Umberto Romagnoli nell’articolo Nei diari di Trentin il sindacato è nudo, sul sito eguaglianzaeliberta.it, si sofferma su quanto mostrano la crisi esistenziale di un uomo che si ribella all’idea che il suo lavoro di sindacalista consista soltanto “nel tappare le falle di ogni tipo” e che si confonda il contratto, “uno dei mezzi dell’azione sindacale, con il fine della stessa esistenza del sindacato”.

”Il male oscuro della Cgil”, è la sua analisi nell’agosto del 1992, “sta nel fermarsi a metà strada verso l’acquisizione di una nuova identità realmente emancipata dalla tutela dei partiti, capace di elaborare e rendere riconoscibile un metro di giudizio, una scala di valori e un sistema di priorità riferibili unicamente a se stessa”. (…)

Nel momento in cui Bruno Trentin scrive, questo non è un presagio: è l’impietosa descrizione di un processo in corso di svolgimento  che lo costringe ad assistere, nella sinistra politica, al degradare delle “affinità elettive in fedeltà personali” e delle “convergenze politiche in complicità di cordata”. (..) aprire l’allegato

Per discutere sui diari di Trentin, nella seconda metà del 2017, il nostro sito ha promosso due incontri pubblici a Torino. Abbiamo raccolto quasi tutti gli interventi che sono stati effettuati e che ritrovate sotto elencati con relativo link.

Sandro Antoniazzi a Torino – secondo incontro sui Diari di Trentin – Centro Sereno Regis –

https://www.sindacalmente.org/content/sandro-antoniazzi-torino-secondo-incontro-sui-diari-di-trentin-centro-sereno-regis

Secondo  incontro di riflessioni sul Diario di Trentin, con Sandro Antoniazzi , a Torino, Lunedì 23 ottobre, dalle 17 alle 19, al Centro Sereno Regis, Via Garibaldi 13. (…) Alleghiamo i 12 testi degli interventi relativi al primo incontro, o che ci sono pervenuti, nonché e-mail ricevute da Paolo Franco (seg. gen. Fiom Torino negli anni 70).

Allegati

 

Sul presente e futuro del sindacato vedi anche questo articolo di settembre 2017

  • Se il sindacato vuole avere un futuro di Pierre Carniti

In molti paesi, tra cui il nostro, le adesioni sono in calo. Ma il declino non è ineluttabile, se si torna a riflettere sul perché si è ridotta la capacità di incidere. Bisogna anzitutto ritrovare un'identità: se ci si limita a quella rivendicativa ci si espone a una inevitabile frantumazione corporativa. Ma se invece si vuole contare nelle scelte politiche generali non si può prescindere da una forte ripresa del percorso unitario.

http://www.eguaglianzaeliberta.it/web/content/se-il-sindacato-vuole-avere-un-futuro

 

Allegato:
nei_diari_di_trentin_il_sindacato_e_nudo_romagnoli_el.doc

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