Ancora una volta, pressati dall’emergenza, si chiede ai lavoratori moderazione e disponibilità “per il bene del paese”. Ma questa è la ricetta che viene ormai applicata da molto tempo, con pessimi risultati. La strada per spezzare la spirale negativa è un’altra. A conclusione del suo articolo Alfredo Recanatesi invita ad abbandonare la strada seguita in questi vent'anni di sacrifici per le classi sociali polpoalri, a basso reddito, con pensioni sotto la soglia di povertà, con insicurezza economica crescente per i giovani. Scrive : "Abbandonare la strada seguita (e che si intende ancora seguire) non è facile: significa alzare l’asta che le imprese devono superare per sopravvivere, cominciando col precludere di potersi avvalere di lavoro a costi sempre più bassi. Significa accettare che molte non ce la faranno ed avere la forza di attendere che altre si organizzino per sopravvivere senza contare sul progressivo impoverimento dei lavoratori e dell’intero Paese. Significa rinunciare alla priorità di una occupazione purchessia per indurre una ricomposizione del sistema produttivo in grado di produrre la ricchezza necessaria per risolvere il conflitto tra la sopravvivenza delle imprese e più soddisfacenti condizioni economiche di chi lavora. Significa compiere uno sforzo forse epocale per assistere la disoccupazione che necessariamente si creerà almeno per un periodo di transizione…."

Allegato:
bilancio_di_ventanni_recanatesi.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *