“La Cisl ora è più trasparente, più leggera nella struttura e vicina ai luoghi di lavoro. Gli emolumenti e i dati di bilancio sono consultabili sui siti internet confederali e di categoria. Gli iscritti e i lavoratori possono controllare e giudicare” [dall’intervista di Anna Maria Furlan all’Avvenire del 6 luglio]. Alla vigilia della conferenza nazionale organizzativa, la signora Anna Maria si è esibita nel suo numero preferito: l’intervista ad un quotidiano che la Cisl finanzia abbondantemente e che quindi non fa domande scortesi. E soprattutto non fa mai la “seconda domanda”.

La prima domanda è quella che un giornalista deve fare nel senso che è scontato farla. La seconda è quella che deve, o dovrebbe, fare perché serve a capire se le cose stanno come l’intervistato racconta. E alla vigilia della conferenza nazionale è scontato chiedere al segretario generale della Cisl, come fa l’intervistatore dell’Avvenire, se hanno funzionato “le riforme dello statuto e dell’organizzazione” fatte quattro anni fa.

A domanda scontata, risposta scontata: sì, come dice l’oste al quale si chiede se il vino è buono, oggi la Cisl è “più trasparente”. Solo che poi manca la seconda domanda, quella che avrebbe lasciato – metaforicamente – in mutande la signora e fatto capire al lettore come stanno veramente le cose.

Ad esempio, la Cgil mette ogni mese sul suo sito la busta paga del segretario generale, mentre l’ultima busta paga della signora pubblicata sul sito della Cisl, se non ci siamo distratti, risale a più di tre anni fa. Ed era ampiamente sbianchettata, a differenza di quelle di Landini. Il che vuol dire che la Cgil è oggettivamente “più trasparente” della Cisl (la Uil di Barbagallo non è un termine di paragone serio).

E quale trasparenza è stata fatta sui contributi che la Cisl aveva accreditato in più del dovuto proprio alla signora Anna Maria, roba che se l’Inps non se ne fosse accorto lei si sarebbe trovata una pensione gonfiata non solo, come quella del suo maestro e collega Bonanni, per rigonfiamento della retribuzione, ma anche per aver gonfiato i contributi versati applicando indebitamente una maggiorazione del 18 per cento? E soprattutto, quei soldi versati in più sono tornati alla Cisl o sono distrattamente finiti in quache borsetta della signora? In totale mancanza di trasparenza, il dubbio è lecito.

E dov’è più trasparente la Cisl riguardo alla data di assunzione presso l’Anas del dottor Luigi Sbarra, prossimo segretario generale della Cisl? Ormai nessuna persona sana di mente può dubitare che lui abbia intrallazzato per farsi assumere, da segretario generale della Usr Calabria, alle dipendenze di un ente che, mettendolo in distacco retribuito, gli avrebbe permesso di avere alcuni vantaggi, eventualmente anche sul fronte della pensione. Resta il fatto che l’ultima busta paga pubblicata tre anni fa copriva col bianchetto questa data. Proprio come si copre qualcosa di vergognoso. Qualcosa che, sapendolo ufficialmente, permetterebbe di chiedere pubblicamente in cambio di cosa l’Anas ha messo alle proprie dipendenze il segretario generale della Cisl della Calabria, futuro segretario generale della Cisl.

E oggi le retribuzioni nella Cisl sono più trasparenti di cosa? Ad esempio quanto guadagna oggi Giovanna Ventura? Lei che in televisione il 10 agosto 2015 disse di guadagnare “3.200 netti”, poi con la pubblicazione della busta paga risultò che a febbraio 2016 lo stipendio era stato aumentato dalla gestione Furlan fino a 4.270 netti? Oggi da presidente del Caf quanto prende Giovannona? E dove si possono consultare la busta paga e/o la dichiarazione dei redditi della presidente del Caf? E quelle degli altri enti? E i pensionati che restano a collaborare con Via Po 21?

E perché la signora ha portato in segreteria confederale Giulio Romani, il cui operato alla guida della First è stato oggetto di articoli sui vantaggi che avrebbe avuto da una banca, ai quali ha risposto con annunci di querele di cui non si è saputo più nulla, ma lo hanno ulteriormente screditato agli occhi degli associati, degli altri sindacati e delle controparti?

[E qui apriamo una parentesi: sullo stesso Romani – questa è una notizia nuova che vi diamo e vediamo se questa volta la querela arriva davvero – è stata fatta alcuni mesi fa una segnalazione al servizio di vigilanza della Banca d’Italia, relativa a “false dichiarazioni” sui lavori per l’appartamento di Verona comprato col mutuo a buone condizioni; tanto che “il Comune ha disposto il divieto alla prosecuzione dell’attività e l’annullamento della Scia del 6.3.7920 anno 2017″. Ne risulta da mettere in dubbio anche la perizia sul valore dell’immobile per il quale è stato concesso il mutuo a condizioni favorevoli che risultano quindi ulteriormente ingiustificate].

E sulle vicende dello Ial, anzi degli Ial regionali (fra cui la Liguria della signora Anna Maria ed il Piemonte di Giovannona Ventura), dov’è che la Cisl è stata “più trasparente”?

Insomma, se l’intervistatore non fosse stato stipendiato da un quotidiano finanziato dalla Cisl, avrebbe avuto il dovere di fare qualche seconda domanda sulla Cisl “più trasparente” di cui parla la signora Anna Maria.

E allora la facciamo noi la seconda domanda, quella che si deve fare non perché è ovvia ma per capire come stanno veramente le cose: se la Cisl è più trasparente, perché ha espulso Fausto Scandola, l’uomo che ha rivelato come stavano le cose?

Di fronte a questa domanda, la signora Anna Maria avrebbe dato certamente la stessa risposta che dette alle Iene: cioè la fuga di fronte alla verità.

admin 8 luglio 2019 3 Commenti

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Allegato:
lettera_di_nora_garofalo_a_marco_bentivogli_2-7-19.doc
furlan-bentivogli_lettere_non_di_augurio_il9marzo.pdf

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