Andrea Monda, L'Osservatore Romano, nell'editoriale  Il realismo del Vangelo,  così inizia. Se nei primi discorsi del Papa in Mozambico l’accento era stato sul tema della gioia e della pace (pace, speranza e riconciliazione erano i tre striscioni dispiegati dai giovani nell’incontro allo stadio Maxaquene) nel finale di questa rapida visita il tema che è emerso è stato quello della giustizia. Del resto non ci può essere pace senza giustizia e il giovane stato del Mozambico ha una profonda sete di giustizia. È la giustizia dunque il perno dell’omelia che il Papa ha pronunciato sotto una pioggia scrosciante nello stadio di Zimpeto. (…).

Prosegue con analisi e così conclude. (…)  Tutto parte sempre da quell’attenzione che per Simone Weil era la realtà più vicina alla preghiera. L’attenzione porta all’azione, all’avvicinarsi agli altri, ma qui scatta la terribile ambiguità del farsi prossimo: ci avviciniamo agli altri per servirli o per servirci di loro? Per manipolare o per renderci disponibili al bisogno dell’altro sofferente? Il Papa che incessantemente interpella le coscienze con le sue parole si fa compagno di viaggio di chi vuole ascoltarlo, attentamente.  Seguiamolo anche noi nel suo viaggio che ora lascia alle spalle il Mozambico e prosegue verso il Madagascar.  Aprire l'allegato o il link

http://www.osservatoreromano.va/it/news/il-realismo-del-vangelo

 

 

Allegato:
il_realismo_del_vangelo_monda_oss_romano.doc

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