto dei lavoratori e per l’altro le aziende dalla spirale inflattiva determinata, in questi anni e tutt’ora, dai costi dell’energia che si scaricano sul carrello della spesa e sui costi e bilanci delle aziende. Le tre Confederazioni sono convinte che vada rivisto l’IPCA che condiziona i rinnovi contrattuali senza conteggiare il tasso dell’inflazione importata per l’energia?

Il Presidente della Confindustria Orsini, ha aperto uno spiraglio, promettendo pressioni su Federmeccanica per riaprire i tavoli. Ma senza un fronte sindacale compatto e unitario su quanto richiamato sul costo dell’energia, il rischio è la divisione o i rinvii.

DIALOGO APERTO, MA SENZA ILLUSIONI

La verità? Tante buone intenzioni, e ciò è un fatto positivo. Ma non si è risolto ancora nulla. Il tavolo è stato importante, ma il vero banco di prova sarà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, quando si parlerà di proposte concrete su:

  • sicurezza sul lavoro.
  • politiche salariali e decisioni per la salvaguardia del potere d’acquisto
  • politica industriale e costo dell’energia in Italia[1] 
  • relazioni industriali, regole della rappresentanza, norme erga omnes

Senza un fronte sindacale unito – o almeno capace di convergere sui temi chiave il rischio è restare spettatori mentre il governo e le imprese decidono tra loro.

Giorgia Meloni finora ha saputo parlare con Confindustria e con pezzi del sindacato. Ma il lavoro non si tutela con i selfie, con le strette di mano e i tanti bonus.

È IL MOMENTO DEL RILANCIO DELL’UNITA’ D’AZIONE

La domanda che ora si pone alle Confederazioni è molto semplice: si vuole continuare come si è fatto finora, solo commentare le scelte altrui o essere protagoniste?

Servono scelte chiare. Serve una piattaforma discussa con le RSU e sui luoghi di lavoro. Servono priorità definite e condivise con i lavoratori e le lavoratrici. Se ora non è possibile l’unità sindacale almeno l’unità d’azione è necessaria come l’aria che si respira.

I lavoratori e le lavoratrici sono stanchi di aspettare. Il tempo del rispecchiarsi nell’identità di ogni singola organizzazione ha fatto il suo tempo con scarsi risultati per i lavoratori.



[1] Dal 2018, con la firma del “Patto della fabbrica”, Cgil, Cisl e Uil e la Confindustria hanno operato congiuntamente solo per il protocollo del Covid, che tenne aperte le fabbriche impedendo che si fermasse davvero tutta l’Italia. In seguito nessun tentativo serio di confronto è stato veramente esplorato. Da allora si sono avvicendati più governi: Gentiloni, Conte uno, Conte due, Draghi, Meloni- mentre i sindacati celebravano i loro congressi e cambiavano leadership, cosi come la Confindustria vedeva passare tre presidenti. Il tutto senza che mai le parti sociali tornassero a parlarsi davvero

[1] Il MWh in Francia è di 65 euro, in Spagna 80, in Italia oltre 180 euro. E poi esiste il nodo del disaccoppiamento del prezzo del gas da quello dell’elettricità. Serve unità tra i sindacati in Italia e come pure con la CES in Europa.

ARTICOLI CORRELATI

Riaperto il confronto_Mascini_Penelope_DdLDownload
Confindustria e Sindacati riparte il confronto_Pogliotti_Il SoleDownload
Dopo i referendum per favore l’unità sindacale_MoreseDownload
Perché é così importante il contratto Federmeccanica_Di VicoDownload
14/07/2025/0 Commenti/da redazione
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2025-07-14 13:38:012025-07-15 09:59:22Dopo 7 anni…!
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Neo-schiavismo a Milano
  • Tanti al “concertone” e poi…
  • Indice Ipca e carrello della spesa

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: Aumenta il salario minimo in Germania Collegamento a: Aumenta il salario minimo in Germania Aumenta il salario minimo in Germania Collegamento a: Aree interne, addio…!? Collegamento a: Aree interne, addio…!? Aree interne, addio…!?
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy