Dal mondo web ci è giunto un articolo di Franco Pinerolo che esamina il disegno di legge sulla riforma del lavoro con attenzione particolare agli ammortizzatori sociali, mettendo in risalto quelli che sono gli aspetti negativi. Detto in sindacalese è un esame molto critico che si sofferma sulla “bottiglia mezza vuota” e può sollecitare un proficuo confronto. Il documento conclude con un giudizio severo sul premier Monti che “ ha voluto imporre un ruolo residuale al sindacato, cancellando principi cardine della nostra Carta costituzionale, cercando di far passare l'idea che le forze sindacali non abbiano diritto a fare trattative. Ma per la rappresentatività che appartiene loro e per la consistenza degli interessi che rappresentano, i sindacati non possono essere messi al margine di un processo democratico: se si cancella il Novecento della giustizia sociale non si entra nel nuovo millennio, si torna solo all'Ottocento. Del resto le tre parole chiave annunciate dal governo Monti – rigore, crescita, equità – sono state declinate con rilievo molto diseguale: tanto rigore per i più poveri, poca crescita e scarsa equità, e mentre i Mercanti si nutrono ben pasciuti nel Tempio, agli umili è lasciata invece la solitaria disperazione. Il governo Monti deve voltare pagina….”.

In allegato il testo dell'articolo di Franco Pinerolo 12-5-12

Allegato:
commento_alla_riforma_lavoro_pinerolo.doc

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