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Italia: politica, economia, società, Territorio e politiche locali

SABOTATA ANCHE L’INFORMAZIONE – A.Serafino – torino lione e dintorni –

Sui media non mancano certo le notizie sulla Torino-Lione, ma ciò non significa che l’informazione data sia completa, anzi, a volte con la titolazione (TG o articoli) si giunge ad un reale sabotaggio dell’informazione, spesso contraddicendo lo stesso contenuto di un articolo. L’ultimo clamoroso caso è l’intervista di Paolo Griseri ad Erri De Luca: chi ha titolato ha travisato o voluto deformare il pensiero chiaramente espresso dallo scrittore a Griseri. Alla domanda finale sulla coerenza di mettere in pratica quanto si dice, ha così risposto: «Certo che l’ho fatto. Ho partecipato ai blocchi dell’autostrada insieme a maestri elementari, vigili urbani, madri di famiglia. Il blocco stradale è certamente un atto di ostruzionismo. Diciamo che è una forma di sabotaggio alla libera circolazione». Con questa ammissione il titolo a più colonne può forse diventare “ Ho partecipato ai sabotaggi No Tav? “. Da quando un blocco stradale per una manifestazione di contestazione è diventato un atto di sabotaggio? Nell'intervista Erri De Luca precisa con maggior chiarezza il suo pensiero, espresso alcuni giorni prima, sostenedo le azioni illegali dei NoTav, considerando come sabatoggio il taglio delle reti che circodano il cantiere di Chiomonte.  (vedi allegato). 

Dall’inizio di Agosto ad oggi in Valle Susa e per la Torino-Lione sono accaduti più fatti: iniziative, manifestazioni di contestazione, anche con gesti di illegalità, a volte contrassegnati da intimidazione a persone e violenza sulle cose. I protagonisti di queste azioni sono stati gruppi diversi (le cosiddette anime del movimento) che agiscono tutti sotto la bandiera del No Tav pur con strategie e finalità anche divaricate.

In Agosto, con il protagonismo dei giovani del Campeggio 2013, spesso è prevalsa la strategia dei gruppi e circoli che fanno riferimento al documento “Quando il gioco si fa duro” del 27 luglio, un documento che consigliamo di leggere perché può far meglio comprendere le idee dei giovani “più duri”. Si possono ben "leggere" quali saranno gli atti di protesta, di contestazione ed anche quelli illegali che sconfinano nel sabotaggio. Si conclude con una frase perentoria “Ancora una volta, fermarlo tocca a noi, e ci dobbiamo attrezzare sempre meglio per farlo. Sostenere la Resistenza è il compito che ci attende in futuro!”.  vedi allegato, vedi sito www.notav.info

Per quanto riguarda sabotaggi ed incendi ad aziende che lavorano direttamente e indirettamente per la Torino-Lione, non rivendicati o rivendicati da sigle sulla carta come "Fai irregolare", la pista mafiosa è stata diomenticata? La Valle e Torino sono aree di ampia operatività per 'ndrangheta e suoi dintorni come dimostra l'inchiesta ed il processo per Minotauro, portato avanti con tenacia dal Giudice Caselli.

A volte i rappresentanti storici del movimento No tav, per tenere l’immagine dell’unità di un movimento tanto variegato, hanno derubricato la gravità di un fatto commentandolo con dichiarazioni perlomeno ambigue (“se così dite, allora anche noi siamo terroristi” . Così a fine Luglio si sono espressi Alberto Perino, NIcoletta Dosio ed altri leader No Tav.  vedi allegato.

La violenza ai danni di forze dell'ordine, seppure in azione di resistenza, e a beni del cantiere è un grave errore per chi contesta l’opera, che spaventa e preoccupa molti; ma non sono pochi nella Valle e fuori di essa coloro che affermano “ sarebbe sbagliato trascurare la violenza originaria compiuta dallo Stato nel voler imporre a tutti i costi un'opera, contro l'ostinata volontà di molti di coloro che ci dovranno convivere per il resto dei loro giorni, mentre a Roma o a Torino si continuerà a stare comodamente nelle stanze di cui sopra. Quando porta via un terreno al suo legittimo proprietario, adducendo ragioni di pubblica utilità di cui è lui stesso arbitro, lo Stato commette una violenza.  vedi allegato

Il dibattito, in Valle e sui media,  ha più volte chiamato in causa la disobbedienza civile, il pensiero di Gandhi, il sabotaggio a cose, il resistere agli interventi di polizia e dintorni. 

Di contro le dichiarazioni (di politici, del Commissario governativo per la Torino-Lione, di  magistrati e del Procuratore G.Carlo Caselli) che hanno ravvisato in alcune di quelle iniziative di quest'estate i connotati penali di atti di terrorismo  vedi allegato.

Al centro dei riflettori, accusati di essere cattivi maestri oppure di connivenze con i violenti, sono finiti in particolare il filosofo Gianni Vattimo, lo scrittore Erri De Luca e il Presidente della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone Sandro Plano ed altri amministratori della Valle.

Vattimo e Plano hanno replicato ed anche inviato lettere aperte al Giudice Caselli (allegate). 

Erri De Luca ha rlasciato una seconda intervista a P.Griseri l'8 settembre.

Con questo tipo d’informazione faziosa nel tritatutto è finito anche il Presidente del Senato Pietro Grasso per la seguente affermazione "Sull'alta velocità non si può ignorare chi vive lì. Bisogna ascoltare le persone e non fare interessi di parte" fatta nel corso di un Convegno ad Erice, in agosto. Le reprimende al Presidente del Senato sono state diverse, tra queste anche quella di Ettore Boffano che l’ha richiamato a maggior prudenza. Il quotidiano Libero ha trasformato il Presidente in un No Tav, come potete leggere in allegato.

Giuliano Amato per un’affermazione analoga, riflessiva, prima delle elezioni presidenziali venne sanzionato pesantemente dai media Si Tav. Allora così si era espresso: Non è detto corrisponda ai flussi attuali, ma ci sono tanti progetti che hanno solo bisogno di soldi per partire, per esempio ce ne è uno per produrre energia solare nei deserti del Nord Africa che costa 400 miliardi di euro. Vedi allegato

Sta di fatto che in tale contesto i temi più politici come le decisioni francesi riguardanti la Torino-Lione e quelle (Regione Piemonte) per l’avanzamento dello scavo del secondo tunnel  automobilistico del Frejus hanno avuto molto meno spazio, anzi a volte sparite in 24-48 ore, dopo averli utilizzati in chiave anti No-Tav per evidenziare loro diversità di giudizio, tradotta sempre come “spaccatura”. Questi temi molto importanti sono poco discussi. ( vedi allegato).

Infine Mario Virano, Commissario di Governo per la Torino-Lione e Presidente dell’Osservatorio, su La Stampa (7 settembre) va all’attacco per “le troppe bugie dette sulla Tav” ( vedi allegato) . Sono due pagine di domande a cura di Luigi La Spina che vorrebbero fornire ai lettori un approfondimento sul tema ed “un quadro oggettivo”. Peccato che non siano state poste le due principali questioni sulle quali è avvenuta la rottura prima all’interno dell’Osservatorio e poi con la gran parte degli Amministratori ed i cittadini della valle: il mai avvenuto raffronto delle convenienze economiche-trasportistiche tra l’opzione zero e le ipotesi di nuove linee, la mai avvenuta valutazione costi-benefici tra il progetto di nuova linea e altre ipotesi progettuali compresa quella della linea storica ammodernata.

Erano due punti cardini all’avvio dell’Osservatorio, sono diventate via via promesse da realizzare, infine sono state abbandonate. Sono omissis di grande significato, tali da configurare una tipologia d’informazione che opera un accorto…sabotaggio ( abusiamo di questo termine visto che è diventato di gran uso per la Valle Susa) della conoscenza dei fatti e perché sono avvenuti ( le rotture). Luigi La Spina non li conosce? E’ possibile. Oppure non ha voluto mettere in imbarazzo Mario Virano ( più che possibile). 

L’insieme degli allegati e l’abstract vogliono essere una sorta di scheda di lettura  di cui siamo consapevoli delle lacune in quanto abbiamo scelto di contenere il numero degli allegati pur volendo offrire il quadro di quanto avvenuto in questi ultimi 40 giorni. Ed i fatti e i commenti sono stati davvero molti. Consigliamo di iniziare la lettura dal documento "Quando il gioco si fa duro, tocca ai notav" e dalle interviste a Mario Virano ed Erri De Luca.

Vi invitiamo a collaborare con il vostro senso critico, scrivendoci utilizzando il tasto verde “scrivi la tua” oppure quello “inserisci un commento”.

Per una sequenza dei principali fatti che formano il contesto di quanto sopra riassunto consigliamo di leggere l’home page di www.notavtorino.org  uno dei siti più documentati sulla Torino-Lione.

Allegato:
quando_il_gioco_si_fa_duro_notav_27-7-2013.doc
sulla_tav_troppe_bugie_intervista_a_virano_7-9-13.pdf
la_confessione_di_de_luca_griseri_8-9-13.doc
no_tav_accusati_ravarino_manifesto.pdf
lacccusa_di_terrorismo.pdf
eversivo_e_lo_stato.doc
parole_pesanti_come_pietre_plano_3-9-13.doc
vattimo_e_il_cantiere_la_stampa_6-9-13.doc
la_francia_congela_la_tav_torino-lione.doc
pietro_grasso_e_giuliano_amato.doc
allora_siamo_tutti_terroristi_perino_30-6-13.doc
tav_va_sabotata_erri_de_luca.doc
il_nuovo_frejus_divide_i_no_tav_griseri.doc

08/09/2013/1 Commento/da
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1 commento
  1. Anonimo
    Anonimo dice:
    09/09/2013 in 4:55 pm

    Si sentiva la mancanza di una sintesi completa delle posizioni in campo. Personalmente sono tormentato nel vedere che c’è chi nega ostinatamente l’evidenza e l’operosità di un’ala militarista presente nel movimento. Si può anche scegliere la via dell’illegalità, ma se ne devono saper sopportare consapevolmente le conseguenze. Mario Dellacqua

    Rispondi

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