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Chi è, cosa vuole Thiel

“AI, il pericoloso piano di Peter Thiel” così titola il Dataroom di Milena Gabanelli e Massimo Gaggi  sul Corriere della Sera  2 Mar 2026. Peter Thiel è l’ideologo più influente negli Usa che antepone la tecnocrazia alla tradizionale democrazia liberale occidenttale. Il suo piano: l’’intelligenza artificiale che governa il mondo. Ha un patrimonio di 25 miliardi, suoi uomini sono nel governo Trump. Con Palantir fa sorveglianza di massa: ha contratti in 40 paesi. Paventa l’arrivo dell’anticristo.

<< Quando si parla dell’influenza dei big della tecnologia Usa in politica, si pensa sempre a Elon Musk, per l’enorme ricchezza, il ruolo di punta avuto per mesi nel governo Trump, il peso geopolitico della rete satellitare Starlink. In realtà c’è un altro imprenditore miliardario della Silicon Valley che sta avendo un ruolo ben più stabile e penetrante: Peter Thiel. Di lui si parla meno perché, amante della segretezza, preferisce muoversi nell’ombra. Compagno di strada, ma anche avversario di Musk (nel 2000 hanno costruito insieme Paypal, poi la rottura, nel 2024 si sono ritrovati per sostenere Trump) è stato meno notato dal grande pubblico anche per motivi oggettivi: non finanzia Trump, non si fa vedere al suo fianco, e la ricchezza personale, benché enorme, lo colloca nelle retrovie. Ha chiuso il 2025 con un patrimonio di circa 25 miliardi di dollari, col quale Forbes lo mette al 40esimo posto tra i miliardari Usa.

L’ideologo nell’ombra

I motivi di fondo per i quali di Thiel si è parlato poco sono, però, quelli che lo rendono il personaggio più influente. E anche potenzialmente pericoloso per il sistema democratico americano, che considera incompatibile con la libertà. Per lui la libertà è soprattutto quella dell’imprenditore. E deve essere assoluta. Giudica i sistemi parlamentari obsoleti: meglio un governo di tecnocrati competenti assistiti dall’intelligenza artificiale che l’estenuante ricerca di compromessi.

Considera la concorrenza devastante per il progresso tecnologico. Meglio i monopoli. Questa è l’ideologia sviluppata fin dai tempi dell’università (anni Ottanta). Dopo le lauree alla Stanford University in filosofia e giurisprudenza ha lavorato nei tribunali, nella finanza per Credit Suisse e a Washington come assistente parlamentare. Quando è giunto alla conclusione che navigando nel mondo amministrativo e della giustizia non avrebbe potuto soddisfare la voglia di cambiare il mondo e arricchirsi, è approdato nella Silicon Valley.

Al contrario degli altri miliardari delle Big Tech, che cercano soprattutto vantaggi economici per le loro aziende, lui è un ideologo con una precisa agenda politica: l’instaurazione di un regime tecno-autoritario. Aveva già provato a imporla 10 anni fa quando si schierò, unico nella Silicon Valley, a fianco di Trump, che dopo l’elezione se lo portò alla Casa Bianca. Ben presto liquidato: premeva per misure liberticide che apparvero troppo radicali al Trump del primo mandato.

I suoi uomini alla Casa Bianca

Stavolta Thiel è tornato in politica in modo più programmato. I soldi li ha usati per finanziare le campagne elettorali dei suoi uomini di riferimento nella destra. Soprattutto JD Vance, una sua creatura: ha lavorato nel fondo d’investimento di Thiel che, poi, ha sborsato 15 milioni di dollari per farlo diventare senatore dell’ohio. Infine Thiel, insieme a Musk, ha convinto Trump a scegliere Vance come vice. Oggi è il suo uomo per il futuro dell’america. Ce l’ha fatta anche a mettere radici nell’amministrazione Trump piazzando i fedelissimi nei nodi che lui considera cruciali: Jacob Helberg, sottosegretario per la crescita economica, energia e ambiente; Jim O’neill, viceministro della Sanità; Michael Kratsios, direttore dell’ufficio per le politiche scientifiche e tecnologiche; David O. Sacks, consigliere speciale per le criptovalute e Intelligenza artificiale. Mentre Shyam Sankar, da capo ufficio ricerche di Palantir è diventato consulente al Pentagono. Thiel conta molto sul ruolo strategico delle sue imprese: soprattutto Palantir.

La potenza di Palantir

Palantir è il cuore del sistema: una sofisticatissima piattaforma di raccolta e analisi dei dati estesa a tutti i campi. Thiel l’ha fondata nel 2003 con un ristretto gruppo di amici di provata fede: Nathan Gettings, Joe Lonsdale e Stephen Cohen, e il compagno d’università Alex Karp, tuttora amministratore delegato.

L’azienda attrae l’attenzione della Cia, sempre alla ricerca delle tecnologie di osservazione e spionaggio più avanzate, e con la start up In-q-tel diventa socio di minoranza di Palantir, che in questo modo acquista credibilità davanti ai governi. E si vede aprire gli archivi del governo americano. Palantir ha sviluppato negli anni potenti strumenti di analisi di quantità sterminate di dati, pubblici e segreti. Con la sua capacità di incrociare informazioni tratte da un gran numero di fonti (patenti, assistiti con la sanità Medicaid, informazioni commerciali, acquisti online o con carta di credito, dati fiscali, cellule telefoniche e Gps per individuare percorsi, lettura di targhe e molto altro), Palantir fornisce strumenti di analisi, ma anche predittivi al Pentagono, alla Cia, Fbi, Nsa, forze armate e servizi segreti di Paesi alleati, a partire da Israele, a cui fornisce il sistema che individua i bersagli da colpire a Gaza. Nella società americana l’Ice fa un uso a tappeto di questa piattaforma per individuare persone sospettate di essere immigrati clandestini, incrociando dati sui loro comportamenti.

I clienti

Palantir non rivela come funziona la piattaforma e dove viene impiegata la sua tecnologia, ma afferma che è stata essenziale in funzione antiterrorismo. Non ci sono conferme, ma si ritiene che molte missioni, da quella con la quale gli americani hanno eliminato Osama bin Laden, al colpo inferto dai servizi israeliani alla dirigenza hezbollah in Libano facendo esplodere simultaneamente i cellulari di centinaia di capi, siano state basate su tecnologia Palantir.

Sistemi utilizzati anche dalle agenzie sanitarie: da Fda al Servizio sanitario pubblico inglese per la gestione dei dati clinici. La società ha contratti di fornitura con industrie di 40 Paesi: dal gruppo farmaceutico tedesco Merck, alla francese Sanofi, Boeing, Airbus, Google, Walmart, Nvidia, Ferrari, Unicredit.

E i profitti di Palantir crescono, così come il potere di Thiel. Quando un software diventa indispensabile in settori cruciali, smettere di usarlo è complicato. E se uno Stato o le sue istituzioni basano le decisioni su quel software, chi lo fornisce ha un peso reale sulla scelta.

Il futuro della guerra

La società di venture capital di Peter Thiel, Founders Fund, è l’investitore di riferimento di Anduril, la start up che sviluppa armi autonome, governate dall’intelligenza artificiale. Ma anche azionista di Anthropic, il cui sistema di Ia Claude può essere usato per sviluppare armi in grado di uccidere senza controllo umano. Scenario a cui il ceo di Anthropic Dario Amodei ha detto no, rimettendoci i contratti con Pentagono. Founders Fund finanzia Arkham intelligence, una piattaforma che fonde la tecnologia blockchain con la sorveglianza: lo scopo è quello di identificare chi c’è dietro ai portafogli digitali per trasformare le informazioni in prodotti commerciali.

«Nella logica di Thiel la privacy è una risorsa, chi la controlla detiene il potere», scrive Luca Ciarrocca in L’anima nera della Silicon Valley (ed.fuoriscena).

Attraverso un labirinto di veicoli societari investe in Seasteading Institute, che promuove comunità autonome per ricchi fuori dalla sovranità statale, nel mezzo dell’oceano. In Unity Biotecnologies finanza progetti legati a terapie geniche per allungare la vita fino a 120 anni.

Ossessioni e Anticristo

Fin dal 2006 Thiel ha creato attraverso una sua fondazione, Dialog, un cenacolo nel quale periodicamente si riuniscono per discutere nella più assoluta segretezza (chi ha rotto questo vincolo è stato estromesso) un centinaio di esponenti influenti di vari mondi: politici, uomini d’affari, tecnologi, giuristi. Ossessionato dalla sicurezza, è diventato cittadino anche della Nuova Zelanda perché pensa che, in caso di vittoria del Sud del mondo, queste isole lontane e autosufficienti, potrebbero diventare l’ultimo rifugio per i miliardari dell’occidente. L’ultima ossessione è quella paventata nelle sue recenti conferenze segrete: l’arrivo dell’anticristo. Capire chi è Thiel, più che una curiosità, è una necessità.>>

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  • Il tecno-filosofo Thiel in Italia per parlare dell’Anticristo –  di Sergio Giraldo – La Verità 9 Mar 2026 – Tre giorni di lezioni blindatissime a Roma tra il 15 e il 18 marzo. Peter Thiel, il tecnofilosofo tedesco che ha conquistato gli Usa con i suoi miliardi e con la sua visione sulla democrazia, sarà all’Angelicum, la Pontificia Università di San Tommaso D’Aquino, a parlare di Anticristo.
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10/03/2026/0 Commenti/da redazione
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