Larga ed unitaria intesa per la Pubblica Amminstrazione. E l'ex-ministro Brunetta si arrabbia. Nei giorni scorsi, al Ministero del Pubblico Impiego, è stata raggiunta un’importante intesa che ha visto la convergenza delle Confederazioni Sindacali ed altri sindacati (10 sigle in totale), delle Regioni e degli EE.LL. Questa intesa ( vedi testo integrale allegato) è stata definita, dai sottoscrittori, “il ritorno del dialogo e dal confronto” in aperta polemica con la “Brunetta”, cioè quell’insieme di norme legislative e decreti che hanno eroso il potere di negoziato dei sindacati e lo stesso ruolo degli Enti Locali in materia di riordino e di ricerca dell’efficienza per la pubblica amministrazione. È un passo importante che premia la costanza di chi in questi anni ha difeso il ruolo della contrattazione collettiva e delle relazioni sindacali in un quadro politico (governo Monti) ed economico (recessione che non s’inverte e macigno del debito pubblico). Oltre alle difficili relazioni tra i sindacati. Il riscontro della positività dell'intesa è rafforzata dal No pubblico dell'ex ministro Brunetta con l'intervista rilasciata qualche giorno dopo (il 12 maggio) al Sole 24 ore. ( vedi allegato).

Altri hanno definito questa intesa come “controriforma” di quanto fatto dal Ministro Brunetta per dare una scossa al settore pubblico, per recuperare produttività e meritocrazia. E’ “controriforma” sarebbe secondo questi critici anche il fatto di aver precisato che in caso di licenziamento isciplinare ritenuto illegittimo è previsto il reintegro e non l’indennizzo; che il licenziamento per motivi economici ( trattandosi di bilanci dello Stato) non può seguire quanto proposto nel Ddl sul mercato del lavoro per il settore privato.

Il confronto avviato con l’intesa costituisce la base di un percorso per definire i criteri di una legge delega per poi giungere a un decreto legislativo indirizzato alla revisione della disciplina sia di alcuni aspetti del rapporto di lavoro sia delle relazioni sindacali.

Alcuni dei principali punti del documento riguardano:

  • Il nuovo modello di relazioni sindacali riguarda anche la gestione delle riorganizzazioni e della lotta agli sprechi comprese le ventilate ipotesi di spending review. Ovvero valorizzare la funzione della contrattazione collettiva.

  • Saranno superate le fasce di merito previste dal d.lgs. 150/2009 e si valorizza la performance organizzativa rispetto a quella individuale.

  • È previsto anche il rafforzamento delle relazioni sindacali nei processi di mobilità collettiva, con connessi processi di riqualificazione del personale, nonché il riconoscimento del ruolo delle RSU nei luoghi di lavoro.

  • Sulle tipologie dei rapporti lavoro si prevede, entro il mese di maggio, l’avvio di un tavolo per portare a soluzione il problema degli attuali lavoratori precari e in questa prospettiva si conferma il rapporto di lavoro a tempo indeterminato come rapporto principale per l’accesso al lavoro pubblico.

  • A proposito delle sanzioni disciplinari si specifica che anche per via contrattuale vanno riorganizzate le tipologie di inadempimenti e sanzioni e si conferma il principio di reintegro in caso di licenziamento illegittimo.

  • Si conferma il ricorso alla mobilità volontaria per far fronte al fabbisogno delle amministrazioni, ma per professionalità specializzate si consentirà di superare questa procedura anteponendo l’interesse del servizio pubblico.

  • Infine, si prevede il rafforzamento dell’autonomia dirigenziale rispetto alla responsabilità politica per eliminare anche le residuali ipotesi di spoil system.

Per saperne di più leggere i 7 allegati

Allegato:
intesa_sul_lavoro_pubblico_-_testo_definitivo.pdf
pa_il_ritorno_al_dialogo_irrita_brunetta.doc
scheda_tecnica_intesa_cisl_3-5-12.pdf
controriforma_per_il_pubblico_impiego_olivieri_lavoce.doc
pimpiego_resta_il_reintegro.doc
ridimensionata_la_brunetta_pa.pdf
dico_no_alla_controriforma_brunetta.pdf

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