Al primo giorno di scuola sono emersi i vecchi e nuovi problemi dell’anchilosata scuola italiana oggetto di   continui tagli spacciati come riforma. La scuola pubblica manca di sedi, di attrezzature, di manutenzione, prosegue la riduzione del personale e degli insegnanti, le classi sono sovraffolate, le famiglie sono chiamate a pagare servizi elementari, di mensa, di custodia per ricostruire permanenze a tempo pieno. Portano anche la carta igienica. Succede in un paese con cifre record di abbandono scolastico e di analfabetismo di ritorno degli adulti. Un paese che ha bisogno come il pane di una scuola pubblica efficiente. Perché è successo? Ha pesato e pesa fortemente il rivendicazionismo e l’attività clientelare della gran parte delle 47 sigle sindacali nella scuola e la divisione delle Confederazioni Nazionali. Sono circa 500 mila gli alunni nelle scuole piemontesi. A Torino il primo giorno è stato caratterizzato da molte contestazioni: caschi bianchi da cantiere, magliette nere in segno di lutto, cinque minuti di silenzio, lezioni all’aria aperta ed altro. La protesta dilaga su Internet. Per dare efficacia e prospettiva alla contestazione è necessario recuperare l’unità d’azione, intanto delle tre centrali confederali,su una piattaforma strategica alternativa a quella governativa. Alleghiamo tre articoli.

1 – L’intervista di Luca Fazio “ Li fate ignoranti” a Tullio Di Mauro, linguista di fama europea ed ex- ministro dell’Istruzione dopo Luigi Berlinguer pubblicata su “Il Manifesto” del 14/9 ed primi commenti 

2 – La cronaca delle proteste a Torino da La Repubblica del 14/9 e 15/9

3 – L’intervista Emma Gianni, insegnante precaria,  promotrice della manifestazione che domenica 12 settembre ha bloccato lo Stretto di Messina

 

Allegato:
Li fate ignoranti_De Mauro.doc
La mia pazza idea_Emma Gianni.doc
Cronaca torinese sul primo giorno di scuola.doc

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