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Italia: politica, economia, società

SEQUENZA DI ERRORI E CAPRIOLE – A.Serafino – il casus belli P.Savona e lo spread schizza in alto –

Una sequenza di errori e lo spread schizza all’insù! Difendere le istituzioni significa, oltre a rispettare le decisioni che vengono assunte, anche esprimere il senso critico verso le stesse, positivo o negativo che sia. Non è contradditorio, è l’essenza della democrazia. Rifuggire dalla dietrologia, dal clima fazioso tipico nei tifosi di calcio. Nella nuova campagna elettorale già sono emersi slogan referendari: sì o no all’Europa, si o no all’euro, sì o no a Mattarella. Alla sequenza degli errori si rischia di far seguire la propaganda non veritiera, assai simile alla pubblicità ingannevole che pervade il cosiddetto “libero mercato”. 

In questa prima scheda ci soffermiamo sul casus belli, sul pomo della discordia che ha fatto esplodere il termometro della politica e degli indici sugli interessi del debito. Ci proponiamo di approfondire questo caso: pensiamo ci sia stato l'errore del M5s così come erronea è stata la  valutazione del Presidente. Non seguiamo l'adagio del nostro belpaese che i “veri problemi stanno ben oltre”.

Con il No di Sergio Mattarella a Paolo Savona si è aperto una sorta di vaso di Pandora. Era il caso di farlo in questa delicata fase della politica italiana?

Penso sia necessario, per rendere più comprensibile il mio pensiero, premettere che:

  • considero l’ipotesi d’impeachment (prospettata da M5S e Fratelli d’Italia) un fatto grave e pericoloso per il dibattito e la politica, conseguente a più errori di analisi e di valutazione, e soprattutto è un atto incapace di distinguere un errore politico da un atto fuori dalla Costituzione (un reale golpe!). Non sono purtroppo i soli.
  • La credibilità sul programma del cambiamento si sarebbe rafforzata se Di Maio e Salvini (più il secondo del primo) non si fossero opposti alla moral suasion del Presidente Mattarella per il cambio del ministro Paolo Savona. Utilizzo una metafora calcistica: quando pensi di aver subito un rigore ingiusto vai avanti nella partita iniziata, magari imprecando, ma non ritorni in anticipo nello spogliatoio. La nuova partita sarà gravata da fosche incognite, ben  maggiori di quelle di pochi giorni fa.      

Le crociate su questo o quell’altro tema sono già iniziate, si schematizza il popolo italiano sempre diviso in due schieramenti ben definiti, descritti in suggestivi editoriali con iperboli lessicali, come ad esempio: europeisti e sovranisti, per le istituzioni contro gli antisistema, dentro o fuori l’Eu, dentro o fuori l’Euro, democratici e sfascisti (con sottinteso fascismo), difesa e affossamento della Costituzione, e il più recente sì o no a Mattarella, con il rischio che così facendo non sia più simbolo dell’unità nazionale. Ogni grande media ha scelto un suo abbinamento. Poi c’è il gran calderone,  cui le due – sempre!-  categorie diventano: europeisti e euroscettici in senso lato.

La realtà e ben diversa da queste classificazioni (bianco o nero, tutto campo o tutto prato), tipiche di campagne referendari pro e contro. Le tonalità del grigio si moltiplicano e ben aiutano a comprendere più cose, i diversi modi di pensare, i valori e le necessità quotidiane, sganciandosi dagli opinions leader.

Serve riaffermare – come qui faccio – il rispetto per le Istituzioni, senza dovermi con loro sempre identificarmi, riconfermare la stima nel Presidente Mattarella, difendendone le prerogative costituzionali, anche dopo il fallimento del governo Lega-M5s. Credo nel suo ruolo di “..vigilante sulla Costituzione”, di arbitro rispetto al Parlamento e ai Partiti, ma non può diventare una sorta di dogma il suo operare.

Nel caso specifico di Paolo Savona penso che il suo operato e le sue parole non siano state quelle di un  buon arbitro, assumendo un ruolo – da giocatore –  che lo ha indotto in un errore di valutazione rilevante: non erano il nome e le idee di Paola Savona a destabilizzare i mercati e far schizzare all’insù i rendimenti.

Lo spread che sale vale più del voto espresso dai cittadini? Questo è il vero gran dilemma della democrazia occidente, della demokratura in molti casi.  E’ andato all’insù per quanto ha scritto Paolo Savona sul significato di saper valutare il costo e il rischio di un piano B e di averlo, oppure per gli  editoriali con carico da “90” di Molinari, Calabresi, Mauro, Damilano per come hanno descritto i grandi pericoli e rischi del programma Lega-M5s?

Lo spread si mette in moto perché qualche persona fisica (non proprio un impiegato!) da ordine di innescare un algoritmo “vendi” o di “compra”. Dopo le dichiarazioni anti-italiane apparse su Der Spiegel, esplode la polemica per le parole attribuite al  commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger: "I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto". Queste almeno le parole riportate in un tweet dal giornalista Bernd Thomas Riegert, che ha intervistato il Commissario Ue a Strasburgo per l'emittente Dwnews. Ma il tweet in questione è stato prima cancellato dall'autore, poi riproposto in una versione un po' meno netta, precisando che i mercati insegneranno non votare per i populisti. (notizia dal sito La Repubblica).

E poi, la destabilizzazione dei mercati e il reale pericolo dell’Occidente – di una certa visione dell’Occidente – dipende molto dalle schizofreniche scelte di Donald Trump e non già dal pensiero di Paolo Savona, ultraottantenne scelto a sorpresa per caratterizzare il programma di rinnovamento proposto da Di Maio-Salvini.

Penso che la presenza dell’anziano ed esperto europeista Paolo Savona (che a volte prende a ceffoni non il libero mercato ma chi lo manovra per loschi scopi ben diversi dalla tutela del risparmio) sarebbe stata ben utile per strategia governativa al riparto da “improvvisate” – in materia europea e finanziaria – dei due vicepresidenti con portafoglio ministeriale Di Maio-Salvini, Sulla campagna anti Paolo Savona ministro, sono state distorte sia le sue idee politiche sia quelle di studioso-accademico. Non è un sostenitore dell’uscita dall’euro ma che l’euro è una moneta incompiuta per ragioni politiche. Vedi allegati

La tutela del risparmio ( art. 47) è compito della Repubblica e non del Presidente, perché così è scritto nella Costituzione, quindi del Parlamento e dell’Esecutivo, con le loro leggi e decreti, con le iniziative più opportune del Parlamento e altre sedi Istituzionali e loro Vigilanza (es. Bankitalia, Consob, BCE) (vedi allegato)

Penso che il  pressing dei grandi opinionisti, che ben incidono sulla politica, abbiano indotto il Presidente Mattarella ad assumere un ruolo improprio, con un volto bifronte (una sorta di Giano): arbitro (che è proprio del Presidente)  e giocatore (improprio, un vero errore politico).  Il Presidente della Repubblica ha già molte prerogative, tutte specificate nella Costituzione, non credo sia un bene attribuirne alte (tipiche di una repubblica presidenziale) – anche se per ora solo come prassi – come fatto in alcune vicende dal suo predecessore Giorgio Napolitano.

Questa Europa non piace a molti e va modificata. Ma la soluzione non è venirne fuori, perché l’orizzonte costituzionale europeo è il solo che può assicurare un’idea di società e comunità futura per le nuove generazioni, per i nostri figli. Su questo terreno si misura un altro nostro grave ritardo. Mercati, capitali e imprese sono sempre più globali ma la politica è sempre più impotente perché confinata all’interno degli spazi nazionali.

L’Europa che vogliamo si costruisce insieme a tutti gli europei che condividono la nostra stessa urgenza di giustizia sociale e di libertà.

Non si può aspettare ancora a far nascere un partito transnazionale che unifichi forze progressiste, di sinistra, laici e credenti. E certamente iniziative di unità d’azione dei sindacati italiani e europei sarebbero in grado di spostare molte opinioni che oggi guardano al nazionalismo e al sovranismo per tutelare legittimi interessi a partire dal lavoro.

Allegati sul casus belli  Mattarella-Savona

Alla vostra cortese attenzione

Seguiranno, a breve,  altre schede sui problemi di merito e politici di questa campagna elettorale già avviata con toni molto alti e sulle vicende del nuovo governo. La dialettica e le polemiche si presentano già ben aspre.

L'esito del prossimo voto e le decisioni di questi mesi saranno decisive per il tuturo del nostro paese e dell'Europa.

Raccoglieremo gli editoriali più incisivi, riportando come nostro metodo, le idee contrapposte a cui fare seguire, se del caso commenti.

Buona lettura, seguitici, e date un vostro contributo critico e/o propositivo, attivando l'opportuno tasto a pie di ogni articolo. 

 

 

 

 

Allegato:
mattarella_perche_no_a_savona_il_tempo_testo.doc
il_discorso_di_mattarella_testo_la_stampa.doc
comunicato_paolo_savona_attualita.doc
chi_e_paolo_savona_video_scheda_stampa.doc
lultimo_libro_di_paolo_savona.doc
paolo_savona_ho_subito_grave_torto_dal_colle_web.doc
prerogative_e_attribuzioni_del_presidente_della_repubblica_art.doc
la_costituzione_e_il_ruolo_del_garante_olivetti_avvenire.doc
art_47_e_tutela_del_risparmio_fq.doc

29/05/2018/0 Commenti/da
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