Per varare una seria, giusta e equilibrata tassa patrimoniale non si può prescindere dalla riforma del catasto. Ma il coraggio politico scarseggia.

servono mille tecnici

La riforma del catasto: l’eliminazione di un ingiusto vantaggio

L’Osservatorio CPI (Conti Pubblici Italiani), diretto da Carlo Cottarelli, evidenzia sul proprio sito, l‘articolo di Stefano Olivari, pubblicato il primo agosto su La Repubblica. Molti governi hanno da anni tentato invano di attuare la riforma del catasto e anche le organizzazioni internazionali la suggeriscono per raggiungere maggiore equità fiscale in Italia. Oltre a ritardi legati alle banche dati, lo stallo attuale è dovuto al fatto che, ipotizzando un’invarianza di gettito, ci sarebbero significative redistribuzioni del peso della tassazione tra individui e, per quanto attiene alle tasse locali, nelle entrate relative delle regioni e dei comuni. Riforme di questo tipo però non causano, per chi paga più tasse, un ingiusto pagamento, ma l’eliminazione di un ingiusto vantaggio. In allegato il testo con le note di appendice.

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