Savino Pezzotta e il pass. Sindacati ribaltati. Luciano Capone su Il Foglio, 19 agosto, pubblica l’intervista all’ex leader Cisl. Così inizia. “Dovevano essere loro – i sindacati confederali – a pretendere il green pass per garantire i lavoratori” Roma. “E’ una posizione che non capisco nonostante abbia fatto per tanto tempo il sindacalista. Proprio non la comprendo. Non vedo neanche che motivazioni abbia. Il sindacato dovrebbe garantire il massimo di sicurezza per tutti”.

Pezzotta scrive un secondo articolo “Serve una grande mobilitazione sindacale per un’economia circolare e sostenibile” perché “ …convinto che l’emergenza sanitaria in cui siamo immersi da oltre un anno e mezzo non deve farci perdere di vista l’emergenza climatica. Le due emergenze sono strettamente legate. Non sorprende che gli stessi fenomeni stanno causando il cambiamento climatico aumentino il rischio di una nuova diffusione del virus….”. In chiusura auspica che il sindacato ritovi forza di mobilitazione e capacità di visione “per essere protagonista della costruzione di comunità di lavoro non per produrre merci segnate da una deperibilità temporale, ma beni durevoli e riciclabili nella logica di una economia circolare e sostenibile”. Il testo in allegato.

Savino Pezzotta, storico segretario generale della Cisl, è sbalordito e sconfortato di fronte alla posizione ostruzionista di Cgil, Cisl e Uil rispetto ai vaccini e al green pass in fabbrica. “Credo che questo modo di fare del sindacato sia sbagliato e non risponda ai princìpi e ai valori del sindacalismo, che sono solidarietà e responsabilità. Così il sindacato abdica al proprio ruolo”.

E da che cosa dipende? ”Denota un limite, quello di aver accentuato il tema dei diritti tralasciando il tema dei doveri. I diritti hanno un valore nella misura in cui si incardinano in doveri che valgono per tutti. E ora c’è prima di tutto un dovere di solidarietà: devo fare in modo che io riduca al minimo la possibilità di trasmettere il virus al mio compagno di lavoro”. I sindacati sostengono che i protocolli attuali, fatti di distanziamento plexiglas e mascherine, garantiscono la sicurezza sui luoghi di lavoro. Mentre è la Confindustria a pretendere vaccini e green pass. “Non riesco a capire il perché di questo atteggiamento. Qui si è ribaltato tutto: dovevano essere i sindacati a costringere gli imprenditori a garantire i lavoratori. L’imprenditore ha responsabilità sull’azienda e sulla produzione, ma anche sulla sicurezza di chi lavora. Se l’imprenditore non lo fa da solo, va obbligato”. (…)

“Il sindacato ha un ruolo pedagogico, sta abdicando alla sua funzione” (…). Pezzotta così conclude “La grande maggioranza dei lavoratori si è vaccinata per responsabilità. Non ha aspettato le indicazioni di nessuno. Il sindacato non può assecondare modelli che non siano orientati al bene comune. Questo bene è la salute di tutti e il green pass la può garantire meglio”.

Il logo – Un poster di Piero Zanisi 1978

Savino Pezzotta, presidente dell’Associazione Prendere parola, ha pubblicato su facebook  questa dichiarazione. Non condividiamo in tema di contrasto al Covid, e delle sue varianti, le recenti affermazioni sindacali – sostenute e rilanciate anche dai segretari generali della Cgil, Cisl, Uil – che sostengono sia discriminatorio dividere i lavoratori (vaccinati e non ) e che spetta al governo intervenire per legge sull’obbligatorietà del vaccino anziché ripiegare sul green pass. Pensiamo, per lunga esperienza sindacale, che sia compito primario dei datori di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori stabilire che, laddove non sia obiettivamente possibile in breve tempo definire sicure norme anti contagio, concordare per la scelta del green pass, un provvedimento utile per orientare e sollecitare la politica e il legislatore a definire una norma di obbligo al vaccino, osservando l’andamento delle ondate di contagio in Italia e in altri paesi.

Prendere parola è un’Associazione sorta per volontà di amici iscritti e non più iscritti, per dare prospettiva all’indignazione e al dissenso espresso sul caso Fausto Scandola e la sua espulsione dalla Cisl. Un’associazione dal nome programmatico “prendere parola” che intende essere uno spazio libero di commenti, riflessioni, proposte sul sindacalismo. Per lasciare un commento utilizzare l’apposita finestra subito dopo gli allegati.

In allegato il testo completo dell’intervista

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