Jaouhari Abdeslam, da molti anni a Torino, operatore prima nell’Ufficio Stranieri del Comune di Torino con Fredo Olivero, ora all’Ufficio stranierei della Cgil, ci ha inviato un articolo dal lungo titolo Mostafa non ha giurato fedeltà a nessun Califfo. Gli attentati di Parigi e l’Islam assente”. E’ una riflessione dopo la strage di Charlie Hebdo. Ha il pregio, rispetto ad altri commenti su questo tema, di mettere in evidenza un punto di vista interno al mondo magrebino, oltre che a quello italiano. Si sofferma sull’asimmetria dei giudizi. Osserva che agli islamici, o ai provenienti da aree culturalmente islamiche, si chiede da un lato di essere universalisti, dall'altro di reagire come comunità. E’ un articolo ben attuale pur essendo trascorse molte settimane dalla strage di Charlie Hebdo. 

Questo è l’inizio dell’articolo che potete leggere in allegato

Forse mai come ora i circuiti mediatici dominanti sono ingombrati da miriadi di dichiarazioni e commenti e dibattiti sul tema dell’Islam, spesso appiattiti sull'idea di un pericolo fondamentalista che assedia le nostre città o di un'imminente adesione di migliaia di cittadini musulmani al terrorismo jihadista internazionale.

Chiacchiera diffusa e aggressiva che associa, ingiustamente e a volte in modo intenzionale, l’islam al terrorismo e si lascia trasportare da pregiudizi facendo ultimamente leva sulla spettacolarizzazione di episodi drammatici come il massacro di Charlie Hebdo, mentre restano sostanzialmente inascoltate le poche voci, anche autorevoli, che cercano di richiamare all’equilibrio e alle distinzioni doverose per evitare di alimentare un clima di islamofobia  e razzismo.

Una larga fetta della popolazione proveniente dal mondo islamico che vive nella nostra società, finisce così per essere esclusa dalla discussione pubblica e non riesce ad avere una voce autonoma che la rappresenta. Quello a cui si assiste è un dibattito asimmetrico, quando non squilibrato: da una parte giornalisti, opinionisti, leader politici, "esperti", dall’altra qualche "portavoce" di un centro islamico,  di una moschea  o di un'associazione di migranti musulmani che prende la parola in nome (e in assenza) di una vera maggioranza silenziosa doppiamente vittima del caos comunicativo.

Si tratta di migliaia di persone che vivono in Italia da molti anni ormai, lavorando, frequentando le scuole, contribuendo alla vita attiva della società, molti dei quali – vecchi della prima generazione (tanti padri di famiglia), giovani e giovanissimi – cercano anche, legittimamente, di vivere la dimensione religiosa della loro identità, compatibilmente con le loro condizioni socio famigliari, lavorative eccetera(…).  

Questa la considerazione finale. (…) Giovanni, Mostafa e tutti noi cittadini, ognuno dalla sua posizione, quindi anche coloro che in questo momento non possono votare, hanno il compito di cercare in tutti modi di dire la propria a partire dalle lotte quotidiane, dalle battaglie per i diritti sociali e civili, i diritti dei migranti e delle minoranze, fino al diritto di esprimersi e poter decidere sul comportamento dei nostri stati rispetto agli interventi di  politica estera e al rapporto con gli altri popoli, pretendendo che il concetto dei diritti umani sia fatto valere nei confronti di tutti gli altri popoli come vale per e nell’Europa.

Allegato

Mostafa non ha giurato fedeltà a nessun Califfo. Gli attentati di Parigi e l’Islam assente  di J.Abdeslam

 

 

 

 

 

 

Breve biografiaAbdeslam Jaouhari è nato in Marocco da una famiglia originaria dei confini meridionali, poi trasferita a Rabat. Ha studiato economia a Riyadh, Ha partecipato in Marocco al movimento del '77, che è stato simile al '68 italiano. E' arrivato in Italia sul finire degli anni '80. Si è arrangiato per vivere per qualche anno. Ha lavorato nell'edilizia e in altri settori; poi per l'Ufficio stranieri del Comune di Torino, diretto da Fredo Olivero. Ha partecipato alla ricerca Uguali e diversi sul mondo culturale e il lavoro degli immigrati stranieri a Torino. Lavora da molti anni all'Ufficio stranieri della Cgil. Tanti hanno sottolineato il suo rigore e la sua attenzione nel seguire e risolvere i problemi di quelli che si rivolgono a lui, senza distinzione di aspetto, provenienza, religione o idee.

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegato:
mostafa_non_ha_giurato_fedelta_a_nessun_califfo_abdeslam.doc

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