Il Sì Tav e il No Tav ha assunto sempre più lo scontro tra tifoserie quando si accapigliano, pro e contro, ad un presunto fallo in area di rigore. Ha raggiunto livelli mortificanti per tutti coloro che conoscono e mettono al centro le vere priorità, i problemi tutt’ora irrisolti dei “nodi ferroviari”, o imbuti, dei grandi centri urbani, sulla tratta italo-francese del cosiddetto corridoio mediterraneo. Sono quelli di Chambery, Torino-Orbassano, Rho, Mestre che – se non risolti anche con un nuovo megatunnel – non consentiranno di far transitare più merci. Quindi soldi mal spesi!

Il nodo dello scalo di Orbassano, come si arriva e come se ne esce con una “gronda” esterna a Torino è ancora lì sul tappeto. E’ un problema difficile da risolvere: la “politica” sceglie allora di non affrontarlo, sparando “balle” di ogni tipo, l’ultima del ministro capotreno Salvini del milione di Tir in meno dalle strade. Altra “balla” è quella del duo Di Maio-Toninelli che nega la costruzione avviata del megatunnel sul versante francese, seppure si tratta di una tratta (7,5 Km) di una delle due canne del progetto esecutivo del megatunnel. Perforazione che avviene sotto falso nome (sondaggio geognostico) per aggirare ostacoli e ricevere finanziamenti Eu. Altra cosa sono le discenderie terminate in Francia ( due) e in fase di ultimazione a Chiomonte.

Gianni Barbacetto su Il Fatto Quotidiano prova con due articoli a rompere queste “balle” della politica. Innanzitutto con la scheda sulla “Fortezza Bastiani – C’era una vota uno scalo merci” descrivendo i problemi del dimenticato scalo di Orbassano. (v.allegati)

Allegato:
tav_e_lo_scalo_orbassano_in_decadenza_barbacetto.doc
salvini_ministro_capotreno_barbacetto.pdf
altre_bufale_to-lione_si_risparmia_1_minuto_e_20_secondi_rep.doc

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