Cosa dovrebbe essere un congresso? E’ scritto nello Statuto. Cosa sono diventati? Lo dice la nostra più recente storia. Il XII Congresso Cisl Piemonte concluso il 9 maggio? Un format collaudato per dare un’immagine rassicurante sullo stato dell’organizzazione, la conferma dei segretari con alti indici di preferenze è il “termometro” principale per questa rassicurazione; le strategie vengono dopo, a seguire come per le salmerie in guerra. E’ un avvenimento utile soprattutto al ceto sindacale (composto da migliaia sindacalisti a pieno tempo, la gran parte di essi ormai….a vita) nel quale ci  sono parecchi avatar di nostre naturali “controparti” e poi, è in crescita, la categoria dei "chierici" , come pure la quota di coloro che per non essere coinvolti da chi solleva critiche, si cautelano con un cortese "...sai, io sono governativo".

Quello regionale è stato un format ben riuscito per l’immagine interna– assai meno per la società – con un finale kafkiano per la mozione, inquietante per le regole congressuali che non prevedono una presentazione, con solo lettura per 40 minuti, che ha vanificato la possibilità di presentare emendamenti mirati e scritti. Un finale che ha mandato in soffitta questioni di merito, poste da alcuni delegati, per le strategie rivendicative e per i servizi agli iscritti.

Nella due giorni il richiamo alla “nostra democrazia rappresentativa” è echeggiato più volte, ripreso con particolare forza nell’intervento di Annamaria Furlan in aperta polemica con il M5S, senza mai citare la sigla, con più accenti da avatar renziano (v.allegato con link video-audio di 1 h e 4’). Più breve la relazione di Alessio Ferraris che ricostruisce con efficace sintesi il contesto (v. allegato con il link video-audio di 54’). Gli interventi esterni e di delegati (tempo medio 8’) sono stati una quarantina (in allegato il riepilogo pubblicato sul sito Cisl Piemonte).

Nota 1 – E’ una svista o un atto di “clericalismo sindacale” la non citazione dell’intervento di Bruno Ranucci della Fnp di Vercelli? Manca nel riepilogo degli interventi della seconda giornata sul sito Cisl Piemonte: è stato l’unico a ricordare il caso Scandola – cosa avvenuta, per quanto a noi noto, in due-tre altri congressi, in altre regioni, vedi su www.il9marzo.it – e i diversi flop della strategia confederale tanto da indurlo a proporre a questa segreteria confederale di non ricandidarsi per un nuovo mandato. L’intervento “Prender parola: la richiesta forte di Bruno Ranucci” è stato pubblicato sul sito http://www.il9marzo.it/?p=9245 e potete leggerlo in allegato.

Nota 2 – Il lavoro dell’ufficio stampa Cisl regionale è ben arduo quando deve riassumere un congresso; un faticoso lavoro per un risultato assai dubbio quando si vuole sintetizzare in poche righe la frase detta dai delegati. Perché non richiederlo a loro? Cinque-sei righe – 400 o poco più caratteri, una breve e-mail o sms – con le quali loro stessi sintetizzano il punto che vogliono evidenziare dell’intervento fatto. Ad esempio: sarebbe stato utile evidenziare, far conoscere sul web, quanto detto da Claudio Chiarle (Fim) sulla necessità del riconoscimento legislativo dell’accordo sulla rappresentanza, collegato all’art 39 della Costituzione; quanto detto da Rosina Partelli (Fnp) sul fatto che solamente il 5% dei tesserati alle categorie diventano anche tesserati alla Fnp. Valevano   uno spazio nella mozione finale, come altri punti a partire dalla scuola e per gli appalti, e diversi altri ancora, che, hainoi, è non c'è stato. Così per altri.

Per saperne di più aprire gli allegati; date un'occhiata all'allegato "Cose dette e non dette", un commento della redazione al XII Congresso, su mancate indicazioni di strategie sindacali per perseguire i tanti condivisibili obiettivi indicati; per sottolineare ciò che è mancatato – ad avviso di chi ha seguito i lavori – ivi compreso l'intervento di Annamaria Furlan per rendere credibili e comprensibili le scelte strategiche della Cisl nelle aziende e nella società.

La mozione finale rimane al momento ancora, per molti, “fantasma”. Come pure non sono ancora pubblicati sul sito Cisl regionale i componenti eletti a congresso per il nuovo Consiglio Regionale , il collegio dei probiviri e quello dei revisori dei conti. Attendiamo con fiducia.

dulcis in fundo – La presenza, nel primo giorno, di Giovanna Ventura al Congresso Regionale, che  considera una sorta di suo feudo, ha prodotto – tra altri risultati meno noti – la composizione della lista dei probiviri regionali, riconfermando tutti quelli in carica tranne uno: Franco Aloia, che nel caso non è stato né ringraziato per la coerenza con la quale ha svolto il suo mandato né avvisato della non ricandidatura. Capita quando il potere decisionale è esercitato tra dimenticanze e autoritarismo, con un prizzico di arroganza e anche di maleducazione. Fin dai tempi della Assemblea Organizzativa e del sorgere del caso Scandola, Aloia si è impegnato, con altri,  per proporre la riforma della costituzione e il funzionamento del Collegio dei probiviri, al fine di garantirne la terzietà. Buon lavoro ai riconfermati: Giovanni Marchionni, Massimo Ramello, Antonio Farris, Ferruccio Moriggi. Alla vendicativa Giovanna, che teme il senso critico al pari di un virus malefico e contagioso, auguriamo per il suo bene e per quello dell'organizzazione un rinsavimento, sia sull'uso politico dei probiviri, sia sui commissariamenti, sia sulla governance dell'organizzazione a fini gestionali del potere. Non possibile? Allora un buon pensionamento.

 

 

 

Allegato:
relazione_ferraris_intervento_furlan_youtube_cisl_regionale.doc
alessio_ferraris_rieletto_segretario_generale_della_cisl_piemonte.doc
congresso_cisl_regionale_interventi.doc
intervento_ranucci_congresso_cisl_9-5-17.doc
alessio_ferraris_rieletto_segretario_generale_della_cisl_piemonte.doc
la_liberta_di_parola_e_il_format_il9marzo.it_.doc
cose_dette_e_non_dette_xii_congresso_redazione.doc

1 commento
  1. Rodolfo Vialba
    Rodolfo Vialba dice:

    Ciò che preoccupa di questa CISL è certo l’inadeguatezza culturale e di progettualità politica del suo gruppo dirigente che non è in grado di capire i problemi della società italiana e la realtà che vive chi loro rappresentano, ma è anche, se non soprattutto, l’affermarsi di un modello gestionale dell’Organizzazione basato sul “culto della personalità” (non si può non definire così l’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Generale CISL il 31 gennaio 2017) e su una sorta di consorteria che si autosostiene a tutti i livelli decisionali della piramide organizzativa e annulla tutte le voci che propongono visioni diverse da quelle sostenute dal gruppo dirigente. Rodolfo Vialba

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