Il Fatto Quotidiano, lunedì 22 dicembre, ha dedicato le due pagine centrali (allegate) al nuovo partito spagnolo Podemos. Vi è anche un articolo (allegato) di Giuseppe Civati che ne esalta le novità, anche citando (in inglese!) parte di un  articolo del segretario del partito Pablo Iglesias. Il prof. Luciano Gallino su La Repubblica, martedì 16 dicembre, ne descrive le possibilità di organizzazione politica nell'area della sinistra “radicale”, affiancandolo a Syriza , la formazione greca guidata da Sypras. (articolo allegato)

Sul Fatto tante definizioni ma poche informazioni sulla nascita, struttura, cultura del nuovo partito spagnolo che, è sempre il Fatto a dirlo, sta attirando l'interesse di molti della sinistra italiana, da Ferrero a Civati.

Chi sono i fondatori di Podemos? Una dozzina di giovani militanti, per la più parte universitari, usciti dai partiti della  sinistra spagnola  – Isquierda unita e Isquierda anticapitalista – che si sono ritrovati in una piccola sala di Madrid nel Gennaio 2014.

A quattro mesi dalle elezioni europee, sconosciuti al grande pubblico, decidono di prendere in mano la bandiera del movimento degli Indignados, che  nel 2011 aveva riempito di milioni di cittadini le piazze spagnole. A quel Movimento non hanno partecipato i fondatori di Podemos; quel Movimento, che ha sempre rifiutato di strutturarsi politicamente, ha ancora una grande popolarità.

I fondatori di Podemos vogliono dare uno sbocco politico, come si direbbe da noi. Spregiudicatezza, una buona dose d'opportunismo, molto lavoro ben fatto sui media,  tanta ambizione esibita, e arriva il successo alle elezioni europee, 8% dei voti e cinque eletti a Strasburgo. L'avventura comincia e un anno dopo i sondaggi piazzano Podemos in testa alle intenzioni di voto per le legislative del 2015.

Come spiegare questo fenomeno che  mette i brividi ai politici spagnoli, vedi dichiarazioni di Felipe Gonzales, e attira attenzioni e speranze in tanta parte dell’Europa.

Il gruppo fondatore non è certo composto da giovani alle prime armi. Alcuni di loro hanno una loro militanza politica e da tempo accesso a diversi media, sono abili comunicatori. Pablo Iglesias è conosciuto per le sue simpatie per Chavez, cita Gramsci parlando di egemonia.

Non mancano le risorse economiche: la Fondazione  del partito ha ricevuto, ufficialmente dal governo venezuelano 4 milioni di Euro. Il Fatto scrive di una campagna calunniosa basata sull'accusa di finanziamenti iraniani. Sta di fatto che Pablo Iglesias anima ogni settimana una trasmissione su Hispan TV, catena in lingua spagnola creata dal governo iraniano per curare la sua immagine all'estero: Pablo Iglesias lo spiega su You Tube dichiarando, “non sarò il solo idiota a non fare della politica , quando tutti la fanno. Le donne sono obbligate a portare il velo su Hispan TV e questo non mi piace ? Lo riconosco, noi assumiamo le contraddizioni. E' il principio della politica “.

Forte del sistema proporzionale di voto, della legittimazione elettorale ricevuta, e soprattutto delle rovine lasciate sul campo dai partiti politici tradizionali, Podemos ha occupato la scena politica – sotto gli occhi preoccupati dei leaders storici del movimento Indignados, prevalentemente di formazione libertaria- e si prepara per un ruolo di governo, di esercizio e di responsabilità del potere. E’ questo l’obiettivo dichiarato da  Iglesias il leader indiscusso, e che non si può discutere aggiunge qualche “gufo”.

Iglesias ha 36 anni e incarna l'immagine di una gioventù sacrificata, senza prospettive. Laureato in scienze politiche, ricercatore universitario mal pagato, abbigliamento casual, coda di cavallo, un po' di populismo ben calibrato, niente toni anti euro alla Salvini, una immagine molto seriosa , niente insulti. Iglesias è riuscito ad incarnare ambizioni di milioni di spagnoli stanchi della loro classe politica e di una disoccupazione che supera il 25%. E' il solo che  dicendosi rappresentante di un movimento proteiforme ha accesso a tutti media. Qualcuno lo ha definito l'avvocato di tutte le cause.

Iglesias non nasconde le sue ambizioni e nemmeno le sue certezze. L'ego non gli manca come la volontà di comandare. A molti non è simpatico, in particolare a molti militanti dei due sindacati CC.OO e UGT, in particolare di quelli impegnati nel movimento degli Indignados, da quando ha annunciato l'intenzione di fondare un nuovo sindacato, ma la deriva delle forze tradizionali, la critica anti-sistema e l'immagine di novità gli danno un posto centrale, oggi, nello scacchiere politico.

“Non siamo ad un punto, si chiedono in molti, che l'esperienza non meriti di essere tentata ?”.

Al Congresso di Podemos, che ha eletto Iglesias segretario unico, hanno partecipato 120.000 persone iscritte e votanti attraverso internet: l'iscrizione è gratuita. Il gruppo dirigente, eletto con l'80% dei voti, è formato dai fondatori del partito.

Il movimento degli Indignados prometteva di cambiare la politica e le forme della democrazia, Podemos, come dice il nome, si accontenta di conquistare la maggioranza, per esercitare il potere di governo. Il successo possibile di Podemos può far apparire in Spagna un polo nuovo nella sinistra, populista e dirigista , ma il cui impatto sul quadro politico sarà profondo, mettendo in causa oligarchie e sistemi di potere. La Spagna è a un punto nevralgico. Speriamo, dice un amico spagnolo, che il nuovo partito sappia mantenere una parte delle sue promesse

Allegati

  • Gli spagnoli di Podemos…di Salvatore Cannavò  Il FQ del 22-12-2014
  • La terza via del Duemila... di Giuseppe Civati  Il FQ del 22 -12-2014
  • Un Tsipras per l'Italia di Luciano Gallino  La Repubblica del 16-12-2014
  • Si decide nel 2015 che Europa sarà Bruno Manfellotto su L'Espresso 30-12-2014

Allegato:
gli_spagnoli_di_podemos_cannavo.doc
la_terza_via_della_politica_europea_civati.doc
uno_tsipras_per_litalia_gallino.doc

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