Il Governo tecnico di Monti ha comportato una verticalizzazione del potere a tutela degli equilibri macro economici sfidati dalla speculazione finanziaria e quale custode dell’ortodossia dei conti pubblici. Ma l’Italia ce la farà ad uscire dalla crisi se moltiplica i suoi attori di sviluppo valorizzando le risorse racchiuse nel suo ricco policentrismo istituzionale ed economico. Gli scarsi risultati dello “spending review” in materia di spesa pubblica ripropongono i limiti già sperimentati nel passato, delle riforme pilotate dall’alto, trascurando le esperienze di altri paesi che impegnano le singole strutture pubbliche in un percorso guidato da una riconsiderazione delle proprie finalità e delle proprie pratiche gestionali, sulla base di budget prestabiliti.Come si ripropone l’annoso problema se il recupero di competitività del nostro sistema produttivo non possa essere accelerato da un coinvolgimento degli attori locali (pubblici e privati) in progetti mirati di sviluppo, sostenuti dal centro delle necessarie infrastrutture materiali ed immateriali, e se la flessibilità contrattuale in materia di mercati del lavoro, rispetto al rigore universalistico della legge, non sia in grado di facilitare la crescita occupazionale nei diversi territori con regole appropriate, ricordando che il basso tasso di occupazione è la causa principale del nostro disagio economico e della nostra scarsa crescita economica.

allegato

  • Moltiplicare gli attori  per lo sviluppo Nota 17 dell'Isril

Allegato:
nota_isril_n._17-2012_-_occorre_moltiplicare_gli_attori_dello_sviluppo.doc

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