Cambia la strategia urbanistica a Torino? Difficile affermarlo,  ma alcuni elementi potrebbero farlo sperare. La politica seguita da Chiamparino-Viano era stata quella di assumere come possibili tutti i progetti – al di là della qualità urbanistica –  che consentissero di portare risorse finanziarie nelle casse del Comune attraverso gli oneri di urbanizzazione. E così ci sono stati piccoli o grandi “mostriciattoli”: alcuni rientrati come nel caso di Via Riberi ( “oscuramento” della Mole) e delle Torri in Piazza Bengasi. Per ora è stata tirata una riga sopra quelle due torri e su quel progetto privato. L’assesso­re all’Urbanistica Ilda Curti le ha depennate dal progetto che ridisegnerà il volto della piazza dopo i lavori per il nuo­vo capolinea della metropoli­tana. Non solo. Secondo indi­screzioni, negli uffici comunali si parlerebbe già di due piaz­ze, di cui una del tutto pedona­le, al posto dell’attuale unico piazzale. E di nuovi alloggi, meno impattanti di quelli pre­visti nelle due torri, probabil­mente su corso Maroncelli. Già per quell’area vasta che “convive” con la grande Piazza d’ingresso sud di Torino restano aperte le incongruenze lasciata dalla giunta Chiamparino: la metropolitana si attesterà in Piazza Bengasi, senza essere contestualmente collegata con la stazione Ferroviaria del Lingotto. Sono  punti indispensabili di chiarezza per progettare l’attestamento per la mobilità modale ( gomma, ferro) e per definire la sistemazione del mercato di Piazza Bengasi che si trasferirà a mesi ( provvisoriamente come sostiene la Giunta?) in C.so Traiano.

 

Allegato

Piazza Bengasi, le torri scompaiono dal progetto_ Elisabetta Graziani_ La Stampa

 

 

Allegato:
piazza_bengasi.doc

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