Albert Bruce Sabin

I paesi ricchi (14% della popolazione mondiale) si sono assicurati il 53% dei vaccini. Brevetto free! (v. allegato G.Strada)

Albert Bruce Sabin scoprì il vaccino contro la poliomelite e rinunciò a soldi e brevetto per diffonderlo anche tra i paesi poveri. Era ebreo e le sue due nipotine furono uccise dalle SS.

Alla domanda se lui avesse desiderio di vendetta, rispose:“Mi hanno ucciso due meravigliose nipotine, ma io ho salvato i bambini di tutta Europa. Non la trova una splendida vendetta? Vede, io credo che l’uomo più potente sia quello che riesce a trasformare in nemico in un fratello”

Sabin filantropo – Sabin non brevettò la sua invenzione, rinunciando allo sfruttamento commerciale da parte delle industrie farmaceutiche, cosicché il suo prezzo contenuto garantisse una più vasta diffusione della cura: «Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. E’ il mio regalo a tutti i bambini del mndo» . Dalla realizzazione del suo diffusissimo vaccino anti-polio Sabin non guadagnò quindi un solo dollaro, continuando a vivere con il suo stipendio di professore universitario. Inoltre, durante gli anni della Guerra fredda, Sabin donò gratuitamente i suoi ceppi virali allo scienziato sovietico Michail Čumakov, in modo da permettere lo sviluppo del suo vaccino anche in Unione Sovietica. Anche in questo caso Sabin andò oltre le questioni politiche per un bene superiore.

Per la storia sul vaccino della poliomelite https://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Bruce_Sabin

In “Dalla Ue un piano globale per i vaccini” Emma Bonino su La Stampa scrive: «..Parlavo di critiche costruttive. La prima riguarda il vaccino come bene pubblico (public good). Un bene pubblico, per definizione, non è privato né privatizzabile. Tutti coloro che auspicano che il vaccino per contrastare una pandemia drammatica sia gestito come un bene pubblico, fanno appello alla messa a disposizione di tutti i Paesi, dei brevetti relativi ai vaccini di sperimentata affidabilità. Si tratta di farmaci salva-vita, la cui ricerca e sviluppo sono stati finanziati peraltro anche con denaro pubblico in molti casi.  Farebbero bene tutte le case farmaceutiche produttrici a cedere i diritti commerciali relativi con generosità, anche sul piano reputazionale. E farebbero bene i governi e le istituzioni Ue a prendere un’iniziativa politica e giuridica forte in questo senso…» (vedi allegato)

La grande torta dei vaccini anti-virus Alle Big Pharma 50 miliardi in un anno” è una prima inchiesta di Matteo Civillini e GianLuca Paolucci, La Stampa, che riporta i numeri dell’enorme giro d’affari per le campagne di immunizzazione: i profitti sono destinati a crescere nei prossimi anni. I produttori: quelli attuali sono “prezzi da pandemia”, poi aumenteranno…. Per proseguire aprire l’allegato.

Mauro Magatti in “L’Eu riconosca il vaccino come Bene comune globale”, su Corsera del 14 febbraio, scrive (…) Nelle ultime settimane, espo­nenti autorevoli del mondo sani­tario – in Italia: Garattini, Manto­vani, Vaia – sono intervenuti per invitare le autorità politiche a non ripetere gli errori di un anno fa, a inizio pandemia. Quando ciascu­no si è mosso in una logica parti­colaristica. Di fronte a una calami­tà che sta devastando l’intero pia­neta, il vaccino va pensato come «bene comune globale» (…) L’accessibilità univer­sale al vaccino per il Covid-19 ri­mane un obiettivo centrale, che non può essere messo tra paren­tesi. Il secondo ordine di ragioni è di tipo sanitario. Il tempo, nella lotta contro il virus, è una variabile cru­ciale. Quanto più esso circola (al di là di ogni confine nazionale) tanto più sono probabili mutazio­ni pericolose verso un «supervirus», come dimostrano le vicende delle ultime settimane. (…) Gli strumenti legali (a partire dalla licenza obbligatoria) si pos­sono trovare, tenuto conto che ne­gli accordi Trips sui diritti della proprietà intellettuale è prevista la possibilità di derogare alla pro­tezione brevettuale per circostan­ze eccezionali e periodi temporali definiti. (…) per continuare aprire l’allegato

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