IL MAXI EMENDAMENTO….E MONTI – crisi & politica – 10/11/11

Il maxi e…. Monti. Mario Monti è stato nominato senatore a vita. La mossa a sorpresa del Presidente Giorgio Napolitano, secondo indiscrezioni, avrebbe avuto il via libera di Silvio Berlusconi. Nei prossimi giorni, dopo l’approvazione del maxi-emendamento alla legge di stabilità dei conti dello Stato, con le dimissioni annunciate del Premier e l’avvio delle consultazioni da parte del Presidente della Repubblica per un governo con larga maggioranza ed a tempo si potrà verificare l’attendibilità di questa indiscrezione.  

Il nome di Monti circola da settimane come premier di un governo tecnico che salvi l’economia. Nel comunicato del Quirinale che annuncia la sua nomina a senatore si legge: "Ha illustrato la patria per altissimi meriti nel campo scientifico e sociale".

Il maxi-emendamento al Senato. Giallo sull’inserimento o meno della modifica all’art.18

Il documento depositato al Senato da Tremonti è stato preceduto da una molteplicità di voci in particolare sul problema pensioni di anzianità e modifica all’articolo 18. Entrambi i punti non fanno parte del maxi-emendamento che ha risposto a circa metà dei problemi elencati ( prevedendo un arco di 8 mesi per l’attuazione completa) nella lettera inviata dal Governo alla BCE.

Così è riassunta la convulsa giornata sul sito de La Repubblica

Dopo i ripetuti rinvii e aggiustamenti è arrivato finalmente al Senato il maxi-emendamento alla Legge di Stabilità con le misure richieste dall’Europa e dalla Bce per fare fronte alla crisi del debito e rimettere in moto la crescita. Per qualche ora si sparge la notizia che nel provvedimento c’è anche la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per consentire licenziamenti più facili, ma quanto riferito dal senatore Elio Lannutti (Idv) dopo aver ascoltato l’illustrazione del testo in Commissione Bilancio è un evidente abbaglio, come precisa il sottosegretario al Tesoro, Antonio Gentile: "Il ministro Tremonti – afferma – nell’illustrare il maxi-emendamento non ha mai parlato, né accennato, ad una eventuale modifica né dell’art. 8 né dell’art. 18, che sarebbe stata inserita nel testo del decreto presentato al Senato. Il ministro Tremonti ha detto l’esatto contrario. In Commissione ha sostenuto che non saranno apportate modifiche ai due articoli in questione".

Tra le misure incentivi al part time. Le misure contenute nel testo – 25 articoli, 23 Pagine e 10 punti – sono la liberalizzazione degli ordini professionali con l’eliminazione delle tariffe minime dei professionisti, ulteriori privatizzazioni, dismissioni di immobili e terreni agricoli e costituzione di una società veicolo dove immettere i beni, fondo di ricerca, semplificazioni normative, detassazione delle imprese costruttrici. Tra le cessioni, a partire dal primo gennaio 2012, anche quelle che l’Anas dovrà trasferire a Fintecna. Lo prevede l’emendamento del governo al ddl stabilità. Il trasferimento sarà fatto "al valore netto contabile risultante al momento della cessione".

Contratto per le donne. Sempre in materia di lavoro c’è la nascita del contratto di inserimento per le donne nelle aree territoriali in cui è più accentuata la differenza di genere nel tasso di disoccupazione e una misura per rendere più facile il ricorso al contratto di lavoro part-time, agevolando l’utilizzo delle clausole flessibili (relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa) ed elastiche (relative alla variazione in aumento della durata della prestazione stessa), che potranno nuovamente essere liberamente stabilite dalle parti individuali, nel rispetto di quanto eventualmente stabilito dalla contrattazione collettiva.

Mobilità per gli statali. Se in un’amministrazione i dipendenti Pubblici verranno ritenuti in soprannumero o si rilevino comunque eccedenze di personale gli statali potranno essere posti in mobilità. Se però, prevede sempre il maxiemendamento, questi non potranno essere ricollocati scatterà una sorta di cassa integrazione della durata massima di due anni con una retribuzione dell’80%.

Età pensionabile sale a 67 anni. Nel maxiemendamento anche un ritocco dell’età pensionabile. L’età minima di accesso alla pensione di vecchiaia viene fissata a 67 anni a decorrere dal 2026. Fino ad oggi la soglia di vecchiaia è fissata a 65 anni e sarebbe dovuta salire di due anni a regime in modo indotto solo per l’effetto dell’aggancio all’aspettativa di vita e delle finestre mobili.

Più liberalizzazioni. In arrivo poi una spinta alla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Obiettivo della misura è quello di "realizzare un sistema liberalizzato dei servizi pubblici locali di rilevanza economica attraverso la piena concorrenza nel mercato e di perseguire gli obiettivi di liberalizzazione e privatizzazione dei medesimi servizi". Non solo, se gli enti locali non daranno attuazione alle misure, sarà il governo ad esercitare il "potere sostitutivo" per liberalizzare i servizi.

Bonus fiscale ai benzinai. Nel provvedimento pure la definizione di "aree di interesse strategico nazionale" per le zone ed i siti del comune di Chiomonte individuati per la realizzazione del tunnel della linea ferroviaria Torino-Lione, mentre è introdotto lo stop ai contributi per i primi tre anni di contratto di apprendistato e il bonus fiscale per i gestori di impianti di distribuzione carburanti diventa strutturale, come promesso dal governo l’ultima volta giusto ieri, passo che ha depotenziato lo sciopero dei benzinai. Allo stesso modo defiscalizzazione in arrivo per realizzare nuove autostrade. Sempre in materia di carburanti il maxiemendamento prevede nuovi aumenti nel 2012 delle accise sulla benzina e sul gasolio con le aliquote che sono rispettivamente fissate "a 614,20 euro e a 473,20 per mille litri di prodotto; a decorrere dal primo gennaio 2013 a 614,70 euro e a 473,70 per mille litri di prodotto". Nell’articolato anche una riduzione dei tagli all’editoria (come aveva chiesto Giorgio Napolitano 1), con un sostegno in più di 19,5 milioni di euro per il 2012, di 16,2 milioni per il 2013 e di 12,9 milioni per il 2014.

Riduzione debito enti locali. Ulteriori misure è la nascita di una sola zona a burocrazia zero su tutto il territorio nazionale per tutto il 2013 in via sperimentale. Inoltre "ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica, a decorrere dall’anno 2013, gli enti territoriali riducono l’entità del debito pubblico". Il maxiemendamento del governo rimanda quindi ad un decreto non regolamentare del ministero dell’Economia con le modalità di attuazione della norma. Il decreto dovrà stabilire "distintamente per regioni, province e comuni, la differenza percentuale, rispetto al debito medio pro capite, oltre la quale i singoli enti territoriali hanno l’obbligo di procedere alla riduzione del debito; la percentuale annua di riduzione del debito; le modalità con le quali può essere raggiunto l’obiettivo di riduzione del debito. A tal fine si considera equivalente alla riduzione il trasferimento di immobili ai fondi o alle società costituiti dallo stato per la dismissione degli immobili pubblici".

Tasse ridotte in Abruzzo. Per quanto riguarda i contribuenti Abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, l‘ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, "ovvero per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti è ridotto al 40%".

Via gli emendamenti. Per garantire al provvedimento una corsia preferenziale in grado di favorirne il varo, con le conseguenti successive dimissioni di Silvio Berlusconi, il gruppo del Pd si era deciso a ritirare la maggior parte degli emendamenti. Mossa che ha spinto il Pdl a fare altrettanto. "L’iniziativa del gruppo del Pd di questa mattina di ritirare tutti gli emendamenti ad eccezione di circa dieci, ha prodotto il primo risultato. Il PdL ha comunicato il ritiro di tutti gli emendamenti, così come la Lega e Coesione Nazionale. Italia dei Valori ne ha lasciati tredici, il Terzo polo si è riservato di ritirarli dopo aver visionato il maxi-emendamento. Si stanno dunque determinando le condizioni per chiudere in Commissione nella giornata di domani", spiega il senatore democratico Giovanni Legnini.

Bersani annuncia il no. Ad ogni modo, precisa il segretario Pierluigi Bersani, il Pd voterà contro "se le cose stanno come le abbiamo lette fin qui". Non mi risulta – precisa – ci sia una modifica dell’articolo 18 ma se c’è ne discutiamo, perché non possono farci bere tutto". Ad ogni modo, aggiunge, "non metteremo alcun ostacolo perché si chiuda questa fase, perché non c’è tempo: non ci sono settimane, e forse neppure giorni".

Bossi si smarca. "E annuncia il suo voto contro il maxiemendamento anche Umberto Bossi. "Se ci sono articolo 18 e riforma delle pensioni diremo di no", afferma a caldo il leader della Lega, ma la notizia come detto si rivelerà poi infondata.

Si vota entro il weekend. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha infatti messo in calendario la discussione e la votazione del ddl stabilità per dopodomani, venerdì 11, alle 10.30. L’ok definitivo al provvedimento potrebbe arrivare quindi da Montecitorio il giorno successivo, sabato pomeriggio.

– Allegato – Per la lettura dei testi e del maxi-emendamento

Allegato:
Le correzioni alla legge di stabilità_testi presentati_9-11-11.doc

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