• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
redazione
Sindacato italiano

Caro vita:questione sociale!

Savino Pezzotta sul suo blog “In ricerca” pubblica “Il caro vita come questione sociale”, esplicita un concatenamento di riflessioni che ben fanno comprendere come la sola strategia dei rinnovi contrattuali e della contrattazione di secondo livello non siano più in grado di garantire il potere d’acquisto degli stipendi. Fondamentale divent un’iniziativa unitaria di Cgil, Cisl e Uil su due punti: il primo, modificare l’indice Ipca di riferimento per i rinnovi contrattuali che non prevede il recupero dell’inflazione importata che ben ricade sul carrello della spesa; il secondo, correggere l’effetto pesante del fiscal dag, drenaggio fiscale, indicizzando le detrazioni per il lavoro dipendente. Di seguito l’articolo di Pezzotta.

IL CARO-VITA COME QUESTIONE SOCIALE di Savino Pezzotta

Introduzione: oltre l’inflazione – Una delle domande più frequenti che ricevo nelle conversazioni con persone del mio paese, della mia città e di altri luoghi riguarda il caro-vita: l’aumento dei prezzi, la staticità dei salari, la difficoltà crescente a mantenere uno standard di vita dignitoso. Spesso sembra che tra la percezione reale della vita quotidiana e i dati ufficiali ci sia un abisso: come se non si vivesse nella stessa realtà. Negli ultimi mesi il dibattito pubblico ha celebrato il calo dei tassi di inflazione come un successo delle politiche economiche. Tuttavia, le esperienze concrete delle famiglie raccontano un’altra storia: stipendi che non bastano più, rincari quotidiani dei beni essenziali, sacrifici costanti per arrivare a fine mese. Questa discrepanza rivela un punto fondamentale: non basta osservare gli indicatori macroeconomici per comprendere il reale peso del costo della vita.

Carrello della spesa: sempre più euro anche se cala l’inflazione!

Prezzi e costo della vita: una distinzione necessaria – Spesso si confondono aumento dei prezzi e costo della vita, ma sono fenomeni distinti:

  • Aumento dei prezzi: riguarda la media dei beni e servizi calcolata dagli indici statistici.
  • Costo della vita: misura le spese necessarie per mantenere un livello di vita dignitoso, comprendendo affitto, energia, cibo, trasporti e salute.

Un’inflazione apparentemente bassa può nascondere rincari pesanti sui beni primari, colpendo in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili. Ciò che emerge è un divario tra la realtà vissuta dalle persone e la narrazione ufficiale, che non tiene conto delle pratiche quotidiane necessarie per far fronte ai costi crescenti.

Il caro-vita non pesa allo stesso modo su tutti. I ceti abbienti: possono assorbire gli aumenti senza modificare significativamente il proprio tenore di vita. I redditi bassi o fissi: ogni incremento diventa un taglio necessario su altre spese, accentuando disagio e insicurezza. Il risultato è un effetto regressivo: più sei vulnerabile, più l’aumento dei prezzi incide sulla tua vita. Qui emerge chiaramente che il caro-vita non è solo un problema economico, ma una questione di giustizia sociale, percepita e vissuta nelle pratiche quotidiane di chi cerca di sopravvivere tra sacrifici e rinunce.

Il paradosso dei profitti – Mentre le famiglie stringono la cinghia, grandi gruppi – energetici, finanziari e della distribuzione – registrano profitti straordinari. Questa contraddizione indica che il problema non è neutrale: i costi vengono scaricati sulle famiglie, mentre i vantaggi si concentrano in alto. Il caro-vita non è dunque un semplice indicatore statistico, ma il risultato di regole – o di assenza di regole – che governano il mercato, spesso percepite come ingiuste dai cittadini, che cercano strategie quotidiane per aggirarne l’impatto.

Conseguenze sociali: dal disagio alla frammentazione – Il caro-vita produce innanzitutto disagio materiale: rinunce, debiti, precarietà. A un livello più profondo, genera sfiducia e frammentazione sociale. Quando la vita quotidiana diventa una lotta costante per far quadrare i conti, si indeboliscono solidarietà, partecipazione politica e fiducia nelle istituzioni. Il rischio è la crescita di frustrazione e risentimento, terreno fertile per populismi e derive autoritarie.

Vie di resistenza e trasformazione – Contrastare il caro-vita richiede non solo interventi economici, ma anche pratiche di resistenza quotidiana e immaginazione sociale. Alcune possibili strategie:

  • Giustizia salariale: adeguamento dei salari al costo reale della vita.
  • Controllo degli extraprofitti: tassare chi guadagna in modo sproporzionato da crisi ed emergenze.
  • Reti di solidarietà: gruppi d’acquisto, mercati equi, cooperative per ridurre i costi e rafforzare la comunità, boicottaggi di prodotti.
  • Educazione economica e politica: per comprendere e smascherare il linguaggio tecnico che spesso nasconde scelte di potere.

Queste pratiche rappresentano forme di “tattica” quotidiana: modi concreti con cui le persone si adattano, resistono e ricreano spazi di dignità all’interno di un contesto economico che appare dominante e impositivo.

Conclusione: dal lamento alla coscienza critica – Il caro-vita non è un destino inevitabile: è il risultato di precise dinamiche economiche e politiche. Trasformare il disagio in coscienza critica significa comprendere che dietro il rincaro quotidiano si gioca la partita della dignità e della giustizia sociale. Non si tratta solo di un problema economico: è una sfida antropologica e politica. Quale società vogliamo costruire? Una che semplicemente sopravvive, o una che permette a tutti di vivere con dignità, esercitando ogni giorno strategie e tattiche per difendere il proprio spazio di libertà e autonomia? https://savinopezzotta.wordpress.com/2025/08/21/5787/?

Vedi anche con il link che segue un secondo articolo di Savino Pezzotta Prezzi alimentari in ascesa globale è emergenza sociale https://savinopezzotta.wordpress.com/2025/08/25/5791/?

Le riflessioni di Savino Pezzotta fanno ben comprendere che il carrello della spesa “piange” anche quando i prezzi si alzano poco ( l’inflazione scende, ovvero i prezzi crescono meno ma si sommano ai precedenti rialzi) o restano stabili ma viene ridotta la grammatura della confezione o il contenuto, cosa che accade sempre più.

Serve ai sindacati parlare unitariamente e direttamente con chi fa la spesa, con i pensionati, ancora prima dello “spettacolo” dei tavoli del dialogo con il governo, per essere concreti e incisivi sulla reltà. E poi pensare a nuove forme di mobilitazione per sostenre il confronto con le controparti governative e confindustriali, anche diverse dallo sciopero tradizionale e che possono coivogano i cittadini, come ad esempio: una modalità di pressione popolare può essere la sperimentazione dello “sciopero del carrello” – nei grandi supermercati – indicando ai cittadini-consumatori il non acquisto, per un determinato periodo, di alcuni prodotti lievitati nei prezzi o ridimensionati nel contenuto, programmando una strategia articolata territorialmete adeguatamente preparata come informazione con mirati volantinaggi. Ci sono già state esperienze in Europa, qua e là.

.

24/08/2025/0 Commenti/da redazione
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2025-08-24 13:26:292025-08-26 00:34:12Caro vita:questione sociale!
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Neo-schiavismo a Milano
  • Tanti al “concertone” e poi…
  • Indice Ipca e carrello della spesa

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: Senza unità scarsi risultati Collegamento a: Senza unità scarsi risultati Senza unità scarsi risultati Collegamento a: Solo Trump può? Collegamento a: Solo Trump può? Solo Trump può?
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy