Intelligenza artificiale e automazione – Il rùmine del mese di febbraio si concludeva con l’affermazione che la “rivoluzione digitale” è una rivoluzione incrementale perché non è fatta di idee che fissano la méta sin dall’inizio, ma di strumenti che, quando li si usa, aprono nuove vie, spesso inaspettate e soprattutto consentono di creare nuovi strumenti prima impensabili. È da questo punto che vi propongo di ripartire brucando un po’ nel terreno dell’Intelligenza Artificiale (IA) e dell’automazione.

L’automazione non riguarda solo i robot che vediamo nelle officine ma anche i computer sempre più indispensabili per svolgere una quantità crescente di lavori intellettuali e d’ufficio. Non solo calcoli, contabilità, gestione di archivi e di magazzini, ecc. ma anche attività in cui siamo abituati a pensare insostituibili gli esseri umani come quella che è in grado di svolgere il sistema Natural Language Processing GPT-3 creato dalla società OpenAI di San Francisco. GPT-3 è ‘capace’ di scrivere comunicati stampa, interviste, saggi, manuali tecnici in totale autonomia sulla base di poche indicazioni riguardanti il tipo di testo ed i contenuti che gli si chiede di scrivere. Il giornale “The Guardian”, lo ha  messo alla prova dandogli semplici istruzioni come queste: “Scrivi un breve editoriale di circa 500 parole. Mantieni il linguaggio semplice e conciso. Concentrati sul motivo per cui gli esseri umani non hanno nulla da temere dall’AI”. L’articolo che il sistema ha scritto è risultato chiaro ed interessante.

Il sistema GPT-3 funziona utilizzando una rete neurale artificiale “addestrata” con 175 miliardi di paramatri. È solo un esempio, significativo, ma certamente non il più importante, delle applicazioni dell’IA artificiale.

Che ne dite ? Siamo preparati ad affrontare la sfida dell’IA  per farne uno strumento di reale sviluppo del benessere collettivo ?

Pezzotta nel post “sono un luddista ? ” pubblicato sul suo sito e da sindacalmente il 2 febbraio 2022 si chiede se debba essere rivalutato l’atteggiamento assunto a suo tempo dai luddisti. Cosa ne pensate ?

Poichè sono profondamente convinto che la scorciatoia luddista non è praticabile, credo sia molto importante ed urgente andare oltre i pur fondati timori espressi dai luddisti e chiedersi:

  • Quale ruolo avrà il lavoro in una società in cui le macchine saranno sempre più in grado di svolgere attività fino ad ora prerogativa degli esseri umani ? Come affrontare i problemi della piena occupazione, dell’orario di lavoro ?
  • C’è un nuovo punto di vista, una nuova lente da adottare per guardare i problemi e le soluzioni che riguardano i rapporti tra organizzazione della società, intelligenza artificiale ed automazione e più nello specifico tra tempo di lavoro e tempo di vita ?
  • Nel sindacato, nei partiti politici, nei luoghi di lavoro,  si stanno ponendo questi problemi? Conoscete qualcuno disponibile a impegnarsi per fare in modo che siano affrontati in modo adeguato? 
  • Come è possibile sensibilizzare i sindacati ad investire tempo ed energie in riflessioni collettive da sviluppare tra lavoratori, Università e Centri di ricerca, per comprendere la rivoluzione tecnologica in atto e costruire rivendicazioni forti in grado di orientare in modo favorevole alla collettività le tecnologie dell’IA e dell’automazione ?
  • L’IA crea cittadini di serie A e serie B? Come rimediare al fenomeno dell’analfabetismo funzionale o di ritorno che riguarda fasce di popolazione sempre più crescenti?

    A questo punto potete scegliere se leggere le pagine che seguono in cui ho cercato di sintetizzare alcune  considerazioni ed informazioni su IA ed automazione che ho brucato qua e là o esprimere subito il vostro parere sui problemi che precedono. (in allegato il testo completo di PierLuigi Ossola)

Per leggere la puntata precedente sull’Intelligenza Artificiale di Rumine febraio 2022 utilizza questo link https://sindacalmente.org/content/rivoluzione-digitale/

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