La sentenza della Corte Costituzionale, del 25 settembre, ha sopperito al “non discutere e non decidere” del Parlamento, e con il suo pronunciamento ha dichiarato non punibile chi, come Marco Cappato, aiuta a morire una persona non autosufficiente che ha deciso liberamente di porre un termine alla vita. E’ necessario un intervento legislativo per disciplinare un iter tanto complesso. Alleghiamo più articoli con valutazioni diverse. Tre articoli pubblicati su L’Avvenire su “Fine vita tra fede e ragione” (Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia; Roberto Mordacci, filosofo Università Vita-Salute; Stefano Ojietti, medici cattolici). Altri due articoli di costituzionalisti (Michele Ainis, e Vladimiro Zagrebelsky), una sintesi di come è regolato il fine vita il altri paesi, il comunicato stampa della Consulta.

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Allegato:
comunicato_stampa_corte_costituzionale_non_punibilita.pdf
fine_vita_tra_fede_e_ragione_m_camisasca_vescovo_avvenire.doc
fine_vita_e_terminazione_delle_cure_palliative_mordacci_universita_avvenire.doc
fine_vita_letica_tutela_il_ruolo_dei_medici_ojetti_amci_avvenire.doc
la_sentenza_non_istiga_al_suicidio_v_zagrebelsky_stampa.doc
suicidio_assistito_alla_consulta_ainis_rep_25-9-19.doc
fine_vita_nel_mondo_stampa_27-9-19.pdf

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