Siria, i rifugiati del clima. John Wendle, scrittore, fotografo, videogiornalista freelance, scrive sul numero di Marzo della rivista Le Scienze. Sono pochi i politici che hanno associato le rivolte in alcuni grandi paesi del Medio Oriente al problema della siccità e conseguenti trasmigrazioni. Tre i pochi Romano Prodi certamente e a più riprese. Wendle annota. La siccità, esasperata da cambiamento del clima e politiche governative sbagliate, ha costretto oltre 1,5 milioni di agricoltori siriani a trasferirsi in città sovraffollate. Prima l’acqua si trovava a 50 metri ora a 500 e oltre. La siccità ha distrutto raccolto, fatto morire bestiame e fatto fuggire i contadini. Questo ha innescato i violenti scontri sociali che poi sono esplosi in guerra civile. La mancanza di lavoro, insieme alla violenza che ne è derivata, ha spinto un gran numero di siriani a fuggire in Turchia per arrivare via mare fino in Grecia. In questa traversata sono annegati centinaia di adulti e bambini. La mezzaluna fertile – la zona in cui nacque l’agricoltura, circa 12.000 anni fa –  si sta inaridendo. I climatologi dicono che in Siria le siccità diventeranno più frequenti e più gravi, e che questo andamento potrebbe diffondersi in tutto il Medio Oriente e nella regione mediterranea (…) per più dati e notizie aprire l'allegato

 

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